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Ultime Notizie sulle Medicine Non Convenzionali |
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| ATTENZIONE alle "Certificazioni Professionali di operatore olistico", "consulente antitress della Medicina Naturale" , "consulente olistico professionale" e tante altre definizioni ... tutte offerte come già riconosciute legalmente dallo Stato così come ai "patentini di operatore olistico" presentati come eccezionale riconoscimento ! |
Vi segnaliamo che in questo periodo vi sono associazioni che propongono certificazioni professionali e riconoscimenti per diverse figure olistiche, non sanitarie, tra le quali troviamo l' operatore reiki certificato, il patentino di operatore olistico presentato come eccezionale riconoscimento, il consulente di Medicina Naturale e tante altre forme di pseudo-certificazione, e questo, senza alcun credito oggettivo e validità giuridica nazionale !!! Le strutture che propongono queste certificazioni molte volte possiedono anche accreditamenti ECM o appartengono ad Associazioni che dichiarano di tenere un registro professionale; peccato che, leggendo nelle piccole note, esse dichiarano : "in attesa che vi sia una legge dello stato a regolamentare la sitazione italiana". Per correttezza ed informazione ci teniamo quindi a tutelare coloro che potrebbero credere a questa finta illusione di garantismo, mossa da uno scopo puramente pubblicitario. LEGGI QUESTO ARTICOLO |
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INTERVISTA di ECORADIO ad EMANUEL CELANO (marzo 2010)
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Sono sempre di più gli italiani che ricorrono alle medicine alternative per prendersi cura della propria salute. Secondo il Rapporto Italia 2010 dell'Eurispes nel nostro paese sono più di 11 milioni i cittadini che scelgono di curarsi con le Medicine non Convenzionali come Agopuntura, Omeopatia, Fitoterapia, Ayurveda.
Nonostante ciò il nostro paese non ha mai ratificato la normativa dell’Ue in materia e per questo, ad esempio per l'omeopatia, le aziende non possono fare pubblicità ai loro prodotti e nemmeno inserire il foglietto illustrativo nelle confezioni.
Un'anomalia tutta italiana che viene denunciata con forza dagli specialisti del settore. Anche il ddl in discussione in Parlamento per regolamentare il settore non soddisfa i sostenitori della medicina olistica, al punto che alcuni di loro hanno deciso proporre una legge di iniziativa popolare per metterci al passo con gli altri paesi europei.
Silvia Lanzarotto ha intervistato Emanuel Celano, promotore dell'iniziativa. FONTE : http://www.ecoradio.it
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DOMANDA : Quali sono le lacune legislative che esistono nel nostro paese sull'argomento medicine non convenzionali e come queste si ripercuotono sull'attività degli specialisti del settore : |
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Premere su "EMBED" per copiare il codice di questa intervista e pubblicarlo sul vostro sito".
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| Notizie sulle medicine non convenzionali in ordine di tempo : |
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| GIUGNO 2010 |
CIARLATANI, FALSI DOTTORI ED INGANNI NEL MONDO DELLA NATUROPATIA
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L'ignoranza che caratterizza coloro che speculano, magari persino in buona fede, su tutti coloro che si avvicinano ingenuamente al mondo della naturopatia, trova una delle sue più ridicole manifestazioni nei "Riconoscimenti ufficiali" che personaggi senza alcuna coscienza spacciano nelle loro pubblicità ingannevoli, allo scopo di raggranellare soldi facili dagli aspiranti naturopati. L'elenco di queste bufale è infinito, e il nostro Osservatorio sulle medicine alternative fatica a star dietro alle sempre nuove modalità di inganno perpetrate da tante organizzazioni. Tra le tante, merita una citazione una Scuola di Roma che vanta, tra i suoi titoli meritori, il seguente elenco di informazioni, tutte formulate in modo da non incorrere nelle sanzioni della legge, ma tutte ingannevoli. Si osservi che la: "possibilità di operare immediatamente sia come Libero Professionista, che presso Strutture Sportive, Centri Benessere, Centri Termali, Poliambulatori, Associazioni di Promozione Sociale", è una formulazione chiaramente ingannevole, per quanto non falsa, perchè induce a ritenere che tale possibilità dipenda, o sia facilitata in qualche modo, dal conseguimento del diploma e dall'adesione a un "sindacato". In realtà, chiunque, indipendentemente da titolo di studio, da diplomi di naturopatia, da iscrizioni ad enti, associazioni, federazioni o sindacati, può legittimamente esercitare professionalmente l'attività di naturopata, purchè in regola con la normativa fiscale, in quanto tale professione non è riconosciuta da nessuna legge dello Stato, unico ente abilitato al riconoscimento di nuove professioni. Il riferimento al Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro è altrettanto ingannevole, perchè questo Ente non ha nessun titolo a riconoscere l'attività del naturopata. Ma l'aspetto più ridicolo della questione sta nel fatto che il "patrocinio" di un Sindacato, vantato da questa Scuola, è chiaramente una bufala, perchè il Patrocinio è un riconoscimento simbolico con cui si accorda il proprio supporto ad un'iniziativa culturale, scientifica, sportiva ecc.; in Italia può essere concesso dal Consiglio dei Ministri, dalla Regione, dalla Provincia o dal Comune (non certo da un Sindacato, il quale è un'organizzazione privata come un'altra ). Il Patrocinio è cosa ben diversa da un accordo di collaborazione commerciale tra due enti privati, come possono essere una scuola privata e un sindacato (il quale, come un partito politico, non è un ente pubblico, il quale, in quanto istituzione pubblica, concede un riconoscimento sulla base di un'autorità conferitagli dall'investituira popolare). Siamo di fronte all'assurdità per cui si illudono i potenziali allievi delle scuole di naturopatia circa il fatto che la loro attività sarà in qualche modo "protetta" non se rispetteranno la legge, ma se si iscriveranno a un sindacato. L'adesione al sindacato di cui sopra non è nè utile nè necessaria per praticare legalmente l'attività di naturopata, come testimonia il fatto che molti naturopati esercitano da anni senza aver mai aderito ad alcuna associazione o sindacato. Ciò che la legge richiede, trattandosi di libera professione, è semmai il possesso di regolare partita IVA e l'emissione di regolare ricevuta fiscale per ogni prestazione effettuata (ma non ci pare che questo fondamentale requisito sia imposto ai fini dell'adesione a tale sindacato). Inoltre, la possibilità di adesione al "Sindacato" di cui sopra è chiaramente aperta a chiunque, indipendentemente dal fatto che si sia effettivamente professionisti che operano nel rispetto della legge e in regola con la normativa fiscale. In altre parole, pagando ben 260 euro di iscrizione annuale, chiunque, senza bisogno di dimostrare il possesso di alcuna competenza o requisito, può iscriversi a tale "sindacato". Dopodichè, la pubblicità ingannevole di questa scuola induce a ritenere che solo gli iscritti al Sindacato potranno legalmente esercitare l'attività, il che significa che tutti gli altri, privi del diploma di questa scuola e della tessera del sindacato in questione, siano fuori legge. In questo modo, questa ingannevole pubblicità danneggia l'immagine, il prestigio e l'attività di tutte quelle scuole, e sono la maggioranza, che, come la nostra, si limitano a fornire un insegnamento serio in materia, senza prospettare illusorie prospettive di lavoro.
Un'altra Scuola pubblicizza una forma diversa di fasulla "protezione legale" a favore dei naturopati diplomati presso di essa: la possibilità di conseguire il "patentino C.O.N.I.", il quale non conferisce, naturalmente, alcun riconoscimento ufficiale all'attività del naturopata, nè garantisce all'utente alcuna competenza del suo possessore in tema di cura della salute (la quale è di esclusiva competenza medica). Si tratta ancora una volta di strategie di vendita che tendono ad accreditare un immagine di "ufficialità" e di "protezione legale" per professioni che si induce a credere possano essere praticate legittimamente solo a seguito del conseguimento di titoli inutili o all'adesione ad associazioni o sindacati i quali non possono attribuire a questa attività un riconoscimento legale che può venire solo dalla legge. Questi comportamenti, ai confini della legalità, sono conosciuti e tollerati da tutte le scuole di naturopatia, le quali sanno di operare in un ambiente dove è relativamente facile arricchirsi approfittando della ingenuità degli aspiranti naturopati e dove tutti si pubblicizzano attraverso l'ingannevole possibilità offerta ai propri iscritti di ottenere "riconoscimenti ufficiali", tutti ininfluenti per attribuire alla naturopatia o alle sue infinite discipline alcun valore legale o l'appartenenza a qualsiasi Albo professionale. Ancora più ridicolo, e francamente eticamente vergognoso, è ingannare gli aspiranti naturopati vantando, per i diplomati della propria scuola, la possibilità di iscrizione ad Albi, Registri e Federazioni. Infatti, in tutti questi casi, si induce a ritenere che tale "iscrizione " costituisca titolo preferenziale ai fini di qualche riconoscimento legislativo, o ai fini di inesistenti opportunità di lavoro. Peggio ancora è il riconoscimento che una scuola non riconosciuta promette grazie al riconoscimento di una federazione non riconosciuta che raccoglierebbe le adesioni di professionisti non riconosciuti.
Altre scuole vantano invece la possibilità di rilasciare titoli forniti di "accreditamento universitario", tramite accordi di collaborazione con sconosciute università private spagnole, belghe o americane, e ingannando platealmente circa il fatto che questi titoli fasulli possano avere valore anche in Italia, o persino essere utilizzati come crediti all'interno del percorso universitario italiano. Anche qui, si tratta di pubblicità ingannevole che fa leva sull'ignoranza e l'ingenuità di coloro che si avvicinano alla naturopatia convinti di entrare in un mondo fatato e idilliaco, dove le scuole sono benemerite istituzioni votate alla missione di diffondere l'amore nel mondo. Perchè solo la nostra Scuola si preoccupa di mettere sull'avviso gli aspiranti naturopati? Forse perchè tutti hanno interesse a vivacchiare in un ambiente privo di ogni regolamentazione e di coscienza? (Vai a: "Ciarlatani, falsi dottori e altre bufale in naturopatia").
Naturalmente, il Web è un ambiente dove le opinioni, nel rispetto della legge, da chiunque liberamente espresse, possono essere contestate e criticate, purchè con argomentazioni altrettanto serie e fondate. Quindi, saremo ben lieti, come sempre, di ospitare su queste pagine tutte le opinioni contrarie a quanto da noi espresso, purchè si tratti di opinioni fondate sui fatti, come le nostre, e non semplici proclami pubblicitari e commerciali..
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| FONTE : http://www.naturopatiatorino.org |
| FONTE : http://www.naturopatiatorino.org |
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| GIUGNO 2010 |
INTERVISTA AL SEN. BOSONE VICE-PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE SANITA' DEL SENATO
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Il Sen. Daniele Bosone, Vice Presidente della Commissione Sanità del Senato e relatore del disegno di legge unificato sulle Medicine Non Convenzionali. Riportiamo l’intervista del neurologo Daniele Bosone: Sen. Bosone cosa è un disegno di legge unificato e qual è il suo compito? E’ il testo base che ho predisposto, tenendo conto dei contributi derivanti da tutti i quattro disegni di legge presentati sia dal centro-destra che dal centro-sinistra, che opera una sintesi il più possibile agevole per avviare la discussione in Commissione. E’ chiaramente un testo sempre aperto e modificabile con ulteriori emendamenti, ma è già frutto di una prima condivisione.
Dopo le numerose audizioni che si sono tenute innanzi alla Commissione Sanità, qual è il suo orientamento e qual è l’orientamento della Commissione?
Il mio pensiero è che sono ormai più che maturi i tempi per discutere definitivamente il testo e mandarlo in Aula, ovvero di avere l’onestà intellettuale di dire da parte della maggioranza di centro-destra che vi è una pregiudiziale ideologica per cui non se ne fa nulla. Ritengo che adottare soluzioni “intermedie” tipo approvare un disegno di legge sulle MNC che regoli solo l’agopuntura lasciando fuori, ad esempio, l’omeopatia non avrebbe assolutamente alcun senso. Tra l’altro è un disegno di legge puramente “ordinamentale e regolatorio” che non comporta alcun aggravio per le casse dello Stato.
Di fronte al fatto che la Commissione Europea ha finanziato un programma pluriennale di ricerca sulle MNC nell’ambito del Settimo Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo dell’Unione Europea, è possibile secondo lei che la Commissione Europea possa aprire nei confronti dell’Italia una procedura di infrazione visto che l’Italia non ha ancora recepito la Direttiva del 2006 inerente la registrazione dei medicinali omeopatici e antroposofici?
E’ sicuramente una possibilità. L’Italia mostra sicuramente un ritardo colpevole, probabilmente anche culturale. Vi è ancora un pregiudizio che può interrogare il mondo scientifico. Ma le Istituzioni devono essere “laiche” e trattare le questioni per quelle che sono, senza farsi domande “filosofiche”, in modo pragmatico e intellettualmente onesto, applicando le normative e cercando di regolamentare fenomeni socialmente e culturalmente vasti, profondi e in aumento come quello delle Medicine Non Convenzionali. L’Agenzia Italiana del Farmaco, AIFA, ha recepito la Direttiva Europea sulla registrazione semplificata dei medicinali omeopatici e antroposofici, ma vi è un ritardo nell’applicazione. Mi assicurano che tale ritardo applicativo sarebbe solo legato a problemi organizzativi interni in via di soluzione. Spero ciò corrisponda al vero. La mancanza di una legge quadro nazionale di regolamentazione sulle Medicine Non Convenzionali viola il principio della “doppia libertà”, di scelta terapeutica del singolo e di cura da parte dei medici. Senatore, si stupirebbe se da parte di pazienti italiani venisse aperto contro l’Italia un ricorso al Tribunale per i Diritti dell’Uomo per violazione dello spirito dell’art. 32 della Costituzione?
Il problema non esiste dal punto di vista della libertà. Ognuno è libero di farsi curare come e da chi vuole. Infatti nessuna prestazione sanitaria delle Medicine Non Convenzionale è vietata. Basta considerare gli oltre undici milioni di italiani che ricorrono all’Agopuntura, alla Medicina Omeopatica, alla Medicina Ayurvedica, Medicina Tradizionale Cinese, Medicina Antroposofica, Fitoterapia, Omotossicologia. Non vanno certo contro la legge. Il problema è: quali garanzie vere per la sicurezza delle cure hanno questi nostri cittadini e quale certezza professionale esiste per i colleghi medici che si formano seriamente per anni all’esercizio delle MNC? Continuiamo a far finta di nulla o cerchiamo di mettere ordine e dare certezze a medici e pazienti? Questo è il cuore del problema. Se non lo risolviamo noi legislatori nazionali, ci penseranno pian piano le singole Regioni. Poi non lamentiamoci della frammentazione del Sistema Sanitario .
Qual è la posizione del Governo nei confronti del disegno di legge di cui lei è il relatore?
Mi pare di cauta collaborazione. Il Ministro Fazio è ben conscio che il problema esiste e che chiudere gli occhi non serve a risolverlo. Per di più, lo ripeto, è un provvedimento a costo zero perché non si sta certo pensando di inserire ora nei Livelli Essenziali di Assistenza nazionali (LEA) questi tipi di cure mediche. Quali saranno i suoi prossimi passi?
Cercherò ancora di lavorare perché i dubbi legittimi che ancora ci sono fra i colleghi, soprattutto del PDL (ma non solo) si possano positivamente dissolvere, al fine da esaminare il disegno di legge unificato che ho presentato più di un mese fa in Ufficio di Presidenza della Commissione Sanità e dare risposta ai milioni di concittadini che la aspettano da quasi venti anni, pazienti e professionisti medici. Non mi pare sia più tempo di fare e disfare, anche per la dignità che il Parlamento ancora ha.
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| FONTE : http://www.improntalaquila.org/2010/05/02/articolo5104/ |
| VI INFORMO DI AVER INVIATO UN MESSAGGIO AL SENATORE SULLA NOSTRA PROPOSTA DI LEGGE ! |
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| MAGGIO 2010 |
SANITA': 350MILA SARDI SI CURANO CON TERAPIE COMPLEMENTARI
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Cagliari, 18 mag. - Sono circa 350 mila i sardi che si si curano con le "terapie complementari", una percentuale in linea con i dati nazionali. Lo ha detto il presidente dell'Ordine dei Medici della Provincia di Cagliari, Raimondo Ibba, presentando stamane il terzo convegno regionale sulle medicine complementari "L'Integrazione tra medicine complementari e medicina tradizionale: vantaggi per i pazienti e il SSN", in programma venerdi' e sabato a Iglesias. "Sara' l'occasione - ha detto Ibba - per confrontarci con il mondo dell'Universita', che solo recentemente si e' aperto alle terapie complementari, e con le istituzioni. All'assessore alla Sanita', Antonello Liori, che sara' presente, cercheremo di dimostrare come queste terapie portino ad un risparmio anche del 30% alle casse pubbliche, a parita' di efficacia della cura".
Ibba ha definito "una iniziativa coraggiosa" quella dell'Ordine dei medici di Cagliari di sostenere le medicine complementari, "verso le quali ci sono forti resistenze. Ci poniamo in modo propositivo e per il progresso della medicina - ha detto Ibba - mai soddisfatti dell'esistente. Diciamo che si tratta piu' di terapie che medicine, alla base c'e' sempre un processo diagnostico che usa terapie complementari".
L'Ordine di Cagliari ha da tempo istituito un registro dei praticanti delle terapie complementari, nel quale sono inseriti circa un centinaio di medici, che - ha detto ancora il presidente - devono avere un curriculum formativo dettagliato, che comprenda corsi di studio di almeno tre anni". Le terapie finora riconosciute dall'Organizzazione mondiale della Sanita' (OMS), ma non dallo Stato italiano, sono sette: l'omeopatia. l'omotossicologia, l'agopuntura, l'antroposofia, l'ayurvedica, la fitoterapia, la medicina tradizionale cinese.
"Nel corso del convegno - ha detto Alberto Puddu, vicepresidente dell'Ordine e responsabile della commissione medicine non convenzionali - i colleghi presenteranno i risultati di alcuni lavori che fanno quotidianamente nei propri studi e spiegheranno l'approccio medico e con farmaci biologici". (AGI) Cli/Sol/Cog |
| FONTE : http://www.agi.it/cagliari |
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| APRILE 2010 |
Usl 3 Pistoia. Aprono gli ambulatori delle medicine complementari. Con accesso diretto
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Sono quattro in tutta l’azienda, dall’omeopatia all’agopuntura fino alla fitoterapia. Prestazioni accessibili con appuntamento al Cup e ticket.
Anche nell’azienda sanitaria pistoiese ora è possibile integrare la “medicina ippocratica” con le terapie non convenzionali. Dalla prossima settimana aprono ben quattro ambulatori, denominati Punto Naturale, per altrettante terapie integrate: agopuntura, omeopatia, fitoterapia e mesoterapia. Gli ambulatori sono svolti da professionisti, che hanno acquisito gli specifici diplomi, già medici dipendenti dell’azienda sanitaria e sono le dottoresse Agata Ferlito, Monica Gasbarre, Federica Pellegrini e Alessandra Salvestrini. L’istituzione degli ambulatori di medicina complementare è un’indicazione della regione Toscana per assicuare ai cittadini la più ampia libertà di scelta terapeutica e il più elevato livello di sicurezza; inoltre, le prestazioni sono ad accesso diretto, (non serve la richiesta del medico) con appuntamento al CUP e relativo pagamento di ticket (ad esempio per una prima visita specialistica di omeopatia la tariffa è di 18,59 euro). L’obiettivo è quello di integrare i trattamenti della medicina tradizionale con terapie non convenzionali, puntando, da un lato, a potenziare l’effetto terapeutico e, dall’altro, a ridurre l’assunzione di farmaci. La sede degli ambulatori, aperti a cadenza settimanale, è collocata presso i locali della preospedalizzazione dell’ospedale di Pistoia; in Valdinievole, invece, le prestazioni professionali di omeopatia ed agopuntura sono erogate presso il Centro Donna (sede Montecatini).
Tali attività di consulenza sono fornite per offrire, in particolare alle donne, servizi specialistici e di intervento sui problemi ostetrico-ginecologici e per alleviare gli effetti della menopausa. Anche da parte della popolazione toscana l’utilizzo delle medicine non convenzionali è in continuo aumento, come dimostra l’indagine condotta dall’agenzia regionale sanità: su 7.049 soggetti intervistati, il 19,3% ha riferito di aver fatto ricorso ad almento un tipo di medicina non convenzionale e circa il 70% ha dichiarato di averne avuto beneficio. Nell’ultimo piano sanitario regionale viene ribadito che le medicine complementari rappresentano una risorsa innovativa di cui ciascun settore del sistema toscano di salute potrà e dovrà giovarsi. Info: dr.ssa Daniela Ponticelli/Ufficio Stampa Usl 3 Pistoia |
| FONTE : http://www.hcmagazine.it/ |
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| MARZO 2010 |
Erboristi: Sui prodotti naturali si fa cattiva informazione
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L’Istituto Superiore di Sanità attraverso la sua campagna Informare per essere consapevoli ha diffuso una locandina di informazione rivolta ai cittadini riguardante la sicurezza delle medicine non convenzionali. Ora, la Federazione Erboristi Italiani ritiene che, pur partendo da presupposti legittimi, l’impostazione dell’informazione diffusa anziché fare chiarezza conduca alla più completa confusione. "La campagna informativa è quasi totalmente centrata sulla presunta pericolosità delle piante medicinali come si evince chiaramente dai commenti del Dr. Raschetti, della Dr.ssa Menniti Ippolito, del Dr. Firenzuoli" dicono gli erboristi italiani riferendosi anche ad altri nomi presenti sul sito dell’Istituto. Quello che sorprende è la volontà di far percepire all’opinione pubblica che qualsiasi prodotto erboristico o integratore alimentare sia e si comporti effettivamente come un farmaco. Secondo quanto si legge nel decalogo per il cittadino, tutta l’informazione inerente le piante medicinali deve passare esclusivamente attraverso il medico ed il farmacista. Ma come si fa a demandare esclusivamente a queste rispettabili figure professionali tale compito esclusivo quando nei loro curricula di studi non è prevista la conoscenza delle piante medicinali, tagliando fuori, di fatto, l’unica figura storica che professionalmente se ne occupa? Questa la domanda della Federazione che si riferisce all’erborista, oggi erborista laureato. In effetti, l’erboristeria e l’erborista professionista in Italia rappresentano una solida realtà che ha contribuito sempre alla salute della popolazione fungendo da presidio per la corretta informazione sulle piante medicinali cercando sempre collaborazione con le figure sanitarie di riferimento, i medici e i farmacisti. L’Istituto Superiore di Sanità pensa di poter cancellare la realtà e la storia? Si chiedono gli erboristi italiani. "Siamo certi che qualsiasi cittadino leggendo la locandina si chiederà: ma che fine ha fatto l’erborista?" dicono. Diventa veramente un gioco acrobatico annullare le norme esistenti e consigliare al cittadino di rivolgersi esclusivamente al medico o al farmacistaSe si vuole davvero dare un’informazione corretta occorre partire dalla constatazione della realtà: in Italia le erbe medicinali da almeno gli anni trenta del secolo scorso sono state correttamente diffuse ed hanno contribuito alla salute e al benessere dei cittadini dagli erboristi, che unici hanno saputo tramandare questa tradizione d’uso oggi sfruttata a piene mani da aziende farmaceutiche, alimentari, medici e farmacisti. Usando le parole della Federazione Erboristi Italiani "Lo sforzo dell’Istituto Superiore di Sanità di fare come se non esistessero e di fatto cancellarli come referenti è antistorico e porta alla disinformazione". Tra l’altro non si comprende davvero come proprio chi ha titoli di studio specifici sulle piante officinali, ottenuti presso le Facoltà di Farmacia, come quello di Erborista e di Tecnico Erborista, debba essere escluso come referente sulle stesse. Una vera e propria incongruenza non comprensibile sotto il profilo razionale, ma molto comprensibile agli addetti ai lavori, che appare come un vero e proprio abuso di potere da parte di corporazioni forti. Per quanto riguarda poi i prodotti a base di piante che sono a livello europeo classificati come integratori alimentari, gli erboristi ricordano che si tratta di alimenti caratterizzati dal fatto di essere di libera vendita e di non richiedere diagnosi e prescrizione medica. Sono prodotti, ovviamente quelli posti legalmente in commercio, sottoposti al controllo del Ministero della Salute che fissa le piante e le altre sostanze naturali che possono essere utilizzate, le loro concentrazioni ed avvertenze compresa quella di rivolgersi al proprio medico solo in alcuni casi particolari. Diventa veramente un gioco acrobatico annullare di fatto norme esistenti e consigliare il cittadino a rivolgersi sempre ed esclusivamente al medico o al farmacista. Gli erboristi hanno chiesto pertanto all’Istituto Superiore di Sanità di apportare alla comunicazione diffusa ai cittadini i necessari correttivi inserendo anche gli erboristi titolati come referenti per il corretto uso delle piante medicinali al fine di dare una corretta informazione. "Non chiediamo la luna - dicono - ma solo l’attenzione dovuta all’unica categoria professionale che da sempre opera, con il dovuto rispetto dei ruoli, specificamente con le piante medicinali perché questo è il suo ambito di attività". "Se l’Istituto Superiore di Sanità oltre alle 28 associazioni consultate, nessuna erboristica, avesse sentito anche la nostra Federazione, l’informazione ai cittadini sulle piante medicinali sarebbe stata sicuramente più completa e reale" aggiungono. Inoltre, gli erboristi italiani hanno messo nero su bianco in una nota il loro dissenso sull’enfatizzazione che l’Istituto pone rispetto all’incidenza degli effetti avversi dei prodotti naturali - in realtà veramente minimi e tutti da esaminare nei particolari - se rapportati a quelli dei farmaci di sintesi. "Non comprendiamo - hanno scritto - come una campagna informativa possa essere tale basandosi su dubbi presupposti. Se da una parte abbiamo la segnalazione di 400 effetti avversi registrati in otto anni (e, tra l’altro il 34% dei report riportava l’uso concomitante di farmaci di sintesi), dall’altra abbiamo 67.000 segnalazioni ogni anno ai centri antiveleni. La sproporzione è tale che si commenta da sola!" Insomma, per gli erboristi la campagna dell'Istituto Superiore di Sanità parte davvero con il piede sbagliato e può generare soltanto confusione tra i cittadini, penalizzando quanti svolgono con rigore e serietà professionale il proprio lavoro nel campo delle medicine naturali. A chi giova?
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| FONTE : http://www.terranauta.it |
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| MARZO 2010 |
Germania: la medicina non convenzionale viene annoverata ufficialmente nel rango delle terapie utilizzate nella cura di tumori
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Durante il 29esimo congresso sui Tumori, tenutosi a Berlino, il 73% dei medici convenuti si è detto favorevole all'introduzione delle terapie non convenzionali all'interno dello studio della medicina scientifica.
Il 61% utilizza queste terapie nei propri ambulatori medici, soprattutto la fitoterapia e le terapie alimentari.
Dai risultati presentati al congresso risulta che quattro pazienti oncologici su cinque passano spontaneamente alle terapie alternative, senza mettere a conoscenza del fatto il medico curante.
Questi dati vengono letti come un cambio di tendenza nel mondo scientifico, insinuatosi anche all'interno della Deutsche Krebsgesellschaft (DKG), la società scientifica nazionale per la lotta ai tumori.
Attualmente la DKG starebbe infatti elaborando le linee guida per la medicina non convenzionale.
Molti principi fitoterapici e antiossidanti attivano il metabolismo e sarebbero in grado di rafforzare o ridurre l'effetto delle terapie antitumorali.
Secondo i dati a disposizione le casse previdenziali tedesche nel 2008 hanno speso 600 milioni per le medicine complementari e 1,4 miliardi di euro per metodi e terapie alternative
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| FONTE : http://www.guna.it/ |
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| MARZO 2010 |
Nasce a Torino il primo Osservatorio Nazionale sulle Fitoterapie
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Torino. 9 Marzo 2010. Nasce domani all’ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano il primo Osservatorio Nazionale sulle Fitoterapie e delle Medicine non convenzionali. L’iniziativa ha, tra gli altri, l’obiettivo di studiare efficacia ed effetti, compresi quelli secondari, della fitoterapia, dell’agopuntura, dell’omeopatia.
L’Italia è, infatti, il terzo Paese europeo a fare più uso di farmaci e prodotti estratti da erbe e, per quantità, vi si ricorre il doppio delle volte rispetto alla medicina tradizionale.
L’Osservatorio di Orbassano nasce in collaborazione con la I Facoltà di medicina di Torino, la Facoltà di Medicina del Piemonte Orientale e con il supporto tecnico-scientifico del Centro antidoping «A.Bertinaria
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| FONTE : http://www3.lastampa.it |
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| MARZO 2010 |
Omeopatia: in Europa, è la prima tra le medicine non convenzionali
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In India oltre 100 milioni di persone si curano con l’Omeopatia e tra queste il 62 % non ha mai utilizzato le medicine allopatiche, e l’82% non vuole “convertirsi” alle terapie convenzionali.
In Europa l’Omeopatia ha una popolarità straordinaria. Negli anni ottanta, il mercato delle medicine non convenzionali (MNC), in termini di crescita, era secondo solo a quello dell’informatica, e questo trend continua fino ad ora. Attualmente si stima che circa 100 milioni di europei utilizzano l’omeopatia. Gli studi condotti nei vari Paesi mostrano che i fruitori dell’omeopatia sono normalmente persone con una buona istruzione. Per i detrattori dell’omeopatia, si tratterebbe più semplicemente di 100 milioni di babbei, raggirati e ingannati da chi l’omeopatia la pratica o la propone. Le vendite dei farmaci (sì, perché di questo si tratta) omeopatici e antroposofici hanno avuto una crescita del 60% tra il 1995 e il 2005. L’impressionante e crescente popolarità di questa medicina ha messo in allarme le aziende del farmaco convenzionale, che si sono viste progressivamente sottrarre sostanziose fette di mercato. La reazione è stata come quella del cane cui si sottrae l’osso, cioè rabbiosa. Con il supporto di ricercatori e scienziati, spesso al soldo delle stesse aziende, e perfino noti conduttori di programmi televisivi più o meno scientifici, si è cercato di discreditare in tutti modi l’omeopatia di fronte alla gente.
Adesso vediamo la situazione nei vari Paesi europei, tra cui anche il nostro.
Francia
- L’omeopatia è particolarmente popolare ed è la prima MNC.
- Nel 1982, il 16% della popolazione usava l’omeopatia, cifra salita al 36% nel 1992. Nel 2004, il 62% delle madri francesi aveva utilizzato farmaci omeopatici e il 95% dei farmacisti consigliava l’omeopatia alle donne gravide.
- Circa il 70% dei medici è recettivo nei confronti del metodo omeopatico e lo considera efficace.
- Almeno 25.000 medici prescrivono regolarmente farmaci omeopatici ai loro pazienti.
- L’omeopatia è insegnata in sette Facoltà di Medicina, in 21 delle 24 Facoltà di Farmacia, in due di Odontoiatria, in due di Veterinaria e in tre scuole per ostetriche.
Inghilterra
- Nel 1994, l’81% delle persone che si era rivolta alle medicine complementari era rimasto soddisfatto del trattamento ricevuto. Nello stesso anno, un indagine del Ministero della Salute ha mostrato che l’80% dei medici di base desiderava ricevere una formazione sulle medicine non convenzionali.
- Nel 2000, il 17% dei sudditi di Sua Maestà usa l’omeopatia e il 42% dei medici convenzionali inviava pazienti ai colleghi omeopati.
- Nel 1990 il 55% dei farmacisti considerava l’omeopatia utile.
Scozia
- Il 49 % dei medici di base prescrive l’omeopatia.
Irlanda del Nord(UK)
- Il 57% dei genitori ha usato qualche MNC, soprattutto per di bambini tra i due e i 4 anni. L’omeopatia è risultata la più utilizzata.
Germania
- Il ricorso alle MNC in questo Paese è molto diffuso. In tutte le facoltà di medicina sono attivi corsi informativi sulle MNC.
- Circa il 10% dei medici tedeschi è specializzato in Omeopatia.
- In uno studio del 2005 si è visto che il 51% dei medici convenzionali è favorevole all’impiego di MNC e il 31% prescriveva l’omeopatia.
- Quasi il 96% dei reparti di ostetricia offre cure omeopatiche.
- Nel 1991 la vendita di farmaci omeopatici in Germania è stata pari a 428milioni di dollari, con una crescita del 10% annua. Il contributo del mondo medico a questo fatturato è sostanzioso considerato che l’85% delle vendite sono conseguenti a prescrizioni di medici.
- Circa l’85% delle farmacie vende farmaci omeopatici.
Svizzera
- In un’indagine del governo federale è risultato che: i pazienti che si rivolgono all’omeopatia sono più soddisfatti di quelli che si rivolgono all’allopatia (53% vs 43%); coloro che usano l’omeopatia accusano minori effetti collaterali (7,3% vs 16,1%); i pazienti che usano l’allopatia hanno un successo di poco superiore nella risoluzione dei loro disturbi (28% vs 21%), c’è però da aggiungere che i pazienti “omeopatici” soffrivano di patologie più gravi rispetto agli altri.
Italia
- Negli ultimi 15 anni l’incremento dei pazienti “omeopatici” è stato del 65%, e attualmente sono circa 9 milioni, in sostanza il 15% della popolazione, ad affidarsi alle cure omeopatiche.
- Un’ indagine del 2005 mostrava che quasi il 90% di coloro che avevano usato l’omeopatia ne avevano tratto beneficio.
- I medici prescrittori sono circa 20.000.
- Il 65% della popolazione ha dimestichezza con il termine omeopatia e medicine MNC e poco meno del 50% le considera utili.
- I medicinali omeopatici rappresentano poco più dell’1% del intero mercato farmaceutico.
- Un dato meritevole di segnalazione riguarda i pazienti tumorali: il 73% di questi ha utilizzato qualche forma di MNC, valore particolarmente alto considerato che la media europea è di 36%. Tra queste MNC, l’omeopatia è risultata la più utilizzata dopo la fitoterapia.
Spagna
- Le vendite di farmaci omeopatici cresce in questo paese del 10-15% ogni anno.
- Il 15% della popolazione ha usato l’omeopatia almeno una volta e il 25% non avrebbe problemi a provarla.
Olanda
- Il 45% dei medici considera l’omeopatia efficace e il 47% di questi prescrive una o più MNC, con predilezione per l’omeopatia.
Europa dell’Est
Durante il regime comunista l’omeopatia era bandita dalla gran parte dei paesi d’oltrecortina.
- In Russia sta riscuotendo un grande successo ed è l’ottava MNC più diffusa. E’ presente in molti ospedali statali.
- Solo recentemente in Ungheria l’omeopatia è stata accettata ed ora viene insegnata in alcune facoltà di medicina.
- Nella repubblica Ceca la prima associazione omeopatica si è insediata nel 1990 e subito ha riscosso un grande successo da parte della maggioranza dei medici e società mediche. Il ministero della salute di questo Paese ha riconosciuto l’omeopatia come specialità medica. |
| FONTE : http://www.dottorperuginibilli.it |
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| MARZO 2010 |
La Federazione Erboristi critica l'Istituto di Sanità
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Qualche mese fa, l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato un opuscolo informativo per la sicurezza delle medicine complementari e non convenzionali, all’interno della più ampia campagna Informare per essere consapevoli. Ci eravamo subito sentiti di commentare sulle pagine della Guida di Fitoterapia certi aspetti discutibili dell’opuscolo e prontamente avevamo pubblicato l’articolo Cure alternative: il decalogo dell’Istituto Superiore di Sanità. Oggi anche la FEI, Federazione Erboristi Italiani, emette un comunicato stampa molto critico nei confronti della campagna sulle medicine alternative e non convenzionali dell’Istituto Superiore di Sanità, che interpreta come un atto di vera e propria disinformazione.
La FEI, Federazione Erboristi Italiani evidenzia come la campagna informativa sia quasi totalmente centrata sulla presunta pericolosità dei prodotti fitoterapici e sulla volontà di far percepire all’opinione pubblica che qualsiasi prodotto d’erboristeria o integratore fitoterapico sia da considerarsi alla stregua di un farmaco.
La Federazione Erboristi Italiani inoltre lamenta come, secondo quanto si legge nel “decalogo per il cittadino”, tutta l’informazione inerente i fitoterapici debba passare esclusivamente attraverso il medico e il farmacista, chiedendosi come si faccia a demandare esclusivamente a queste rispettabili figure professionali tale compito esclusivo, quando nei loro curricula di studi non è prevista la conoscenza delle piante medicinali, tagliando fuori, di fatto, il professionista che da sempre se ne occupa, ovvero l’erborista.
La FEI inoltre si chiede se l’ISS pensa di poter cancellare la realtà e la storia, fingendo di ignorare che in Italia le erbe medicinali sono state correttamente diffuse tra i cittadini dagli erboristi - e non dai medici -, che hanno saputo tramandare questa tradizione oggi sfruttata a piene mani da aziende farmaceutiche, alimentari, medici e farmacisti.
Una vera e propria incongruenza, incomprensibile sotto il profilo razionale, ma molto comprensibile agli addetti ai lavori, che appare come un vero e proprio abuso di potere da parte di corporazioni forti (se volete saperne di più sull’argomento, leggete l’articolo Chi ha paura della naturopatia?).
La Federazione Erboristi Italiani infine dissente sull’enfasi che l’Istituto Superiore di Sanità pone sugli effetti indesiderati dei rimedi fitoterapici, in realtà veramente minimi e tutti da esaminare nei particolari, se rapportati a quelli dei farmaci di sintesi: mentre, per quel che attiene ai rimedi fitoterapici, in otto anni sono state registrate solo 400 segnalazioni (delle quali, tra l’altro, il 34% per uso concomitante di farmaci), per quel che riguarda i medicinali vengono segnalate ben 67.000 reazioni avverse ogni anno (senza qui menzionare come gli effetti dei farmaci siano poco studiati nei bambini).
“Questa campagna parte davvero con il piede sbagliato”, conclude la FEI, “e può generare soltanto confusione tra i cittadini e penalizzare quanti svolgono con rigore e serietà professionale il proprio lavoro nel campo della medicina naturale“.
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| FONTE : http://guide.supereva.it/ |
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| MARZO 2010 |
Presto attivo un registro per le medicine non convenzionali in Valle d'Aosta
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Tra qualche mese l'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Valle d'Aosta attiverà un nuovo registro dedicato alle pratiche mediche non convenzionali, molto apprezzate dai valdostani. Questo «consentirà - ha spiegato il referente Alberto Gaiter nel corso di un convegno sul tema nel fine settimana ad Aosta - di vigilare su queste discipline a garanzia dei pazienti ed in attesa di una nuova normativa nazionale attualmente all'esame della Conferenza Stato-Regioni». In particolare, potranno iscriversi i medici che praticano l'antroposofica, l'ayurvedica, l'omeopatia, l'omotossicologia, la fitoterapia, l'agopuntura, la medicina cinese, l'osteopatia e la chiropratica. |
| FONTE : http://www.aostaoggi.it |
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| FEBBRAIO 2010 |
FALSI ALLARMISIMI: LE MEDICINE NATURALI HANNO UN PROFILO DI SICUREZZA ECCELLENTE
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È polemica sui farmaci naturali. Pronta la replica dei medici alla campagna informativa dell'ISS: "Come per tutti i farmaci, è giusto preoccuparsi per l'uso improprio, ma l'incidenza degli effetti avversi per l'uso di farmaci biologici è ridicola. L'Istituto Superiore di Sanità si concentri - piuttosto - sui morti per farmaci allopatici" Sono di ieri i primi lanci d'agenzia sulla nuova campagna dell'ISS per la sicurezza dei prodotti della medicina naturale, promossa dal Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell'Istituto Superiore di Sanità, che invita la cittadinanza a grande prudenza verso i farmaci naturali e di origine biologica. Sarebbero 400 gli effetti avversi registrati in 8 anni (dal 2002 al 2009 inclusi, ndr), di cui 3 mortali. A distanza di poche ore, è una vera e propria levata di scudi da parte dei medici del settore biologico-naturale.
"Sono addolorato per quei pazienti che hanno utilizzato prodotti naturali e hanno accusato effetti avversi gravi, ma sono anche veramente stupito per questa campagna allarmista dell'ISS", commenta il Prof. Leonello Milani, medico, Vice Presidente dell'AIOT, l'Associazione Italiana di Omotossicologia che riunisce 4500 medici italiani iscritti ai rispettivi Ordini dei medici e che prescrivono ogni giorno anche medicine non convenzionali e complementari, e Vice Presidente dell'Accademia Internazionale di Medicina Fisiologica di Regolazione. "Anche perchè - prosegue Milani - sono moltissimi ogni giorno gli italiani in ospedale per gli effetti collaterali da farmaci allopatici e di sintesi chimica. La fonte è autorevole: lo ha dichiarato lo stesso Silvio Garattini, che oggi attacca indistintamente le medicine naturali per 400 effetti avversi in 8 anni (dichiarazione del prof. Garattini al Forum Salute Oggi presso l'Università Statale di Milano, fonte Doctor News 21/03/2006, ndr). Garattini fa spesso giusti appelli al buon senso, denunciando la tendenza a cedere a una mentalità farmacocentrica che fa dimenticare quanto sia importante prevenire le malattie attraverso l'adozione di buone abitudini di vita. Ebbene, i medicinali omeopatici e omotossicologici - che sono farmaci a tutti gli effetti secondo la Direttiva Europea in materia - servono proprio a questo, a fare una corretta prevenzione - conclude Milani - ed il loro uso dovrebbe, quindi, essere promosso dall'ISS, e non censurato con campagne approssimative come questa che fa di ogni erba un fascio, senza i doverosi distinguo".
Paolo Roberti di Sarsina, Dirigente medico dell'ASL di Bologna, membro del Research Council for Complementary Medicine di Londra e nell'ultimo mandato triennale, Esperto per le Medicine non Convenzionali del Consiglio Superiore di Sanità italiano, ha dichiarato: "E' semplicemente ridicolo definire 'molto pericolosi' i farmaci di origine naturale, come hanno affermato ieri con superficialità alcune fonti di stampa. Aggiungo che l'ISS ha promosso molte campagne intelligenti, come quella sull'uso prudente e corretto degli antibiotici o quella contro i farmaci contraffatti, ma questa sui farmaci non convenzionali mi pare davvero strumentale. Ho raccolto nei miei 30 anni di carriera medica oltre 10.000 articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali che confermano l'efficacia di questi medicinali: gettare in panico 11 milioni di italiani che utilizzano farmaci non convenzionali a causa di 400 effetti avversi in 8 anni rischia di essere malamente inteso o di venire strumentalizzato dai soliti noti che hanno in odio un differente paradigma di salute. Sono 67.000 le segnalazioni che giungono ogni anno ai centri antiveleni, e un terzo di queste riguardano intossicazioni - anche gravi - conseguenti all'assunzione di farmaci chimici: perché allora - conclude Roberti di Sarsina - l'ISS non promuove una campagna informativa anche su questi?"
"Un ennesima presa di posizione pregiudiziale. Piuttosto le autorità di controllo sanitario - protesta Alessandro Pizzoccaro, Presidente di GUNA Spa, azienda leader in Italia nel mercato dell'omeopatia - si preoccupino di sbloccare la situazione legislativa del mercato dei medicinali omeopatici: non possiamo neppure scrivere sulle confezioni le indicazioni e la posologia dei farmaci nonostante che dal 2006 La Direttiva dell'Unione Europea abbia ingiunto all'Italia di mettersi al passo con gli altri Paesi europei: questo, è il vero grave pregiudizio per i pazienti italiani. E soprattutto, cessino queste continue polemiche strumentali contro i medicinali di origine naturale: lasciamo fare agli specialisti - conclude Pizzoccaro - perché un medico sa bene cosa prescrivere, e se decide di prescrivere un rimedio naturale significa che per il suo paziente quella è la soluzione più efficace per quella specifica patologia" Sono ben 11 milioni gli italiani che scelgono le medicine non convenzionali, optando per le cosiddette cure dolci. Nel 2000, l'Eurispes aveva affrontato per la prima volta il tema di queste medicine, rilevando che il 10,6% degli italiani si affidava per le proprie cure mediche a tali soluzioni terapeutiche. In appena 10 anni, i sostenitori dei medicinali omeopatici hanno registrato un balzo di oltre 8 punti percentuali, passando dal 10,6% del 2000 al 18,5% del 2010, spiega il "Rapporto Italia 2010" diffuso il mese scorso dall'Istituto Eurispes. "Tra tutte le medicine non convenzionali riconosciute nel nostro Paese, la crescita della medicina omeopatica è emblematica", recita il Rapporto: "un dato - si legge nello studio - che, rapportato alla popolazione, fa emergere che sono circa 11.100.000 i fruitori delle medicine non convenzionali nel nostro Paese". Nel 2007 la spesa per le cure con questa tipologia di medicinali è stata di circa 300 milioni di euro, e ha portato nelle casse dello Stato 40 milioni derivati dalle aliquote fiscali, mentre nel 2008 il mercato delle cure dolci è cresciuto di un'ulteriore 2%" (Fonte: EURISPES). |
| FONTE : http://www.laleva.org |
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| FEBBRAIO 2010 |
“Informare per essere consapevoli”: la campagna ISS per la sicurezza delle Medicine non Convenzionali |
Al via la campagna di informazione al cittadino sulla sicurezza dei prodotti della medicina naturale promossa dal Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con la Società Italiana di Farmacologia e il Centro di Medicina Naturale della Asl 11 di Empoli.
Circa 140.000 locandine sono state inviate ad altrettanti medici di Medicina Generale, pediatri e farmacisti italiani (allegate alle riviste dei MMG, della Federazione dei Farmacisti e dei Pediatri) per essere esposte in ospedali, ambulatori, studi medici e farmacie. Le locandine sono accompagnate da un articolo di presentazione della campagna con preghiera di affissione.
Scopo dell’iniziativa, condivisa da numerose società di medicina non convenzionale, è creare consapevolezza in merito ai possibili rischi associati all’utilizzo di prodotti - piante medicinali, integratori alimentari, preparati omeopatici - che, in quanto naturali, sono comunemente considerati sicuri e "innocui" e assunti come forma di automedicazione senza consultare il medico o il farmacista. Anche i preparati a base di piante o loro derivati, però, sono dotati di attività farmacologica e questa, se da un lato non sempre si traduce in efficacia clinica, dall’altro può essere responsabile della comparsa di effetti collaterali e alterare gli effetti dei farmaci convenzionali. Esempi di sostanze di uso comune e con possibili effetti indesiderati sono la Propoli, che in alcuni casi determina allergie specie nei bambini, e l’Iperico, utilizzato per le sue proprietà antidepressive e registrato come specialità medicinale, in grado di interagire con farmaci quali anticoncezionali, anticoagulanti e immunosoppressori.
In Italia il sistema di sorveglianza delle sospette reazioni avverse è coordinato dall’ISS. Tra le reazioni avverse monitorate a partire dal 2002, si segnalano soprattutto allergie e problemi gastrointestinali, epatici e renali nei soggetti più suscettibili, oltre a patologie del sistema nervoso, della cute e del tessuto sottocutaneo.
È dunque importante che il cittadino, prima di assumere un qualsiasi prodotto di medicina naturale, consulti il medico o il farmacista. I medici stessi, inoltre, in fase di anamnesi dovrebbero sincerarsi se il paziente se fa uso di prodotti naturali, dal momento che sono possibili diversi tipi di reazioni avverse e interazioni con i farmaci di sintesi.
Fotografia del fenomeno
I dati ISTAT 2005 rivelano l’ampia diffusione delle terapie non convenzionali nel nostro Paese. Nel 2005 circa 7 milioni e 900.000 persone (13,6% della popolazione residente) hanno dichiarato di aver utilizzato metodi di cura non convenzionali nei tre anni precedenti l’intervista. La terapia più diffusa è risultata essere l’omeopatia (vi ha fatto ricorso il 7% della popolazione), seguita dai trattamenti di manipolazione dell’apparato osteo-articolare quali osteopatia e chiropratica (6,4%), da fitoterapia (3,7%) e agopuntura (1,8%). Dalla stessa indagine ISTAT emerge la tendenza a integrare rimedi omeopatici o fitoterapici con farmaci convenzionali (nel 73,5% dei casi). L’utilizzo dei metodi di cura non convenzionali è risultato essere più diffuso tra le persone di status sociale alto e residenti nel Nord del Paese. Un dato interessante riguarda i bambini e ragazzi fino a 14 anni: in questa fascia di età, quasi il 10% è stato sottoposto a trattamenti non convenzionali nel triennio precedente il sondaggio. Anche in questo caso a fare la parte del leone è l’omeopatia, che ha interessato il 7,9% dei bambini e ragazzi.
Il sistema nazionale di sorveglianza delle sospette reazioni avverse
Dall’aprile 2002 il sistema raccoglie le segnalazioni spontanee associate all’uso dei prodotti della medicina naturale. Le segnalazioni possono essere inviate all’ISS tramite una scheda. Le oltre 400 segnalazioni pervenute hanno riguardato molti eventi gravi: nel 36% dei report è stata indicata una ospedalizzazione, nel 5% l’evento aveva messo in pericolo la vita del paziente e sono stati riportati 3 decessi. Le segnalazioni riportavano principalmente patologie gastrointestinali, patologie della cute e del tessuto sottocutaneo, disturbi psichiatrici, patologie del sistema nervoso e del fegato. Il 71% dei prodotti era a base di piante medicinali. Nel 34% dei report è stato riportato l’uso concomitante di farmaci convenzionali.
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| FONTE : http://www.iss.it |
| FONTE : http://www.epicentro.iss.it |
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Il Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell'Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con la Società Italiana di Farmacologia e il Centro di Medicina Naturale della Asl 11 di Empoli ha avviato una campagna di informazione al cittadino sulla sicurezza dei prodotti della medicina naturale
I dati ISTAT 2005 rivelano l'ampia diffusione delle terapie non convenzionali nel nostro Paese. Nel 2005 circa 7 milioni e 900.000 persone (13,6% della popolazione residente) hanno dichiarato di aver utilizzato metodi di cura non convenzionali nei tre anni precedenti l'intervista. La terapia più diffusa è risultata essere l'omeopatia (vi ha fatto ricorso il 7% della popolazione), seguita dai trattamenti di manipolazione dell'apparato osteo-articolare quali osteopatia e chiropratica (6,4%), da fitoterapia (3,7%) e agopuntura (1,8%). Dalla stessa indagine ISTAT emerge la tendenza a integrare rimedi omeopatici o fitoterapici con farmaci convenzionali (nel 73,5% dei casi).
Scopo dell'iniziativa, condivisa da numerose società di medicina non convenzionale, è creare consapevolezza in merito ai possibili rischi associati all'utilizzo di prodotti - piante medicinali, integratori alimentari, preparati omeopatici - che, in quanto naturali, sono comunemente considerati sicuri e "innocui" e assunti come forma di automedicazione senza consultare il medico o il farmacista.
In Italia il sistema di sorveglianza delle sospette reazioni avverse è coordinato dall'ISS. Tra le reazioni avverse monitorate a partire dal 2002, si segnalano soprattutto allergie e problemi gastrointestinali, epatici e renali nei soggetti più suscettibili, oltre a patologie del sistema nervoso, della cute e del tessuto sottocutaneo. Le oltre 400 segnalazioni pervenute hanno riguardato molti eventi gravi: nel 36% dei report è stata indicata una ospedalizzazione, nel 5% l'evento aveva messo in pericolo la vita del paziente e sono stati riportati 3 decessi. Le segnalazioni riportavano principalmente patologie gastrointestinali, patologie della cute e del tessuto sottocutaneo, disturbi psichiatrici, patologie del sistema nervoso e del fegato. Il 71% dei prodotti era a base di piante medicinali. Nel 34% dei report è stato riportato l'uso concomitante di farmaci convenzionali. |
| FONTE : http://www.helpconsumatori.it |
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| FEBBRAIO 2010 |
Medicine Non Convenzionali, a Palermo il primo ambulatorio pubblico per la donna
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Nel 2008, il CENSIS , un istituto di ricerca socioeconomica fondato nel 1964, ha presentato i risultati del Forum per la Ricerca Biomedica concernenti la salute della popolazione italiana. Da questa indagine è risultato che il 23,4% degli italiani nell’ultimo anno si è rivolto con fiducia alle cosi dette Medicine Non Convenzionali. Da uno studio ISTAT invece risulta che, fra tutte le MNC, l’omeopatia è la più diffusa e che c’è un rapporto diretto tra il grado di istruzione ed il ricorso alle MNC. Apre a Palermo presso la Unità Operativa di Ginecologia ed Ostetricia dell’Ospedale Civico diretta dal Prof. Luigi Alio , un ambulatorio di MNC dedicato alle donne. Questo ambulatorio garantirà visite e terapie alle pazienti in tutte le fasi della loro vita: adolescenza, età riproduttiva, gravidanza, menopausa. Le terapie proposte sono : Omeopatia, Fitoterapia, Omotossicologia, Medicina Tradizionale Cinese . Per favorire anche le madri lavoratrici l’ambulatorio sarà aperto un pomeriggio a settimana. Si accede con la ricetta del medico curante e, se non esenti, si paga solo il ticket. Queste medicine sono usate in tutto il mondo, negli USA si chiamano CAM (Complementary and Alternative Medicine). In Italia vengono riconosciute sette MNC: Agopuntura, Medicina Tradizionale Cinese, Medicina Ayurvedica, Medicina Omeopatica, Medicina Antroposofica, Omotossicologia, Fitoterapia. Responsabili dell’ambulatorio saranno due ginecologi il Dott. Giuseppe Scaglione esperto in Omeopatia e Fitoterapia ed il Dott. Luciano Raineri che si occuperà di MTC ed Agopuntura. Fra i trattamenti che risultano più graditi, citiamo le terapie omeopatiche in gravidanza, le cure fitoterapiche della menopausa o ancora l’uso della MTC durante il parto. Informazioni e prenotazioni 091- 6662507 o ancora 091 – 6662505. |
| FONTE : http://www.giadenonline.com/ |
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| FEBBRAIO 2010 |
Medicine complementari nei piani sanitari. Nel Lazio spese ridotte del 40 per cento.
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Negli ultinii 40 anni abbiamo assistito ad un incremento costante della diffusione di medicine non convenzionali e sulla scia di questa iniziale opera di riconoscimento alcune regioni, in particolare quella Toscana, hanno sentito l'esigenza di favorire l'accesso alla fruizione di tali terapie e hanno iniziato a prevederne l'inserimento nei loro piani sanitari. Tanto pi che le medicine complementari possono essere utilizzate, con risultati comprovati, in combinazione o in successione o in alternativa a quelle convenzionali con costi economici molto contenuti». Lo ha dichiarato Enzo Foschi, consigliere del Pd della Regione Lazio, presentando pochi giorni fa una proposta di legge per la diffusione dell'agopuntura, della fitoterapia e dell'omeopatìa «Disposizioni in materia di medicine complementari esercitate da medici, odontolatri, veterinari e farmacisti>..
«A fronte, infatti, del continuo aumento della spesa sanitaria dovuto soprattutto all'incremento delle malattie croniche, che in Italia affliggono ben 17 milioni di persone - ha spiegato il consigliere della Regione Lazio - gli studi di fanna economia evidenziano che i medici che utilizzano anche le medicine complementari, oltre a raggiungere un migliore livello di salute dei cittadini, contribuiscono alla realizzazione di un concreto risparmio della spesa sanitaria nonché a una riduzione delconsumo di farmaci di uso cronico». Enzo Foschi ha afferma- to che «i risultati, sono, quindi, sia il raggiungimento e il mantenimento di un migliore stato di salute delle persone sia una positiva azione di riduzione della spesa sanitaria, fino al' 40%, che, come è noto, incide pesantemente sul bilancio regionale. E ci ben si sposa con il tema centrale del Piano di rienfro della Sanità, teso e mirato soprattutto al contenimento delle spese e degli sprechi». Secondo recenti indagini Censis 2008, inoltre, si awalgono delle medicine complementari pi del 23% degli italiani e la medicina pi utilizzata è quella omeopatica mentre i medici che nell'esercizio della loro professione utilizzano medicine non convenzionali sono più di 10 mila e la domanda di formazìone in tali discipline è in continuo aumento. Per il Lazio è opportuno evidenziare che le medicine non convenzionali sono ampiamente diffuse da lungo tempo sul territorio. La Fitoterapia, da sempre praticata nella regione, è una terapia antica e popolare, da cui è nata la farmacologia chimica attuale. L'agopuntura fu fatta conoscere in Occidente nel XVII secolo da un famoso gesuita e insigne sinologo, padre Matteo Ricci, e si è diffusa ampiamente a Roma e sul territorio regionale fin dall' ultimo dopoguerra. «il Lazio - ha dichiarato Francesco. Marino, vicepresidente della Federazione italiana associazioni e medici omeopati (Fiamo) - ha dunque da sempre accolto con favore, intelligenza e lungimiranza le valide novità nel campo medico. |
| FONTE : http://www.rassegnastampa.comune.roma.it |
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| GENNAIO 2010 |
NUOVA INDAGINE EURISPES : GLI ITALIANI E LA SALUTE.
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L’Eurispes ha voluto indagare il livello di soddisfazione degli italiani nei confronti del Sistema sanitario nazionale. Dall’analisi dei dati emerge che la maggior parte dei cittadini, complessivamente il 56,3%, è poco (43,5%) e per niente (12,8%) soddisfatto dei servizi offerti, mentre il 41,7% apprezza i servizi offerti dalla sanità italiana abbastanza (37,2%) e molto (4,5%).
L’assistenza ospedaliera. Più in particolare, il grado di soddisfazione espressa nei confronti dell’assistenza ospedaliera trova un numero sostanzialmente pari di persone che si ritengono soddisfatte (48,6%) e di quanti invece non lo sono (47,9%). A dirsi abbastanza soddisfatto è il 43% degli intervistati, cui fa seguito il 37,6% di quanti gradiscono poco i servizi di assistenza reperibili all’interno delle strutture ospedaliere. Infine, il 10,3% è del tutto insoddisfatto dell’assistenza ospedaliera, contro il 5,6% che fanno registrare un alto livello di apprezzamento. Gli interminabili tempi di attesa. L’indice di gradimento nei confronti dei servizi offerti dal Ssn precipita se ad essere presi in esame sono i tempi di attesa all’interno degli ospedali. Il livello di insoddisfazione interessa infatti 74,5% degli cittadini (il 37,5% è per nulla soddisfatto e il 37% lo è poco), contro il 21,3% di quanti si ritengono al contrario soddisfatti (il 14,1% lo è abbastanza e il 7,2% lo è molto). Le maggiori criticità si riscontrino al Centro (83,8%), nelle Isole (82,4%), mentre i residenti al Nord-Est lamentano in misura minore i tempi di attesa (65,3%). La qualità delle strutture ospedaliere. In merito alla qualità delle strutture ospedaliere, il 43,8% degli intervistati si dice poco soddisfatto, il 35% abbastanza, il 13,8% per niente e il 4,2% molto, per un totale di 57,6% di persone che esprimono un parere negativo, contro un 39,2% di quanti si dicono al contrario soddisfatti. Medici: i pazienti ringraziano. Giudizi positivi riguardano invece la competenza del personale medico in servizio presso gli ospedali pubblici, ammontando al 71,6% il favore dei cittadini rispetto al loro operato, contro 24,8% più scettico. In particolare, il 60,5% dei pazienti si dichiara abbastanza soddisfatto del personale medico che lavora negli ospedali, contro un 20,9% che lo è poco, l’11,1% che, al contrario, lo è decisamente e infine c’è il 3,9% di quanti affermano di essere per niente soddisfatti. Anche per gli infermieri un giudizio positivo. Ad esprimere un giudizio positivo sulla professionalità degli infermieri che operano all’interno delle strutture ospedaliere pubbliche è il 60,4% degli italiani, contro il 36,2%. Più in particolare, il 50,6% si ritiene abbastanza soddisfatto e il 9,8% esprime un giudizio estremamente positivo, mentre il 27,6% si dice poco contento del lavoro degli infermieri e l’8,6% non lo è per niente. I costi del ticket. Interrogati sul grado di soddisfazione nei confronti del costo del ticket, il 32,4% degli italiani risponde di esserlo poco, il 22,7% di non esserlo affatto, il 27,8% di esserlo abbastanza e l’11,3% di esserlo decisamente. In totale, dunque, esprimono un giudizio negativo riguardo al costo del ticket il 55,1% degli intervistati, mentre il 39,1% si dice abbastanza o molto soddisfatto del prezzo stabilito per il pagamento dei servizi messi a disposizione dalla macchina sanitaria italiana. Che cosa non funziona nel nostro servizio sanitario? Più della metà dei cittadini (57,7%) attribuisce i casi di malasanità avvenuti in alcuni ospedali pubblici italiani ad una serie di fattori congiunti che fanno capo alle carenze strutturali degli ospedali pubblici (norme igieniche, sovraffollamento, ecc.), ai medici, ai tagli alla sanità, al personale infermieristico. A ben 41 punti percentuali di distacco troviamo, come seconda motivazione legata alla malasanità, le carenze strutturali degli ospedali pubblici (16,7%), seguito dalla responsabilità dei medici (12,4%), dai tagli alla sanità (7%) e dal personale infermieristico (1,2%). Pubblico o privato? La differenza sta anche nel costo. Il 51,5% dei cittadini preferisce gli ospedali pubblici per usufruire di cure specialistiche o per sottoporsi ad interventi chirurgici, contro un 22,8% di quanti preferiscono le strutture private ed un 20,4% di quanti, pur volendo ricorrere a specialisti privati, ripiega sugli ospedali pubblici non potendosi permettere la spesa richiesta a fronte delle cure. 11 milioni di italiani scelgono le medicine non convenzionali. Nel 2000 l’Eurispes aveva affrontato, per la prima volta, il tema delle medicine non convenzionali, rilevando che il 10,6% degli italiani si affidava per le proprie cure mediche a tali pratiche. Dai risultati della rilevazione del 2010, emerge che gli italiani che fanno uso di medicine non convenzionali sono pari al 18,5%. Un dato che rapportato alla popolazione fa emergere circa 11 milioni e 100mila fruitori delle medicine alternative nel nostro Paese. Psicofarmaci: ne ha fatto uso il 15% degli italiani. Dal sondaggio Eurispes di quest’anno è emerso anche che il 15% circa degli italiani ha fatto uso di psicofarmaci nel corso della sua vita. Le donne ne assumono la maggior quantità (17,6%), quasi il 4% in più rispetto agli uomini. Tra quanti hanno dichiarato di fare uso di medicinali per la terapia dei disturbi mentali, le benzodiazepine (i cosiddetti “ansiolitici”) sono le più usate (85,8%), seguite dagli antidepressivi (30,6%), dagli stabilizzatori dell’umore (17,5%) e dagli antipsicotici (5,5%). L’alcol rappresenta il terzo fattore di rischio per la salute nell’Unione europea, dopo il fumo e l’ipertensione. Il consumo di alcol causa ogni anno 195.000 decessi nei paesi dell’Ue, per patologie, incidenti stradali, domestici o sul lavoro, omicidi e suicidi. L’incidentalità stradale legata all’alcol è la prima causa di morte giovanile in Europa ed in Italia. I costi tangibili dell’alcol in Europa sono stimati intorno ai 125 miliardi di euro: 36 miliardi legati alla mortalità, 33 al crimine, 17 alla sanità, 14 alla disoccupazione, 10 agli incidenti stradali, 9 all’assenteismo, 5 a cura e prevenzione (Report on Alcohol in Europe, 2006).
L’indagine Eurispes. L’indagine campionaria svolta dall’Eurispes a cavallo tra dicembre 2009 e gennaio 2010, tra la popolazione di 18 anni in su, ha messo in luce le abitudini di consumo di alcol in Italia. Nel complesso il 70,9% degli italiani dichiara di bere alcolici, anche se questa è un’abitudine saltuaria per il 55,7% che dichiara di bere qualche volta, mentre beve spesso l’11% e tutti i giorni l’4,1%. Non beve mai invece il 29% degli intervistati, in particolare le donne (56,9% vs 43,1% dei maschi), soprattutto nella classe d’età degli over65 (26,9%), seguiti dai 45-64enni (23,7%) e dai 35-44enni (22,8%).
A bere qualche volta sono principalmente i 45-64enni (30,1%) e i giovani tra i 25 e i 34 anni (20,3%), questi ultimi inoltre, più degli altri, dichiarano di bere spesso (37.4%), seguiti dai 35-44enni (18,3%) e dai ragazzi dai 18 ai 24 anni (16%). L’abitudine di bere tutti i giorni si riscontra soprattutto tra i 45-64enni (36,7%), gli over65 (26,5%) e i 35-44enni (20,4%). Le donne con più frequenza dichiarano di bere solo qualche volta (51,9% vs 48,1%), mentre gli uomini in misura maggiore fanno uso di alcol spesso (61,1% vs 38,9%) e tutti i giorni (61,2% vs 38,8%). La maggior parte, tra chi ha dichiarato di bere, ha avuto il primo approccio con l’alcool tra i 14 e 17 anni di età (44,3%). Molti hanno bevuto la prima bevanda alcolica ancora prima: il 10,7% tra gli 11 e 13 anni e il 3,8% ancora prima dei 10 anni. Il 22,7% ha iniziato a tra i 18 e i 20 anni e l’11,5% dopo i vent’anni d’età. Molti non hanno un ricordo preciso al riguardo e non sanno indicare l’età in cui hanno bevuto il primo bicchiere (6,2%). Ad aver iniziato prima dei 10 anni sono soprattutto i maschi (64,7% vs 35,3%), mentre le donne in misura maggiore riferiscono di aver bevuto la prima volta tra i 18 e i 20 anni (53,2%). Il 38,8% del campione riferisce di bere alcolici soprattutto quando si trova in compagnia, il 28,6% beve in occasione di feste e ricorrenze, il 19% collega prevalentemente il bere ai pasti e il 13,3% beve quando ne ha voglia. A oltre un terzo del campione capita di bere in modo eccessivo: al 33,7% qualche volta, all’1,6% spesso, solo allo 0,7% tutti i giorni. Anche se prevalgono coloro che riferiscono di non esagerare mai con l’alcol (64%). La ragione per cui quasi la metà degli intervistati affermano di eccedere con l’alcol è perché a loro piace (49,4%), il 14,9% lo fa invece per rilassarsi, il 14,1% per stare meglio con gli altri. Una minoranza ha collegato il consumo eccessivo di alcol ad un più profondo stato di disagio psicologico, come la depressione, il bisogno di affrontare una situazione complicata, la reazione ad un insuccesso (nel complesso il 6,3%). Molti invece (15,2%) non sanno dare una motivazione a tale comportamento.
Alla maggior parte delle persone che bevono è capitato di mettersi alla guida di una moto o di un’automobile dopo aver bevuto troppo (53,4%); il 42,2% dichiara che non gli è mai capitato, il 34,3% ha guidato raramente dopo aver ecceduto nel bere, il 16,9% qualche volta, il 2,2% addirittura spesso. A meno di un cittadino su 10 (9,2%) è capitato di essere fermato mentre era alla guida e sottoposto al controllo per alcol e droga. Interrogati sul tasso alcolemico consentito attualmente dalla legge italiana, solo il 38,7% risponde correttamente ed indicano 0,5 g/l, oltre un terzo del campione (34,8%) ammette di non conoscere il tasso consentito, la parte restante risponde in modo errato. Il 19,5%, in particolare, sottostima il reale tasso alcolemico indicando il valore di 0,2 g/l. |
| FONTE : http://www.imgpress.it/ |
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| GENNAIO 2010 |
Medicina alternativa: in UE 100 milioni vi fanno ricorso. La Commissione Europea, nell’ambito del Settimo Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo, ha deliberato il finanziamento per il neo costituito Consorzio Europeo di Ricerca nel campo delle Medicine Non Convenzionali.
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Aumenta sempre di più il numero di persone che ricorrono alla medicina complementare e alternativa (CAM) per curare disturbi che ritengono non possano essere trattati con le terapie convenzionali. In Europa soltanto il numero di questi pazienti raggiunge i 100 milioni, secondo quanto riportato dal notiziario europeo Cordis. La sfida maggiore affrontata dai praticanti della CAM è comunque la mancanza di finanziamenti e cooperazione scientifica, che impedisce a questo campo della medicina di espandersi. Nell’ambito del Settimo Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo (FP7), l’Unione Europea ha deliberato un finanziamento di circa 1,5 milioni di euro per istituire un consorzio di ricerca per lo studio delle medicine alternative e complementari. Si tratta del più rilevante finanziamento sinora ottenuto dalle medicine non convenzionali in Europa Il progetto CAMBRELLA, finanziato dall'UE, cercherà di risolvere questo problema. Il progetto è stato avviato il primo gennaio di quest'anno con una sovvenzione di 1,5 milioni di euro nell'ambito del tema 'Salute' del Settimo programma quadro. CAMBRELLA ('CAMBRELLA: a pan-European research network for complementary and alternative medicine - CAM') favorirà il benessere dei cittadini europei attraverso la creazione di una tabella di marcia che contiene le condizioni per la ricerca futura nel campo della medicina complementare e alternativa in Europa. Fino al 2012 i partner del progetto lavoreranno alla creazione di una rete di istituti di ricerca europei impegnati nella medicina complementare. Questo obiettivo risulterà in una più stretta cooperazione a livello globale. "Gli otto gruppi di lavoro di 'CAMBRELLA' si concentreranno sulla terminologia, la legislazione, i bisogni dei pazienti, il ruolo dei trattamenti CAM nei sistemi sanitari e la metodologia di ricerca" ha spiegato Wolfgang Weidenhammer del Centro di ricerca di medicina complementare presso il Politecnico di Monaco, in Germania. "Svilupperemo una comprensione complessiva dello stato attuale della CAM in Europa, che farà da punto di partenza per le future attività di ricerca" ha aggiunto Weidenhammer, che è anche coordinatore del progetto. Gli obiettivi specifici del progetto includono lo sviluppo della terminologia basata sul consenso largamente accettata in Europa per descrivere i nerterventi CAM, la creazione di una base di conoscenze che faciliti la nostra comprensione delle necessità dei pazienti e la loro prevalenza, e l'esplorazione delle necessità, delle convinzioni e del comportamento dei cittadini europei rispetto alla CAM. Il consorzio 'CAMBRELLA' è un partenariato di 16 organizzazioni scientifiche di 12 paesi europei, tra cui Austria, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Regno Unito, Romania, Ungheria e Svezia. Il progetto è appoggiato da un consiglio consultivo composto da importanti gruppi di parti interessate, tra cui fornitori, medici praticanti, pazienti e consumatori."Nel 2008 la Commissione europea ha annunciato per la prima volta un finanziamento nel campo della medicina complementare, nell'ambito del Settimo programma quadro" ha detto Weidenhammer. Il finanziamento del progetto CAMBRELLA è il risultato degli sforzi compiuti da numerose iniziative e organizzazioni europee di porre la medicina complementare all'attenzione dell'Europa. La medicina complementare e la medicina alternativa comprendono le terapie che hanno una base culturale o storica, tra cui l'erbalismo, la meditazione, lo yoga, l'ipnosi, il biofeedback, agopuntura e la medicina cinese tradizionale. |
| FONTE : http://news.paginemediche.it/ |
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| GENNAIO 2010 |
MASTER IN NATUROPATIA DELL'UNIVERSITA' LA SAPIENZA. Vi accedono i Laureati in Agronomia, Scienze Forestali, Fisica, e Ingegneria. |
Apprendiamo del "nuovo" Master in Naturopatia" che l'Università la Sapienza ha avviato per il prossimo anno accademico 2009/2010. Pur apprezzando la lodevole iniziativa dello storico Ateneo romano, la cosa ahimè ci fa scaturire tutta una serie di riflessioni che agli occhi di molti possono essere improprie, ma agli occhi di chi, da tempo, a gran voce, chiede il riconoscimento della propria professionalità appaiono ovvie e obsolete. Ci corre l'obbligo innanzitutto di porre immediatamente una prima sottolineatura: il master (denominazione impropria tutta italiana che però ormai è di uso comune per i perfezionamenti post-laurea) solitamente è una specializzazione per coloro i quali abbiano una laurea di settore e sono suddivisi in master di primo livello (per i possessori di lauree triennali) e master di secondo livello (per coloro i quali hanno invece conseguito una laurea specialistica). In Italia, nonostante le insistenze di chi, da gran tempo, sta cercando di far assurgere a dignità questa disciplina, non esiste una "Laurea in Naturopatia" (come invece esiste nei paesi citati dallo stesso bando ufficiale del Master) e fino ad oggi, a dispetto delle richieste interlocutorie, nessuno vi ha mai posto seriamente orecchio. La Naturopatia, nel nostro paese, è stata sempre considerata terra di confine, fino ad essere assimilata ad una pratica tra il magico e il mistificatorio e quindi, poco degna di essere annoverata tra le discipline con dignità accademica. Oggi tuttavia, improvvisamente, qualcuno si ricorda che essa è "branca complementare che attraversa le discipline di base della medicina, anatomia, fisiologia, patologia ed altre (?) per permettere un interscambio comunicativo efficace tra figure diverse della medicina accademica con quella complementare, esercitata da personale sanitario, nel rispetto ippocratico del ´primum non nocère´" e nel farlo ci si appella a risoluzioni dell'OMS che da sempre le Associazioni di Naturopatia richiamano a gran voce per il riconoscimento della loro professionalità. Ma torniamo al "master". Essendo quest'ultimo una specializzazione o approfondimento post-laurea, se pure di singole tematiche, dovrebbe presupporre che esso sia riservato a coloro i quali hanno un percorso di studio inerente alla materia da "approfondire". E non solo. Dovrebbe garantire una maggiore specificità di intervento in alcuni ambiti peculiari della disciplina in oggetto. Non esistendo una Laurea in Naturopatia, ci si aspetta che quantomeno il Master tenga conto del fatto che in Italia operano migliaia di Naturopati e che quindi uno spazio sia riservato anche a loro o quantomeno che sia riservato esclusivamente a chi abbia competenze di base in ambito sanitario. E soprattutto ci si aspetta che il Master, essendo la Naturopatia una disciplina MAI contemplata nei curricula universitari, nemmeno quelli sanitari, abbia una lunghezza adeguata (almeno triennale) per una preparazione di tutto rispetto. Ma, qual è la nostra costernazione quando, leggendo il bando, troviamo tutta una serie di "sorprese":
1. Tra le lauree accreditate all'ammissione, troviamo titoli quali Agronomia, Scienze Forestali, Fisica, e Ingegneria. Lauree di tutto rispetto, ma che a noi (forse ignoranti perchè Naturopati senza Master) sembrano molto poco "sanitarie". Basta quindi una Laurea che ruoti intorno all'area "scientifica" a garantire la professionalità di un operatore di quelle che vengono definite all'estero "Terapie Naturali" e che prevedono corsi accademici quadriennali? (non è necessario andare lontano basta osservare la vicinissima Spagna).
2. Il Master ha la durata di un solo anno. Basta l'autorevolezza di una Università come la Sapienza per stabilire che per la formazione di un Naturopata è necessario un percorso così breve di studio in controtendenza a tutte le altre nazioni europee?
3. Visto che (sempre leggiamo nelle finalità) "urge (?) fornire una definizione sintetica della Naturopatia clinica occidentale (?) onde impedire che venga confusa con altre forme non coerenti con l'indirizzo dello studio scientifico universitario" ci pare interessante sapere quali sono queste "forme non coerenti con l'indirizzo dello studio scientifico" e, soprattutto, sulla base di quali criteri possono essere definite "non coerenti" dal momento che non è mai stato stabilito alcun parametro epistemologico ufficiale della Naturopatia quale disciplina?
Potremmo ancora citare a piene mani attingendo solo dalle finalità del bando e per ogni frase porre accanto una nota polemica, ma ne lasciamo la lettura e le relative considerazioni personali ad ognuno perché è pubblico. A chiusura di questa nota vorremmo solo ribadire e sintetizzare alcuni interessanti quesiti ai quali sicuramente nessuna figura ufficiale darà mai risposta:
1. Perché per un Master come questo non è stato previsto nessun acceso ai Naturopati che hanno magari frequentato una Scuola Quadriennale (al minimo Triennale) che li ha preparati allo studio specifico della Disciplina studiando Anatomia, Fisiologia, Patologia, Biochimica ecc. ecc. oltre a materie quali Valutazione del terreno, Iridologia, Nutrizione ecc. ecc., tipiche della disciplina?
2. Perché nessuna autorità accademica porge lo sguardo alla letteratura pubblicata in Italia sulla Naturopatia e non crea contatti con le Associazioni di base che stanno aprendo il dibattito sul profilo epistemologico della disciplina quale Scienza e Conoscenza della Salute?
3. Perché tutte le Scuole private che da anni con serietà e con percorsi qualificanti triennali o quadriennali, assolutamente in linea con i parametri europei si vedono disconoscere chi hanno formato fino ad oggi? Le scuole di Naturopatia in Italia non sono scuole pirata, ma Istituti di tutto rispetto che da tempo e a gran voce chiedono un riconoscimento dei loro profili e del profilo formativo della disciplina. Perché quindi, non è stato consentito l'accesso al master a tutti quei Naturopati che hanno conseguito questi titoli che, fino a prova contraria, nessuno ha mai definito ufficialmente NON VALIDI?
4. Perché il Direttore del Corso o i suoi organizzatori non hanno ritenuto necessario contattare le Associazioni di Categoria che, fino a prova contraria, sono rappresentative della realtà di questa professionalità sul territorio per stabilire finalmente un ponte di comunicazione per una Naturopatia seria, professionale e scientifica?
Sono domande alle quali ancora una volta non verrà data risposta ignorando una professionalità che da tempo opera sul territorio e con grande soddisfazione dell'utenza che a lei si rivolge. Ancora una volta ne viene disconosciuta e deprezzata la qualità.
Vogliamo attribuire le responsabilità alla mancanza di ascolto delle Istituzioni o all'ignoranza della materia da parte delle Accademie? Forse o non solo. A volte le responsabilità vanno condivise e probabilmente da parte della categoria c'è stato un silenzio che oggi però va spezzato a gran voce, per non correre il rischio di guardare al futuro con tristezza, mentre un Agronomo (con tutto il rispetto per i laureati in Agronomia) fa il Naturopata dopo un anno di Master, seppur erogato da una università statale.
INAT, Istituto Nazionale di Naturopatia
SIHEN, Sindacato Italiano Heilpraktiker e Naturopati
RUNI, Registro Unico Naturopati Italiani
Centro Studi Di Medicine Integrate ANEA - LA CASA DEL GLICINE
FNNHP, Federazione Nazionale Naturopati Heilpraktiker Professionisti Associazione
NATUROVALORIS Associazione Italiana Medicina Bio Informazionale
FENAI, Federazione Nazionale Italiana per la Naturopatia" |
| Vi informo pubblicamente che le Fonti sopra citate sono state tutte informate del Nostro Progetto. |
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| DICEMBRE 2009 |
LETTERA ALLE ISTITUZIONI |
Egr. Presidente, Cariche dello Stato, Ministri ed Istituzioni,
Voglio farVi presente che come Nazione della Comunità Europea siamo gli unici, ad oggi, che non riconosciamo l'utilità e gli effetti positivi della Medicina Non Convenzionale.
La medicina olistica nasce da un preciso atteggiamento di ogni essere umano nei confronti di se stesso e degli altri e dell'ambiente che lo circonda. Si esprime attraverso uno stato di coscienza che sappia cogliere l'unità di ogni fenomeno riconducibile non solo al corpo ma anche alla mente e allo spirito, basato cioè sul rapporto umano e sull’esperienza interiore come elementi fondamentali del processo di guarigione.
Credo sia importante costituire un punto di incontro tra medicina convenzionale e medicina non convenzionale e sviluppare un dialogo, finalmente costruttivo, nella convinzione che non esistono tante medicine, ma UNA Medicina il cui unico interesse è l’essere umano.
In Europa già molti Stati hanno delle leggi che affiancano la medicina olistica a quella tradizionale, avendone riconosciuta la validità ai fini della conservazione e del ritrovamento del benessere psico-fisico.
In Italia ci sono delle proposte di legge che attendono di essere approvate, anche se già in alcune regioni, leggi regionali apposite favoriscono questo tipo di cure, riconoscendole efficaci, non invasive e quasi prive di effetti collaterali, in un perfetto sistema bio-integrato tra medicina tradizionale e naturale. Tra queste la Toscana, la Lombardia, il Lazio e l’Emilia Romagna.
Nel Regno Unito, è il “diritto consuetudinario” a regolare l'esercizio delle C.A.M.; alle associazioni professionali è demandato il compito di regolamentarne l'esercizio (preparazione, codice deontologico, ecc.). Ai naturopati è consentito firmare i certificati di malattia o di inabilità al lavoro proficuo, che il Ministero della Sanità riconosce alla stessa stregua di quelli rilasciati dai medici.
In Germania gli Heilpraktiker sono ufficialmente riconosciuti dal 1939 sebbene introdotti costituzionalmente tra il 1869 ed il 1873 con la libertà di cura. Hanno uno status giuridico pari a quello dei medici.
In Danimarca dal 1970, i non medici possono praticare atti specifici che non siano già riservati ai medici allopatici, a meno che non li svolgano sotto la diretta supervisione di quest’ultimo.
In Francia sebbene a suo tempo non ancora legalmente riconosciute, già dal 1982, l'Università di Bobigny istituì il Dipartimento di Medicine Naturali, erogando diplomi in agopuntura, omeopatia, fitoterapia, osteopatia, auricoloterapia, naturopatia, oligoterapia e mesoterapia.
In Liechtenstein dal 1985, piena libertà di esercizio per gli operatori C.A.M., con limitazioni ai soli atti non specificamente medici.
In Olanda dal 1993, con la legge Individual Health Care Professionals Act, operatori non allopatici sono stati elevati allo status di paramedici ed autorizzati alla pratica della medicina.
In Finlandia le C.A.M. sono regolamentate dal 1994, praticabili in strutture pubbliche (dove acquistano una matrice sanitaria) ovvero privatamente.
In Ungheria, con due specifiche direttive tese a regolamentare le C.A.M., nel 1997 sono stati introdotti i “Natural doctors”, medici non allopatici.
In Belgio dal novembre 1999 è in vigore la legge che riconosce le organizzazioni professionali di coloro che esercitano una pratica non convenzionale o ritenuta tale nell'ambito della medicina.
La Norvegia ha sempre avuto una notevole apertura nei confronti delle pratiche e discipline salutistiche, sin dal 1619. Nell'anno 2003, è stata varata una legge sulle discipline complementari che sancisce il riconoscimento degli operatori non medici similmente al modello anglosassone.
In Portogallo dal 2003 è stata proclamata la libertà di scelta terapeutica del cittadino come diritto innegabile. Le C.A.M. sono state assunte dal sistema normativo come “quelle pratiche e discipline che partono da una base filosofica differente dalla medicina convenzionale per applicare propri specifici processi di diagnosi e cura”, riconoscendo agopuntura, chiropratica, naturopatia, fitoterapia, omeopatia, osteopatia.
In Spagna dal 2005, l’Istituto Universitario “Real Maria Cristina” eroga corsi di formazione universitaria per Operatori C.A.M. (Naturopatia, Medicina Tradizionale Cinese, Osteopatia e Chiropratica).
In Svizzera gli Operatori C.A.M, in qualità di terapeuti complementari, sono riconosciuti in tutti i Cantoni.
In U.S.A., Sud Africa, Canada, Nuova Zelanda e Australia, la legislazione riconosce gli Operatori Olistici, sebbene con mansioni diverse tra Stato e Stato.
Un elenco evidentemente lungo e noioso ma, quanto più risulterà lungo e noioso, tanto più sarà da considerare grave il ritardo accumulato negli anni dal nostro bel Paese.
Come Operatore del benessere Specializzato in Bioterapia, le chiedo nelle sue possibilità di poter provvedere il prima possibile, e la inVito alla visione del seguente indirizzo http://www.unaleggeperlemedicinenonconvenzionali.it per aver maggiori chiarimenti.
Renato Ventura
Centro Benessere Olistico Kundalini |
NOTE : Vogliamo ringraziare pubblicamente Renato Ventura. Di sua iniziativa, senza avergli chiesto nulla, ha inviato questa lettera al Presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, segr.pres.fini@camera.it per richiamare l’attenzione sulla situazione italiana e sulla proposta di legge popolare che stiamo portando avanti. Qualcuno ci ha fatto notare che sarebbe bello se tutti insieme facessimo presente questa situazione … mandando ognuno di noi una lettera email a tutte le cariche dello stato. Camera dei deputati Presid. Fini : segr.pres.fini@camera.it - Senato Presid. Schifani : schifani_r@posta.senato.it - Lavoro e Politiche Sociali : ufficiostampa@lavoro.gov.it - Salute : ufficiostampa@sanita.it e urpminsalute@sanita.it - Pari Opportunità : serep@pariopportunita.gov.it - Presidente della Repubblica : posta al presidente
Utopia ? No. Libero arbitrio …
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| NOVEMBRE 2009 |
MEDICINA ALTERNATIVA DA NON SNOBBARE |
Agopuntura e omeopatia sempre più praticate
MEDICINA ALTERNATIVA DA NON SNOBBARE
Bari crocevia tra Cina e Occidente: si pratica e si insegna il metodo Lam
A cura del prof. Nicola Simonetti
“Cure dolci ovvero la medicina non convenzionale che si propone non come alternativa, ma ausilio per quella ufficiale.
In Italia, 10mila medici somministrano o suggeriscono trattamenti di medicina non convenzionale e 8 milioni di italiani (13,6% della popolazione) utilizzano soprattutto omeopatia, agopuntura e fitoterapia.
Il fatturato del mercato mondiale dei farmaci non convenzionali supera i 500 miliardi di dollari (prezzo al produttore); gli omeopatici i 2 miliardi (3 per mille dei farmaci venduti). Il fatturato italiano degli omeopatici, nel 2006, con 20 milioni di pezzi venduti, ammontava a 200.282 milioni di Euro (prezzo al pubblico).
Un malato di tumore su tre, nei Paesi industrializzati, vi fa ricorso (dolore, vomito, nausea, trisma, mancanza di saliva, ecc.). Hanno validità scientifica queste medicine?
L’OMS spinge per la loro integrazione ed impiego razionale nella medicina ufficiale dei vari Paesi. Il Parlamento europeo ha invitato l’Unione a promuoverne il riconoscimento ed il Consiglio d’Europa ha sollecitato gli Stati membri a regolarizzare lo status di queste medicine e a coinvolgere le Università per ricerche e studi ulteriori. Alcuni Paesi si sono dotati di leggi, molte università fanno ricerca ed esplicano corsi di insegnamento ed applicazioni pratiche.
Nella Costituzione elvetica, a seguito di referendum (parere favorevole 67%), è stata introdotta la “medicina complementare”.
La giurisprudenza ha riconosciuto, quasi unanimemente l’accettabilità delle varie pratiche se eseguite da medici. La federazione Ordini dei Medici italiana ha riconosciuto lo status di atto medico a 9 discipline: agopuntura, omeopatia, ayurvedica, tradizionale cinese, antroposofia, chiropratica, omotossicologia, osteopatia, fitoterapia purché praticate da medico che è anche diffidato dal collaborare a qualsiasi titolo o di favorire esercizio ai non medici.
Si faccia medicina e non folklore.
Il Comune di Milano con Aiot e Guna ha illustrato queste pratiche in un opuscolo riservato agli studenti per i quali c’è anche un dvd interattivo.
La Toscana ha riconosciuto, con legge, la validità di omeopatia, agopuntura e fitoterapia destinando servizi ed ambulatori dedicati.
La valutazione di efficacia ed innocuità di queste terapie risponde alle classiche regole della ricerca medica. Miglia di articoli scientifici, studi osservazionali, epidemiologici e controllati randomizzati pubblicati in letteratura internazionale.
AGOPUNTURA Secondo ‘OMS, si possono curare con l’agopuntura soprattutto le malattie neurologiche, respiratorie, digestive, cardiovascolari, ematologiche, ostetrico-ginecologiche, urogenitali e il dolore. Inoltre, acne, ansia, asma, borsite, cefalea, colon irritabile, herpes, lombalgia, nevralgie, osteoartrosi, otite, rinite, sciatica, emiplegia, vertigini, sinusite, dismenorrea, induzione travaglio di parto. Utilizzata dall’MC Toscana nella procreazione medicalmente assistita (9,6% di gravidanze). Usata per anestesia.
La Cochrane Library la ritiene non efficace in artrite reumatoide e di efficacia incerta in epilessia, depressione, ictus, demenza vascolare, schizofrenia, colon irritabile.
Bari è crocevia tra Cina e occidente grazie all’attività del dr. Sing Hee Lam, un medico laureato nelle Università di Cina e Bari che, tra l’altro, ha scoperto metodiche nuove (metodo Lam di addomino-agopuntura, ombelico agopuntura, multi tecnica) e che insegna ed aggiorna (dirige, tra l’altro, un corso biennale post-universitario di 350 ore teorico-pratiche e 18 ore di ambulatorio).
OMEOPATIA medicina regolata dal principio della similitudine: si utilizzano, a dosi infinitesimali, sostanze che, se somministrate al’uomo sano in dosi elevate, possono provocare gli stessi sintomi della malattia da curare.
Otto Italiani su 100 e nove baresi su 100 si curano con soddisfazione.
Le affezione più frequenti curate: dermatologiche 14%, muscoli-articolazioni 32%, cardiovascolari 5%, urogenitali 8%, respiratorie 8%.
Usata anche in medicina veterinaria e per le piante (malattie fungine, virali, tossicosi, ecc) dove la suggestione non può essere invocata. Recente il battesimo di validità dal arte del prof. Luc Montagnier.
A Bari, presso l’Ordine dei medici, l’associazione pugliese medici e farmacisti omeopatici (presidente dr. Pasquale del medico) dal 2002 organizza una scuola per medici (3anni di corso ) e farmacisti (1 anno).
TRASCRITTO DA Ventura Renato (Terapeuta Contattologo Iridologo Ottico) e Erriquez Maria (Naturopata Kinesiologica) |
| FONTE : Dal quotidiano locale EPOLIS BARI del 20 novembre 2009 |
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| OTTOBRE 2009 |
COMUNICATO / APPELLO PER IL RICONOSCIMENTO DELLA SCIENTIFICITÀ DELLE TEORIE MENTE-CORPO E PER LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE E DI CURA |
Da anni un gruppo di medici italiani, specializzati in diverse discipline, sta svolgendo un lavoro pionieristico che si basa sulla correlazione precisa, verificabile con strumenti scientifici, tra psiche, cervello e organo. Il lavoro parte dalle scoperte del medico tedesco dr. R.G. Hamer e si inserisce sul filone di ricerca in merito alla connessione tra mente e corpo, che vanta ormai decenni di storia e migliaia di lavori scientifici internazionali a suo carico. Oggi, secondo le esperienze e i dati raccolti, queste conoscenze si rivelano sempre più chiaramente uno strumento preziosissimo che permette un'estrema precisione nella comprensione della fisiopatologia parallelamente allo stato emotivo del paziente, unico ed irripetibile. Tali conoscenze diventano determinanti per poter scegliere, in modo mirato, gli interventi e le terapie più efficaci, nell'ottica di una presa in carico globale del paziente. Da anni ALBA si occupa di divulgare e diffondere queste preziose conoscenze, rendendole disponibili a tutti i medici e terapeuti che vogliano verificarle. Il 20 ottobre 2006, è stata presentata anche una richiesta ufficiale al Ministero della Salute per una verifica istituzionale con gli organi competenti, con il quale è iniziata una lunga interazione, tutt'ora in corso.
IL FATTO
Ma, nonostante l'ormai annuale e trasparente interazione con professionisti, organizzazioni e ed istituzioni competenti, dalle quali mai è giunta alcuna osservazione di illegittimità, solamente sull'onda delle calunnie di alcuni giornali, la Magistratura ha aperto due procedimenti penali nei confronti del vertice dell'associazione, e cioè a carico sia del Presidente dell'Associazione che del Presidente del Comitato Scientifico della stessa. Secondo l'accusa formulata, se un medico spiega delle conoscenze non ufficialmente accreditate, questo giustificherebbe l'imputazione gravissima di TRUFFA nei confronti del paziente. Il fatto grave è che l'accusa si appoggia sulla presunzione che le teorie che affermano la connessione tra psiche e corpo, siano "totalmente prive di scientificità", restando incurante delle migliaia di studi scientifici esistenti in materia(Spiegel, Pert, Ader, Felten, Cohen, Chrousos, Ewew, Sapolsky, Sternberg, ecc., ecc.). Dai fatti denunciati e dalle considerazioni esposte risulta evidente che siamo davanti a un evento giudiziario di massima rilevanza e gravità. Se dovesse passare una sentenza contro la libertà di espressione dell'operatore della sanità e in particolare del medico (diritto già ribadito dalla Corte Suprema italiana di Cassazione, con Sentenza n.301/2001, sezione IV) che si avvale, per il bene del paziente, anche delle ormai convalidate connessioni tra psiche e corpo, allora TUTTI GLI OPERATORI DI DISCIPLINE OLISTICHE POTREBBERO ESSERE CITATI PER TRUFFA!!!
L'APPELLO
Noi non rimarremo passivi e inermi di fronte alla presunta "assenza di scientificità" della connessione mente-corpo! Ma per continuare a portare avanti un'azione di tale portata abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti coloro che credono nei fondamenti di un nuovo modo di considerare l'individuo, il corpo e la malattia. Per questo motivo ci rivolgiamo a voi tutti, perché ciascuno, secondo la propria disponibilità e il proprio sapere, contribuisca a dare forza a un movimento che da decenni vuole considerare l'essere umano nella sua interezza!
- Chiediamo a tutti i ricercatori che si occupano delle corrispondenze tra psiche e corpo, di inviarci un breve esposto comunicandoci il loro ambito di ricerca e la loro disponibilità in vista di un simposio nazionale di confronto e di verifica.
- Per anni l'Associazione ALBA ha portato avanti con i suoi soci, autofinanziandosi e senza alcuno scopo di lucro, tutte le iniziative di studio e di divulgazione, promuovendo un possibile confronto scientifico. Ora questo confronto avverrà forzatamente in una sede giudiziaria e con un inevitabile contenzioso. Per questo motivo abbiamo bisogno immediato anche del contributo economico di tutte le persone che vogliono sostenere questa causa, ognuno secondo la propria possibilità, anche minima, per aumentare le iniziative di divulgazione, tramite congressi e verifiche scientifiche oltre che per supportare le spese legali dei due procedimenti penali.
Contiamo fiduciosi su tutti voi, chiedendovi la disponibilità a sostenere le iniziative che avvieremo in merito, sia che siate persone singole che come rappresentanti di gruppi o associazioni. Come Associazione ALBA sappiamo di essere già in molti, ma nell'estendere l'appello ad un numero più vasto di persone siamo mossi dalla certezza che la visione unificata di psiche-cervello-organo nonché la fiducia nelle forze autoregolatrici e autoguaritrici dell'organismo, siano un denominatore che accomuna molte realtà di ricerca. Siamo convinti che tutti questi percorsi sull'individuo rappresenteranno una svolta determinante nell'evoluzione dell'essere umano e nello sviluppo di una medicina riunificata e centrata sulla persona, tanto più incisiva e efficace, quanto più saranno solidali tra loro quelli che la sostengono. Anche Galileo aveva cercato di sostenere le rivoluzionarie scoperte di Copernico... Ci sono voluti, però, 500 anni! ...ma lui era solo e senza gli strumenti che ora noi disponiamo. Oggi, uniti, forse possiamo riuscire a diminuire di molto i tempi per il progresso della conoscenza! Un grazie di cuore per il vostro sostegno! Per il Consiglio dell'associazione ALBA, il Presidente Marco Pfister Per il Comitato scientifico, il Presidente dr. Danilo Toneguzzi |
| FONTE : http://www.laleva.org/ ---- Sito di Approfondimento : http://www.albanm.com |
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| SETTEMBRE 2009 |
| MEDICINE NON CONVENZIONALI : IL SI ITALIANO |
Le cure alternative per gli italiani sono una risorsa importante che sempre di più attrae il consenso di chi ha deciso di affrontare la malattia con una diversa mentalità rispetto a quella tradizionale, lo dimostrano l’oltre 23% degli italiani che sceglie farmaci di categoria omeopatica, fitoterapeutica e altro.
Il sondaggio che parla delle abitudini degli italiani in medicina è quello del Censis; i dati parlano chiaro, le terapie, anche se sono a carico del malato, che non rientrano nella medicina tradizionale stanno assorbendo un numero sempre più alto di persone, che hanno deciso di dare una svolta alla loro vita.
Curarsi con le terapie alternative aiuta il Sistema Sanitario Nazionale, le spese mediche in questo caso sono a carico della persona che si cura, per cui il vantaggio è doppio, per le terapie nuove che si sviluppano e che migliorano sempre di più e per lo Stato.
Ad affermare che questa scelta è una scelta positiva per lo Stato è il Consiglio Superiore di Sanità che si è espresso con una circolare raccomandando di rafforzare le campagne sulle cure alternative data la coscienza di causa degli italiani.
La maggior parte dei malati chiede però che le terapie non convenzionali possano essere inserite nelle prestazioni supportate dal Governo, tenuto conto che si tratta comunque di medicinali che sono riconosciuti e promossi dalla FNOMCEO, la Federazione dei Medici e dalla FNOVI, la Federazione dei Medici Vedterinari.
Le medicine non convenzionali sono elencate tra le MNC, acronimo, incluse nel Settimo programma quadro per la ricerca e lo sviluppo dell’Unione Europea emanato dal Parlamento Europeo.
Ora è fondamentale garantire al cittadino professionisti competenti, medici che siano preparati a intervenire e consigliare e che siano debitamente registrati in appositi albi riconoscendo al cittadino la libertà di scegliere secondo quanto prevede l’art. 32 della Costituzione, dopo 20 anni di latitanza legislativa. |
| FONTE : AdnKronos |
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| MAGGIO 2009 |
| IN SVIZZERA LA MEDICINA COMPLEMENTARE E' NELLA COSTITUZIONE |
Con la vittoria schiacciante del sì al referendum la Svizzera include la medicina complementare nella costituzione. Adesso si attendono le misure concrete: come primo passo l'introduzione di diritto nel sistema sanitario.
Il 17 maggio scorso i cittadini elvetici sono stati chiamati al voto sulle Medicine Complementari e si sono dichiarati a favore dell'introduzione di un nuovo articolo all'interno della Costituzione. La Svizzera è il primo paese in Europa, che richiede di contemplare la medicina complementare all'interno della salvaguardia nazionale della salute.
Negli ultimi anni medici, terapeutici e produttori erano stati messi al palo, subendo un discredito politico che aveva messo in difficoltà il settore. I vari soggetti in questione hanno pensato di lanciare un'iniziativa popolare, promuovendo il referendum del 17 maggio. In conformità alla volontà popolare, emersa attraverso uno schiacciante voto a favore (67% di sì), nella costituzione della federazione elvetica viene introdotto l'art.118 a BV secondo il quale:
"La federazione e i cantoni, nell'ambito delle proprie competenze specifiche, si preoccupano di tenere in considerazione la Medicina Complementare".
Il Parlamento e le autorità competenti, in conformità al principio costituzionale, devono adesso impegnarsi a farsi portatori delle seguenti istanze:
1. Registrazione dei medici che operano secondo la medicina complementare della medicina antroposofica, omeopatia, terapia neurale, fitoterapia, medicina tradizionale cinese, all'interno del servizio sanitario obbligatorio.
2. Creazione di diplomi nazionali per gli altri terapeuti riconosciuti, fuori dal corpo medico.
3. Integrazione della Medicina Complementare nell'insegnamento e nella ricerca scientifica.
4. Tutela del patrimonio dei rimedi sperimentati.
Per ulteriori informazioni:
Volksinitiative «Ja zur Komplementärmedizin»
0041 31 5600024
E-Mail: info@koest.ch
Sito: www.jzk.ch |
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| MAGGIO 2009 |
| IN SVIZZERA LA MEDICINA COMPLEMENTARE E' NELLA COSTITUZIONE |
Con la vittoria schiacciante del sì al referendum la Svizzera include la medicina complementare nella costituzione. Adesso si attendono le misure concrete: come primo passo l'introduzione di diritto nel sistema sanitario.
Il 17 maggio scorso i cittadini elvetici sono stati chiamati al voto sulle Medicine Complementari e si sono dichiarati a favore dell'introduzione di un nuovo articolo all'interno della Costituzione. La Svizzera è il primo paese in Europa, che richiede di contemplare la medicina complementare all'interno della salvaguardia nazionale della salute.
Negli ultimi anni medici, terapeutici e produttori erano stati messi al palo, subendo un discredito politico che aveva messo in difficoltà il settore. I vari soggetti in questione hanno pensato di lanciare un'iniziativa popolare, promuovendo il referendum del 17 maggio. In conformità alla volontà popolare, emersa attraverso uno schiacciante voto a favore (67% di sì), nella costituzione della federazione elvetica viene introdotto l'art.118 a BV secondo il quale:
"La federazione e i cantoni, nell'ambito delle proprie competenze specifiche, si preoccupano di tenere in considerazione la Medicina Complementare".
Il Parlamento e le autorità competenti, in conformità al principio costituzionale, devono adesso impegnarsi a farsi portatori delle seguenti istanze:
1. Registrazione dei medici che operano secondo la medicina complementare della medicina antroposofica, omeopatia, terapia neurale, fitoterapia, medicina tradizionale cinese, all'interno del servizio sanitario obbligatorio.
2. Creazione di diplomi nazionali per gli altri terapeuti riconosciuti, fuori dal corpo medico.
3. Integrazione della Medicina Complementare nell'insegnamento e nella ricerca scientifica.
4. Tutela del patrimonio dei rimedi sperimentati.
Per ulteriori informazioni:
Volksinitiative «Ja zur Komplementärmedizin»
0041 31 5600024
E-Mail: info@koest.ch
Sito: www.jzk.ch |
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| APRILE 2009 |
| OLISTICA : LA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE |
La medicina scopre nuovi orizzonti e per il benessere guarda ad est: la Cina, con la sua tradizione antichissima, sbarca in Europa proponendo all’uomo europeo un nuovo modello di cura basato sulla applicazione di principi energetici e di conoscenze antiche per noi del tutto nuove. La Medicina Tradizionale Cinese (MTC) è riconosciuta dal 2002 come medicina naturale, un modello a se stante di cui se ne accettano le diagnosi, le prognosi e le terapie. Il riconoscimento ufficiale della medicina cinese ha permesso che in occidente si diffondesse un insieme di pratiche terapeutiche volte allo studio tradizionale delle tecniche mediche dell’Asia centrale, che fondano le loro radici nel III secolo a.c. e che sono state a noi tramandate.
La medicina cinese è riconosciuta come una medicina olistica, che basa la sua natura sulla osservazione della relazione che esiste tra l’uomo e la natura e che studia l’uso e l’impiego delle piante, degli alimenti, delle erbe, e delle tecniche per lo più naturali di modellamento dell’organismo alla persona e alle sue esigenze interiori e organiche.
Uno dei più solidi principi su cui si basa la medicina cinese è quello dello studio dell’individuo e del rispetto totale della persona e della sua naturalità. Dalla medicina cinese non arriveranno mai stravolgimento del bioritmo, alterazione delle propensioni organiche, etc, anche se anticamente la medicina curativa poteva avere degli sbocchi piuttosto impattanti sulla persona e sulla sua naturalità: quello che è rimasto inalterato e tramandato della medicina cinese, al contrario, considera corpo e mente una unica forma che relazionando positivamente e in armonia raggiunge la salute e lo stato del benessere.
La medicina cinese è nata come medicina naturale e popolare, la malattia per la tradizione era una anomalia da portare alla naturale guarigione: il corpo malato non poteva essere felice, il corpo felice era sicuramente sano. Da questo pensiero logico parte quella che è la tradizione più antica di cura della persona e che da quasi dieci anni si sta affermando anche in Italia.
Le tecniche della medicina cinese sono principalmente quella della dietetica e della fitoterapia, che aiutano il corpo a guarire dal suo interno, e l’agopuntura. L’agopuntura può avere diversi risvolti: la moxa, ovvero il riscaldamento del corpo e la coppettazione per l’aspirazione degli acidi dal corpo. Per la cura dall’esterno invece si possono sottolineare la ginnastica e le discipline tradizionali asiatiche a noi note volte al controllo e allo sviluppo dell’equilibrio tra il corpo e la mente.
Con la medicina tradizionale cinese si possono curare le malattie che riguardano le articolazioni e i muscoli, le malattie da raffreddamento e da intossicazione o avvelenamento, squilibrio ormonale, problemi ormonali o legati all’alimentazione, malattie psicologiche, obesità, dipendenza, tabagismo e in alcuni casi anche i problemi dell’epidermide o dei capelli, di natura cioè estetica.
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| FONTE : http://www.tantasalute.it |
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| MARZO 2009 |
| ATTENZIONE alle "Certificazioni Professionali di operatore olistico" offerte come già riconosciute legalmente dallo Stato e ai "patentini di operatore olistico" presentati come eccezionale riconoscimento! |
Vi segnaliamo che in questo periodo vi sono associazioni che propongono certificazioni professionali e riconoscimenti per diverse figure olistiche, non sanitarie, tra le quali troviamo l'operatore reiki certificato, il patentino di operatore olistico presentato come eccezionale riconoscimento e tante altre forme di pseudo-certificazione, e questo, senza alcun credito oggettivo e validità giuridica nazionale !!! Per correttezza ed informazione ci teniamo a tutelare coloro che potrebbero credere a questa finta illusione di garantismo, mossa da uno scopo puramente pubblicitario. |
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| PUBBLICIZZARE OGGI IL PROPRIO LAVORO : DIFFERENZE TRA GLI OPERATORI DEL BIONATURALE e LA CLASSE MEDICA |
| PER GLI OPERATORI DEL BIONATURALE |
Premesso che l'art. 2060 del C.C. tutela il lavoro autonomo e che l'articolo 2061 stabilisce il principio inderogabile secondo cui SOLO LE LEGGI SPECIALI possono regolamentare (quindi impedire o limitare, ndr) le varie categorie di lavoratori che svolgono attività con carattere professionale e che l'articolo 2229 attribusce solo alla legge (dello Stato, e non interna dei medici ndr) il potere di determinare e limitare le professioni intellettuali per l'esercizio delle quali è necessaria l'iscrizione in appositi elenchi o albi (qui dovrei andare a rivedermi,
gli operatori del BioNaturale, ovvero lavoratori autonomi in scienze olistiche e naturali, a prescindere dal potersi coalizzare in associazioni professionali (secondo quanto indicato dalla direttiva europea 36 del 2005), sono liberi di pubblicizzare il loro lavoro avendo cura di evitare di utilizzare vocaboli e atteggiamenti di competenza delle professioni tutelate.
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| FONTE : Gisella Cannarsa, vicepresidente A.I.O.DI.BI.N. e docente di diritto e deontologia per operatori bionaturali |
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| PER LA CLASSE MEDICA |
Attualmente i Requisiti indispensabili PER LA CLASSE MEDICA per l'esercizio della professione non convenzionale e pubblicità relativa sono indicati in questo file pdf dell'ordine dei medici click qui (comitato nazionale della FNOMCeO). Di seguito un utile rapporto stilato dal prof. Melato sugli ultimi lavori sostenuti dal comitato nel 2008.
LE MEDICINE NON CONVENZIONALI: le nuove ipotesi di regolamentazione E’ innegabile che le aspettative del cittadino-paziente, nei confronti delle prestazioni sanitarie si siano modificate nel corso degli ultimi anni divenendo non soltanto maggiori, in relazione all’incremento del supporto che la scienza e la tecnologia forniscono alla medicina di oggi ma ampliandosi anche come gamma di tipologie di prestazioni professionali. In tal senso la maggiore sensibilità attribuita agli esercenti le medicine non convenzionali, l’approccio professionale più spostato verso l’ascolto del paziente che costituisce punto centrale dell’esercizio delle cosiddette medicine alternative hanno determinato e pare continuino a determinare una crescita della richiesta di dette prestazioni professionali. Come è noto, in assenza di legislazione statale il Consiglio nazionale della FNOMCeO, in data 18 maggio 2002 deliberò una linea guida intesa a individuare 9 tra medicine e pratiche non convenzionali da riconoscere come atto medico. Sottolineò per il tramite di questo atto di indirizzo e coordinamento: essere le citate medicine e pratiche gestibili esclusivamente da parte del medico, in pazienti suscettibili di trarne vantaggio, dopo adeguate informazioni e acquisizione di specifico consenso. Essere, quindi, il medico l’unico attore in grado di individuare i pazienti suscettibili di un beneficiale ricorso a queste MNC, essere il medico l’unico in grado di evitare che le MNC, proposte e prescritte a pazienti senza possibilità di vantaggio, determinasse la sottrazione degli stessi alle terapie scientifiche disponibili. La forte presa di posizione della FNOMCeO oltre a coprire una vacanza legislativa in materia, in questi anni, è diventata punto di riferimento per i medici e per i cittadini ma, soprattutto, ancoraggio per le pronunce giurisprudenziali che si sono determinate nel tempo. 2 La recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione n.34200/07 chiarisce senza ombra di dubbio la violazione dell’art.348 c.p. ovvero la configurazione del reato di esercizio abusivo della professione medica per un soggetto privo di abilitazione all’esercizio della professione medica che aveva compiuto atti in campo omeopatico riconducibili all’esercizio della professione medica. A sottolineare ciò nella sentenza è precisato che non vale ad escludere l’omeopatia dalla professione medica la circostanza per la quale questa attività non sia oggetto di disciplina universitaria esplicandosi comunque la detta metodologia in un campo – la cura delle malattie – “corrispondente a quello della medicina ufficiale.” Ugualmente la stessa Suprema Corte I sez. penale con sentenza n 2112 depositata il 15 gennaio 2008 ha confermato la pena di 9 anni e mezzo di reclusione per omicidio volontario nei confronti di un sedicente iridologo, pranoterapeuta, naturopata che non aveva completato il corso di studi universitari in medicina, per aver concorso in maniera determinante alla morte di una donna malata di carcinoma al seno distogliendola dalle terapie mediche e inducendola a seguire cure inutili a base di succo di carota e di “Terra delle Dolomiti” quale impacchi. Ciò premesso e mancando ancora, nonostante i numerosi progetti di legge depositati in Parlamento, una normativa nazionale in materia, la FNOMCeO, a tutela della salute dei cittadini ed a garanzia della qualità delle prestazioni professionali mediche, ha proseguito nel suo percorso di approfondimento interno che ha portato il Comitato Centrale con delibera n. 51 del 23 febbraio 2007 reiterata nella delibera n. 140 del 14 settembre 2007 a definire, in tema di pubblicità sanitaria, un atto di indirizzo e coordinamento per gli Ordini provinciali in ottemperanza alle previsioni della legge Bersani n. 248/06. Oggi il percorso di approfondimento del gruppo di lavoro, nominato dal CC sulle Medicine non convenzionali, è giunto al punto di ritenere maturo un passo più incisivo volto all’obiettivo del governo di questa realtà professionale che significativamente viene ad incidere sulla salute dei cittadini,dei professionisti esercenti la professione sanitaria,degli ordini professionali quali soggetti di riferimento ed interlocutori istituzionali della società nel suo complesso. 3 Alcune Regioni, come è noto, avvalendosi del potere di legiferare in materia hanno approvato normative di settore. Esempio interessante è la regione Toscana che con legge regionale n.9/07 ha normato relativamente a 3 Medicine non convenzionali: Omeopatia,Agopuntura,Fitoterapia . La legge ha, tra l’altro, definito i requisiti formativi che consentono al professionista di dichiarare il possesso di una competenza nel settore, l’istituzione di elenchi tenuti presso gli Ordini provinciali, individuato una Commissione mista tra rappresentanti, scuole di formazione, università,etc con compiti di verifica delle scuole e di definizione dei requisiti per l’iscrizione dei medici nell’elenco. La FNOMCeO nell’ambito delle iniziative portate avanti in questo ambito di interesse ha promosso l’incontro che lo scorso 13 dicembre si è tenuto presso il Ministero della salute tra il Sottosegretario Giancarlo Patta, il Presidente della FNOMCeo Amedeo Bianco ed il Presidente dell’Ordine di Trieste dr. Mauro Melato. L’intento della FNOMCeO era quello di sensibilizzare il Ministero al finedi avviare un percorso condiviso di riflessione che giungesse ad una soluzione di regolamentazione del settore, uniforme sul territorio nazionale a garanzia della salute dei cittadini . Durante l’incontro la prima ipotesi vagliata è stata quella di una legge delega che fornisse alle Regioni indirizzi per una legislazione regionale rispettosa di comuni principi. L’ipotesi è evidentemente a lungo termine in considerazione dei tempi dell’iter parlamentare da attivare, a prescindere dai prossimi appuntamenti elettorali. Si è anche ragionato sull’ipotesi di portare la questione all’attenzione della Conferenza Stato-Regioni: soggetto istituzionalmente competente a favorire la cooperazione tra attività dello Stato e attività delle Regioni . Si è infine ipotizzato di lavorare ad un protocollo d’intesa con il Ministero della Salute interessato a stabilire criteri e norme per assicurare ai cittadini la più ampia libertà di scelta terapeutica mediante il più elevato livello di sicurezza. La FNOMCeO potrebbe in tale ipotesi ricoprire un forte ruolo propositivo soprattutto nella individuazione dei requisiti indispensabili e quindi del livello formativo medio dei medici necessario al fine dell’inserimento negli elenchi da 4 istituire presso gli Ordini provinciali oltre che nella definizione dei criteri per l’accreditamento a livello regionale degli istituti di formazione. Detto protocollo d’intesa potrebbe, in prima fase, riguardare solo alcune tra le Medicine e pratiche non convenzionali ovvero non tutte e nove le MNC individuate dalla FNOMCeO nel 2002, quale avvio di un processo di omogeneizzazione di regole. Il Sottosegretario Patta si è mostrato fortemente interessato ad attivare percorsi condivisi mostrando pure consapevolezza riguardo alla legittimazione in testa ai medici della esclusiva competenza ad esercitare nel campo non convenzionale. Al fine di poter disporre di dati di partenza sui quali costruire un percorso, utile alla tutela della salute dei cittadini il gruppo di lavoro della FNOMCeO ha sollecitato le Scuole di formazione in MNC ad indicare i rispettivi percorsi formativi in termini di monte ore oltre che di tipologia di insegnamenti offerti, questo al fine di poter definire un’ipotesi di formazione media quanti-qualitativa da suggerire al Ministero della Salute. Ad oggi le Scuole che hanno inviato informazioni sono : 1) Associazione agopuntura, agopuntura energetica e tradizionale SAET; 2) FIAMO; 3) LUIMO; 4) SIOMI; 5) COII; 6) FISA; 7) ulteriori informazioni fornite dal dr Mattoli già componente commissione Fnomceo Dall’esame dei livelli formativi dichiarati risulta che il livello medio formativo da proporre al Ministero della Salute. Potrebbe orientarsi sulle 600 ore tra teoria e pratica clinica. Il gruppo di lavoro della Fnomceo sulle MNC ha quindi elaborato un’ipotesi di deliberazione quale regolamentazione a regime della situazione che il Comitato Centrale potrebbe valutare e se ritiene approvare, sottoponendola poi al Consiglio Nazionale.
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| FONTE : PROF. MAURO MELATO |
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| LE TERAPIE NON CONVENZIONALI CURANO I DISTURBI ALIMENTARI |
Quando anche mangiare diventa una malattia. Anoressia e bulimia sono un’emergenza soprattutto per gli adolescenti, ma questa patologia è diffusa anche fra gli adulti. Oggi esiste una cura che deriva dall’ incontro tra medicina ufficiale e terapie non convenzionali. Palazzo Francischi, centro della Asl 2 Umbria di Todi ospita a carico del servizio sanitario ragazze e ragazzi di tutta Italia con problemi di anoressia, bulimia e altri disturbi alimentari. Sono giovani che hanno una solo ossessione: il proprio corpo e per questo lottano con il cibo. E’ una patologia con origini complesse. Nel caso dell’anoressia, anche quando si riesce a recuperare peso, c’è sempre il rischio di ricadere nella malattia. Le tecniche di cura integrata agiscono contemporaneamente sulla mente e sul corpo e sono poco aggressive. L’ agopuntura, ad esempio, è un metodo dolce con effetti scientificamente provati dimostrati contro le dipendenze. A Palazzo Francischi viene usato per controllare la fame compulsava nella bulimia e per combattere ansia e insonnia. Inoltre in questa struttura si scelgono farmaci omeopatici che aiutano a riequilibrare il sistema ormonale. Fra questi, ad esempio, i fiori di bach. I medici della struttura hanno visto che sono utili per aiutare i ragazzi a riconoscere le proprie emozioni e a identificare le sensazioni legate a fame e a sazietà. I due più efficaci usati al centro sono risultati Mustard e Wild Oat. Ogni ospite si ferma nella struttura per tre mesi. Nel periodo successivo, che può arrivare anche fino a due anni, il paziente viene seguito in ambulatorio. Per liberarsi dall’ossessione del cibo i giovani frequentano anche laboratori di danza, teatro, terapia cognitiva e meditazione. Il filo comune è la ricostruzione del sé: durante il rilassamento, ad esempio, i ragazzi e le ragazze imparano a concentrarsi sulle varie parti del corpo senza giudicarlo. E’ un modo per riconoscere e ricostruire lentamente la propria identità e distogliere la mente dal pensiero ossessivo del cibo e dalla malattia. Per informazioni: Asl 2 Umbria di Todi www.ausl2.umbria.it telefono: 0758943302 |
| FONTE : KATAWEB SEGUENDO LA NATURA 12.03.2009 |
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| GENNAIO 2009 |
| Medicine non convenzionali ancora in attesa di normativa |
Sabato 10 e domenica 11 gennaio 2009 si è concluso a Napoli il corso di perfezionamento in Floriterapia di Bach, promosso dall'Associazione Medica Italiana di Floriterapia (AMIF) e rivolto a medici, psicologi, veterinari, tenuto da Michele Iannelli, medico specializzato in psicologia clinica.
I Fiori di Bach sono riconosciuti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), mentre non sono compresi nelle nove discipline non convenzionali (agopuntura, fitoterapia, medicina ayurvedica, medicina antroposofica, medicina omeopatica, medicina tradizionale cinese, omotossicologia, osteopatia, chiropratica), riconosciute nel maggio 2002 come "atto medico" dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), che per la parte di propria competenza ha riempito il vuoto normativo in materia, che invece persiste a livello legislativo.
Infatti in Italia dagli anni 1990 fino alla legislatura in corso sono state presentate varie proposte di legge, che -dopo anni di impegno e tantissime audizioni ed incontri- non completarono nella scorsa legislatura l'iter di approvazione in legge, per l'indizione delle elezioni politiche anticipate.
Attualmente risultano assegnati alla Commissione Igiene e Sanità del Senato in sede referente (relatore il senatore Daniele Bosone del Partito Democratico) varie proposte di legge ed il dibattito in corso registra il confronto tra diverse tesi:
- - il fatto di come sia già riconosciuto, in sede comunitaria, il valore integrativo della medicina non convenzionale rispetto a quella ufficiale, ferma restando la necessità di individuare percorsi formativi ad hoc, ad opera della legislazione dei singoli Stati membri, facendo presente che in Italia manca una normativa organica al riguardo, nonostante la diffusione delle pratiche legate ad esempio all'omeopatia, alla fitoterapia ed all'agopuntura. Si pone quindi l'esigenza di individuare un percorso formativo certo al fine di garantire la libertà di cura e la tutela della salute dei pazienti, che ricorrono a tali discipline in alternativa alla medicina ufficiale;
- - il fatto che è consolidato il favore per l'evidence based medicine (medicina basata sull'evidenza) e la contrarietà al riconoscimento di quei trattamenti la cui efficacia non sia supportata da evidenze scientifiche, paventandosi pertanto il rischio derivante dall'alimentare il dibattito in merito a numerosi profili di applicazione, dal versante dei livelli essenziali di assistenza (LEA) a quello della farmacopea. In questo quadro, vanno incrementate sperimentazioni volte a verificare l'eventuale efficacia scientificamente provata di tali trattamenti, prendendo atto -a tale riguardo- che è stato recentemente riscontrato il fondamento scientifico dell'agopuntura ai fini del trattamento della terapia del dolore.
Comunque i vari disegni di legge all'esame della Commissione Igiene e Sanità del Senato intendono disciplinare l'esercizio -da parte di laureati nelle discipline mediche e chirurgiche, odontoiatriche e veterinarie- delle terapie e delle medicine non convenzionali, di cui -secondo un orientamento diffuso- è stata avvalorata la valenza integrativa e complementare rispetto alla medicina ufficiale; essi sono volti a prevedere il riconoscimento di tali terapie non già ai fini dell'inserimento nell'ambito dei livelli essenziali di assistenza (LEA), bensì allo scopo di stabilire una regolamentazione per l'esercizio delle connesse attività, nella prospettiva di offrire una migliore garanzia al paziente dal punto di vista della sicurezza delle cure. Le principali disposizioni che compongono i disegni di legge in oggetto individuano la tipologia delle discipline riconosciute, stabiliscono le modalità per la formazione di albi, affidano ad una commissione nazionale il compito di valutare l'accreditamento delle strutture private, demandano la formazione alle università e regolamentano la registrazione e le modalità di utilizzo dei farmaci.
Infine stime riguardanti la diffusione sono dell'8% per la medicina omeopatica in un bacino di utenza del 20-30% di persone che hanno utilizzato un medicinale non convenzionale; inoltre i medici che utilizzano una terapia non convenzionale sono dai 5.000 ai 10.000.
Comunque bisogna ancora una volta privilegiare l'empiria piuttosto che l'ideologia (sia pure ufficiale) e far sì che la libera scelta terapeutica del cittadino sia la principale prerogativa da tutelare e sviluppare. |
| FONTE : http://www.agenziaradicale.com |
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| MEDICINA ALTERNATIVA: L'ESPERTO, USATA DA 23% ITALIANI CON RISPARMI SSN PER 40 MLN |
Omeopatia, fitoterapia, agopuntura. Sono solo alcune delle medicine alternative scelte nel 2008 da oltre il 23% degli italiani, secondo dati Censis. Una fetta importante di cittadini che, convinti dell'efficacia delle cure non convenzionali (MNC), le utilizzano nonostante debbano pagarle di tasca propria. "Proprio perché sia le terapie che le visite non sono rimborsate dal Servizio sanitario nazionale e dunque non gravano sui bilanci pubblici, si stima che ciò possa far risparmiare al Ssn, in termini di ricoveri e altre prestazioni evitate, ben 40 milioni di euro, come risulta da dati di Omeoimprese". Ad affermarlo è lo psichiatra e psicoterapeuta Paolo Roberti di Sarsina, esperto per le Medicine Non Convenzionali del Consiglio Superiore di Sanità, co-direttore del Corso di Alta Formazione in “Sociologia della salute e medicine non convenzionali” dell'università di Bologna, fondatore e coordinatore del Comitato per le MNC in Italia.
"Secondo l'Ispo - fa notare l'esperto all'ADNKRONOS SALUTE - ormai il 65% della popolazione ha dimestichezza col termine medicine non convenzionali e le conosce; per il Censis poco meno del 50% le considera utili, più del 70% vorrebbe che fossero rimborsate dal Ssn. Per quanto riguarda gli operatori, sono circa 12.000 i medici e i veterinari che fanno parte delle 25 associazioni e società scientifiche che compongono il Comitato per le MNC in Italia, che rappresenta tutte le Medicine Non Convenzionali riconosciute dalla Federazione dei medici (FNOMCeO) e dalla Federazione dei veterinari (FNOVI). Ed è fondamentale sottolineare che molti sono i 'camici bianchi' che hanno completato un iter formativo pluriennale post-laurea a profilo definito per acquisire specifiche competenze in una o più delle MNC riconosciute come di esclusiva competenza del medico e dell'odontoiatra, e cioè: agopuntura, fitoterapia, medicina antroposofica, medicina ayurvedica, medicina omeopatica, medicina tradizionale cinese, omotossicologia-medicina fisiologica di regolazione, osteopatia e chiropratica".
Eppure, ancora c'è ancora molto scetticismo nei confronti delle cure alternative: ingiustificato, secondo l'esperto, dato che "i medicinali omeopatici e antroposofici si trovano esclusivamente in farmacia e sono presenti nella quasi totalità dei presìdi italiani: la spesa per le cure con medicinali omeopatici nel 2007 in Italia è stata di circa 300 milioni di euro. Nel nostro Paese operano nel settore omeopatico circa 30 aziende che impiegano oltre 1.200 dipendenti e l'Italia è il terzo mercato europeo dopo Francia e Germania. Il settore continua a crescere, con una media del 6-7% annuo nell'ultimo decennio".
"L'Organizzazione Mondiale della Sanità – continua Roberti di Sarsina, autore con Costantino Cipolla del nuovo volume “Le peculiarità sociali delle medicine non convenzionali” (FrancoAngeli edizioni), scritto per fare chiarezza sulle questioni normative, scientifiche e sociali che investono le discipline e le pratiche mediche non convenzionali nel loro rapporto con la società moderna occidentale - l'8 novembre 2008, in occasione del Congresso Mondiale sulla Medicina Tradizionale tenutosi a Pechino, ha emanato la Dichiarazione di Pechino sulla Medicina Tradizionale in cui si richiede, tra l'altro, la necessità di azione e cooperazione da parte della comunità internazionale, dei governi, nonché dei professionisti e degli operatori sanitari, per assicurare un utilizzo corretto della medicina tradizionale come componente significativa per la salute di tutti i popoli, in conformità con le leggi dei singoli paesi. Le istituzioni italiane non hanno finora voluto né sono state capaci di mettersi al passo con questa realtà sociale ampiaente diffusa, disattendendo anche la Risoluzione sulle Medicine Non Convenzionali emanata sia del Parlamento Europeo (1997) che del Consiglio d'Europa (1999), né adottando il Piano strategico sulle medicine tradizionali, complementari e alternative dell'OMS (2002)".
"Le MNC - prosegue l'esperto - sono state incluse nel Settimo programma quadro per la ricerca e lo sviluppo dell'Unione Europea emanato dal Parlamento Europeo. Se inoltre consideriamo che almeno quattro milioni di italiani cercano informazioni sulla salute in Internet e che, nel giro di tre anni, le persone che usano il web come principale fonte di notizie mediche sono passate dal 2,8% al 13% del totale, è fondamentale garantire al cittadino professionisti competenti e debitamente registrati in appositi albi. Va quindi riconosciuta la 'doppia libertà' di scelta terapeutica del singolo e di cura da parte dei medici, adempiendo compiutamente allo spirito dell'art. 32 della Costituzione. E' quindi urgente e indifferibile l'intervento legislativo del Parlamento, al fine dell'approvazione, dopo venti anni di attesa, di una legge quadro nazionale sulle MNC". |
| FONTE : ADNKRONOS SALUTE 15.01.2009 |
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| DICEMBRE 2008 |
| Usa Boom medicina alternativa : un bambino su nove non usa farmaci
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New York, 12 dic. (Apcom) - Una ricerca del Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie di Atlanta (Cdc), l'agenzia federale che sorveglia sul mercato farmaceutico degli Stati Uniti, rivela che un bambino su nove viene non viene curato con farmaci tradizionali ma con medicine alternative e rimedi naturali. Dal ginseng all'agopuntura, dalla respirazione profonda all'omeopatia, le alternative agli antibiotici sono sempre più diffuse. Lo studio è stato presentato ieri.
Si stima che siano 2.8 milioni le persone che utilizzano terapie non convenzionali. Sono incluse nell'elenco la chiropratica, yoga e pilates, e persino terapie di massaggi o diete a basso contenuto di grassi. Non vengono considerati rimedi alternativi invece l'utilizzo di vitamine e integratori minerali. Lo studio, che prende in considerazione un campione di 9.000 bambini e ragazzi, rivela che in oltre mille casi, questi vengono curati senza il ricorso alla medicina tradizionale.
Richard Nahin del Centro Nazionale della Medicina Alternativa si è dichiarato sorpreso dall'uso così diffuso della medicina non convenzionale e ha messo in guardia, in una intervista ad Associated Press, dalla mancanza di studi scientifici rigorosi che possano affermare il beneficio o il danno delle erbe officinali.
I genitori giocano ovviamente un grande ruolo nella scelta delle cure alternative e tendono a curare i figli con le stesse terapie che usano per sé.
I rimedi a base di erbe sono i più comuni, sia per gli adulti che per bambini e ragazzi. Vengono utilizzate per mal di testa, raffreddori, ansia, come analgesico o per l'insonnia. In particolare l'olio di pesce usato come calmante per i bambini troppo vivaci mentre l'echinacea, un rimedio naturale per curare l'influenza.
Ma non è scientificamente provato che questi trattamenti siano efficaci, soprattutto per curare ibambini. Le terapie alternative non hanno bisogno di una prescrizione medica e possono essere commercializzate anche se non sono stati condotti test clinici. E gli studi indipendenti condotti fino ad oggi si sono focalizzati sugli adulti e non sui bambini.
Secondo alcuni medici la diffusione della medicina alternativa pone un vero e proprio pericolo per la salute dei bambini. Wallas Sampson, docente di medicina all'Università di Stanford, in California, lo dice senza mezze parole: "La realtà è che nessuna di queste cure funziona, incluse le più popolari: rappresentano solo un placebo", ha detto. Sampson è il fondatore della Scientific Review of Alternative Medicine and Aberrant Medical Practices (Sram), una rivista scientifica dedicata all'analisi dell'efficacia delle terapie alternative. |
| FONTE : http://www.edizionisalus.it |
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| L'esercito della medicina alternativa |
Sono un migliaio i medici bolognesi che si sono informati sulle terapie non convenzionali, diverse centinaia quelli che le utilizzano. In Emilia-Romagna, sette pazienti su dieci si sono curati almeno una volta con omeopatia, agopuntura o altri metodi non invasivi. Cure non ancora alla portata di tutte le tasche, ma arriva un aiuto dalla Regione
Più “dolci”, meno invasive. In Emilia-Romagna le medicine non convenzionali sono uno strumento di cura sempre più diffuso tra pazienti e operatori sanitari. Nella sola Bologna, diverse centinaia di medici affiancano alla medicina tradizionale le tecniche alternative, e si stima che siano un migliaio quelli che ne sono almeno informati. Dai mali di stagione ai disturbi cronici, sono tante le patologie per le quali i dottori di casa nostra preferiscono i farmaci omeopatici alla chimica. E tanto il pensionato alle prese con gli acciacchi dell’età quanto la mamma ansiosa per la salute del proprio bimbo sono talvolta i primi a chiedere al medico di base o al pediatra informazioni sui rimedi dell’ “altra medicina”.
Un certo grado di diffidenza verso rimedi ancora inusuali continua però a serpeggiare. In cronaca, storie che coinvolgono pazienti ingenui e “santoni” di dubbia affidabilità ce ne sono fin troppe. L’ultimo caso a suscitare clamore è stato quello della ragazzina diabetica di Firenze, morta dopo che una sedicente studiosa di terapie a base di vitamine aveva convinto i genitori a sospenderle l’insulina. Ma si tratta di episodi in cui a prescrivere cure sono “impostori”, senza alcuna abilitazione alla professione medica. I professionisti che invece si servono legittimamente della medicina non convenzionale sono tanti: gastroenterologi, otorinolaringoiatri, ginecologi le categorie più interessate tra gli specialisti.
Un mondo a cui ci si avvicina principalmente col passaparola, e che coinvolge milioni di pazienti: in Emilia-Romagna il 70% degli utenti (dati Censis) dichiara di essere ricorso, almeno una volta nella vita, ai rimedi non convenzionali. Perché a volte la medicina occidentale sembra non essere sufficiente a risolvere problemi cronici. Ecco allora che, per esempio, per chi soffre di terribili mal di testa, l’agopuntura si rivela un toccasana. “Spesso il paziente la sceglie come ultima spiaggia – spiega Renato Crepaldi, presidente della Fondazione Matteo Ricci di Bologna, punto di riferimento per la medicina cinese -, mentre a mio parere dovrebbe essere una delle prime opzioni da considerare”. E pare che molti bolognesi siano d’accordo, se è vero che il 12% dei nostri concittadini si è curato almeno una volta con l’agopuntura. Da medico di base, Crepaldi dice di aver trovato nella medicina cinese “la possibilità di fare veramente il dottore: prima avevo l’impressione di limitarmi a compilare ricette. E’ un bagaglio in più con cui affrontare le patologie, ma non deve mai essere messa in contrapposizione alla medicina occidentale”.
Ma la gamma delle medicine non convenzionali va ben oltre la millenaria tradizione cinese. Una delle più richieste (in tutto le non convenzionali riconosciute sono nove) è la medicina ayurvedica. A servirsi dei segreti della cultura medica indiana (massaggi con olii essenziali, posture) sono i pazienti più disparati: dal pallavolista in cerca di un recupero da un infortunio a donne alle prese con le crisi ormonali della menopausa.
Trattamenti spesso costosi, fuori dalla portata dei cittadini a basso reddito. “Farmaci e terapie accessorie - spiega lo psichiatra Paolo Roberti di Sarsina, coordinatore del Comitato per le medicine non convenzionali in Italia – sono totalmente a carico del bilancio familiare”, non facendo parte delle prestazioni coperte dal sistema sanitario nazionale. Non a caso, quindi, a ricorrere più spesso alle cure “alternative” sono i lavoratori con casse assistenziali autonome, che rimborsano questi trattamenti: dirigenti, giornalisti, avvocati e, più in generale, redditi alti.
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| FONTE : Ferrarese Anna, Monti Francesco |
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| Sos medicine alternative, la sicurezza in un Decalogo |
| Attenzione alle medicine alternative. Scatta l’operazione Sicurezza, porta il marchio dell’Istituto Superiore di Sanità, della Società Italiana di Farmacologia, del pionieristico Centro di Medicina Naturale di Empoli, e si avvale del concorso delle stesse 32 società scientifiche, enti e fondazioni che operano nel settore delle terapie non convenzionali, medici fitoterapeuti compresi. E’ la prima volta che si ha una convergenza di questa vastità.
L’operazione è stata ufficializzata oggi a Empoli, nel corso di un congresso nazionale (organizzato dall’AUSL 11) dedicato espressamente ai rischi delle altre medicine. I concetti di fondo sono chiari e prendono forma di un decalogo che sarà oggetto di una massiccia campagna di informazione rivolta alla popolazione.
Agopuntura e medicina tradizionale cinese, omeopatia, fitoterapia, manipolazioni osteo-articolari e medicina ayurvedica sono, come noto, le più diffuse tra le varie terapie alternative definite con i nomi più diversi: complementari, non convenzionali, integrative, tradizionali, olistiche, naturali, dolci, ecc... Ecco, in proposito, le raccomandazioni del decalogo:
- Mai iniziare una di queste terapie senza parlarne con il proprio medico.
- Mai abbandonare le terapie convenzionali senza averne discusso con il medico.
- Mai affidarsi a presunti ricercatori o esperti, al sentito dire, al faidate o ai consigli di amici e conoscenti. Mai praticare l’automedicazione se non per disturbi minori o piccole patologie di breve durata.
- Mai usare prodotti a composizione sconosciuta o privi di etichetta. Se non sono prescritti, mai usare prodotti naturali durante la gravidanza o l’allattamento. Mai usare a scopi medicinali erbe spontanee raccolte in natura.
- Mai fidarsi delle vendite su Internet o a domicilio che non diano precise garanzie. Mai credere alle terapie o ai rimedi miracolosi.
- Informarsi sempre sui reali vantaggi di ogni terapia, sulle garanzie di sicurezza ed efficacia, in particolare se si propone di sostituirla a quella convenzionale.
- Consultare sempre medico o farmacista prima di prendere un prodotto naturale o di darlo a bambini e anziani, soprattutto se malati o in terapia con altri farmaci.
- Affidarsi sempre a medici esperti, chiedendo al proprio medico di famiglia, alla ASL, all’Ordine dei Medici e a Società Scientifiche accreditate.
- Conservare i prodotti nella confezione di origine, lontano dalla portata dei bambini, all’asciutto, lontano da fonti di luce o di calore
- Segnalare sempre al proprio medico o farmacista ogni sospetta reazione avversa a un medicinale o prodotto naturale. Segnalare ai rispettivi Ordini chiunque prescriva o pratichi queste terapie senza averne i requisiti professionali
“Le medicine non convenzionali sono assai diffuse anche in Italia – ha affermato Fabio Firenzuoli, presidente dei medici fitoterapeuti (ANMFIT) e direttore del Centro di Medicina Naturale di Empoli - Molti credono che i prodotti naturali siano sicuri per definizione, ma non è affatto così. Ci sono infatti stati vari incidenti e la proliferazione dei ciarlatani, in particolare su Internet, consiglia a tutti massima prudenza. Allarme e decalogo nascono da questa situazione, fermo restando che i benefici di alcune terapie non convenzionali sono stati confermati anche in sede scientifica, per esempio l’agopuntura per certi tipi di dolori e la fitoterapia in particolari forme di depressione”. |
| FONTE : SALUTEEUROPA.IT |
Note : In merito al punto 1 di questo decalogo abbiamo inviato al dott. Firenzuoli una richiesta di chiarimento. Tutti gli altri punti del decalogo sono attimi e li condividiamo. Ricordiamo a tutti che la proposta di legge popolare presentata in questo sito non è contro la medicina ufficiale, non quindi uno spirito di offesa bensì di valorizzazione di tutti i percorsi, dove le conoscenze di cura coesistono, non limitandosi alla mera tolleranza ma integrandosi con amore per il bene dell'uomo. Uomo inteso nella sua completa espressione : fisica, mentale e spirituale. Appena possibile, e se riceveremo risposta vi informeremo. |
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| Agopuntura, omeopatia, fitoterapia: verso una rete regionale delle medicine non convenzionali |
Torino, 18 dicembre 2008 - La Regione Piemonte apre ufficialmente le porte alle medicine non convenzionali. Il gruppo di lavoro appositamente costituito presso l’Aress ha infatti terminato la fase di ricognizione e di valutazione dei servizi che all’interno delle aziende sanitarie piemontesi già erogano questo tipo di prestazioni e si prepara ora a passare alla fase operativa del progetto di integrazione di agopuntura, fitoterapia e omeopatia all’interno del sistema sanitario regionale.
Il resoconto dell’attività svolta finora dall’Aress è stato presentato e discusso nel corso di un convegno dal titolo L’integrazione delle medicine non convenzionali nelle politiche regionali: strumenti, interlocutori, esperienze , che si è tenuto questa mattina presso l’ospedale Sant’Anna di Torino.
Secondo le ultime rilevazioni Istat disponibili, risalenti al 2005, almeno il 20 per cento dei piemontesi tra i 14 e i 74 anni nei tre anni precedenti ha fatto ricorso almeno una volta a una terapia non convenzionale (omeopatia, fitoterapia, agopuntura, trattamenti manuali). Ad utilizzare i metodi alternativi sono soprattutto le donne, circa il 25 per cento, contro il 15 per cento degli uomini. La percentuale scende invece al 14 per cento se si passa a considerare la categoria dei bambini da 0 a 13 anni. Sempre sulla base delle stime Istat, una percentuale tra il 30 e il 40 per cento della popolazione piemontese è comunque convinta dell’utilità delle medicine non convenzionali.
«I dati – spiega il direttore dell’Assessorato alla tutela della salute e sanità, Vittorio Demicheli – evidenziano anche nella nostra regionale un’ampia diffusione di queste terapie, che meritano quindi di essere oggetto di attenzione e di approfondimento scientifico, sia per tutelare la salute dei cittadini sia per rispettare il principio dell’universalità delle cure. Per questo, nel piano socio-sanitario abbiamo previsto di affidare all’Aress un programma di osservazione, di studio e di sperimentazione della materia, con l’obiettivo di giungere a una corretta integrazione dell’offerta di medicine non convenzionali nell’ambito del nostro sistema sanitario».
Sulla base di questo incarico, l’Aress ha attivato un sistema di monitoraggio sistematico per valutare, i modelli organizzativi e regolamentari presenti nelle altre regioni italiane e nel contesto europeo, nonché per censire le attività presenti nell’ambito del servizio pubblico piemontese.
«Ad oggi - spiega Mario Lombardo, responsabile dell’area organizzazione e programmazione dell’Aress – sono 25 in tutto i servizi che nelle aziende sanitarie piemontesi erogano prestazioni di agopuntura, omeopatia e fitoterapia, localizzati in 8 Asl e in 3 aziende ospedaliere. Nel 2006 sono stati trattati 2358 pazienti. Sono inoltre stati identificati sette centri per il trattamento del tabagismo presso altrettanti Sert, che utilizzano l’agopuntura auricolare per controllare i sintomi da carenza di nicotina nei fumatori in trattamento. Si tratta ora di mettere in rete questi punti per armonizzarne l’attività, riconoscendo alcuni centri di riferimento regionale nel caso di strutture che abbiano una consolidata esperienza in termini diagnostico-terapeutici e scientifici, con personale medico qualificato, formato e aggiornato».
Tra le prime realizzazioni dell’Aress per “fare rete” figura la creazione del portale delle medicine non convenzionali ( www.medicinanonconvenzionale.net ), per offrire ai cittadini e agli operatori la possibilità di accedere ad informazioni aggiornate e corrette sul tema.
Nell’ultima seduta, inoltre, la Giunta regionale ha deliberato l’istituzione di un Coordinamento regionale tecnico-scientifico per le medicine non convenzionali, rappresentativo dei diversi soggetti coinvolti: l’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri, l’Ordine dei farmacisti, la Facoltà di Medicina, le maggiori scuole e società scientifiche di medicine non convenzionali, le associazioni di tutela dei cittadini e dei consumatori.
Presieduto dall’assessore alla tutela della salute e sanità, sotto la direzione tecnica dell’Aress, l’organismo avrà, tra gli altri, il compito di fornire indicazioni per il coordinamento dei punti piemontesi delle rete e proporre attività di ricerca. Inoltre, dovrà analizzare i percorsi formativi esistenti nel campo delle medicine alternative e partecipare alla definizione di nuovi profili di formazione professionale sulla base delle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità e della Comunità Europea. Infine, potrà proporre criteri per la realizzazione di elenchi di medici di medicina non convenzionale consultabili dai cittadini in accordo con le istituzioni di riferimento. |
| FONTE : http://www.paginemediche.it e http://www.regione.piemonte.it/ |
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| NOVEMBRE 2008 |
| IL PRIMO OSPEDALE NATURALE IN ITALIA : il debutto della medicina integrata in Toscana |
La Maremma dal prossimo anno potrà vantare un record a livello internazionale: Pitigliano, infatti, sarà il primo ospedale al mondo di medicina integrata. In corsia a Pitigliano ci saranno omeopatia, agopuntura e fitoterapia.
L'ideatore del progetto, che sta seguendo da tre anni, è Fabio Roggiolani, presidente della Commissione Sanità della Regione Toscana. Ma in che cosa consiste questa nuova idea? E' lo stesso Roggiolani che lo spiega dopo aver conosciuto esperienze simili in Inghilterra e Cina.
"Il progetto - dice Roggiolani - dovrebbe partire con l'anno nuovo in quanto, ormai, tutto è pronto per la delibera regionale. Si tratta di una svolta epocale e di una nuova cultura in sanità: affiancare alle medicine classiche quelle che, ormai, abbiamo definito complementari, ad esempio omeopatia, agopuntura e fitoterapia, per offrire al paziente consenziente un plus rispetto al supporto tradizionale. Un percorso di salute completamente nuovo, un nuovo modello culturale che affronta l'essere umano nella sua complessità rispettandolo nella sua essenza".... Leggi tutto l'articolo sul nostro blog [ click qui ] |
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| OTTOBRE 2008 |
| Medicine non convenzionali: qualcosa si muove anche in Italia |
Diecimila medici le consigliano regolarmente e otto milioni di persone vi hanno fatto ricorso almeno una volta negli ultimi tre anni.
Le chiamano «Medicine Non Convenzionali» (MNC) solo perché da noi sono ancora poco utilizzate rispetto alla nostra medicina tradizionale, anche se lo sono sempre di più. I numeri italiani, pur in forte crescita anche grazie all’arrivo di tanti stranieri che portano con sé le proprie abitudini terapeutiche, sono poca cosa rispetto a diversi Paesi del resto d’Europa. Il Regno Unito è la nazione che vanta la tradizione storica maggiore in questo settore: più del 35% della popolazione ricorre abitualmente e con soddisfazione alle MNC. A livello di volumi poi, la Francia e la Germania sono le nazioni con il tasso più elevato di utilizzo: rispettivamente il 49 e il 46% della popolazione. Seguono il Belgio con il 31%, i Paesi del Nord con circa il 25%. «Le medicine non convenzionali – spiega Roberto D’Alessandro, Direttore del Corso di Alta Formazione, professore di Scienze Neurologiche presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna – sono oggetto di interesse in tutto il mondo occidentale. Basti pensare che il dipartimento della salute americano (il famoso NIH) ha istituito una apposita sezione. Questo perché moltissimi sono i pazienti che per patologie croniche si rivolgono alle medicine non convenzionali in alternativa o in associazione alle cure della medicina così detta convenzionale. Certamente le MNC in molti casi provengono da secoli, se non millenni, di tradizione. È altrettanto vero che le medicine convenzionali hanno fatto fare all’umanità enormi progressi nel campo della salute, si pensi solo agli antibiotici o alla chirurgia».
Le nove sorelle La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) nel 2002, emanando le linee guida per le medicine e pratiche non convenzionali, ha riconosciuto di esclusiva competenza medica 4 modelli di cura dotati di un proprio sistema per diagnosi, prognosi, terapia e prevenzione e 5 terapie nell’ambito delle singole metodologie mediche. Vediamo quali sono.
Medicina tradizionale cinese
Il leggendario «Imperatore Giallo» la descrive nel IV-III secolo a.C. sotto forma di dialogo con il medico di corte Qi Bo nel libro Huangdi neijing. In questo trattato Qi Bo espone le leggi che regolano il cosmo, lo yin e lo yang, i cinque elementi, le loro applicazioni nel campo della fisiologia, della patologia, della diagnosi, del trattamento e della prevenzione delle malattie. In particolare, si illustra la ricerca dello stato di salute e dell’equilibrio psicofisico.
Medicina omeopatica
Dal greco omeo=uguale e pathos=malattia, si basa sul principio di similitudine del farmaco (similia similibus curantur), sostenuto dal medico tedesco Samuel Hahnemann alla fine del XVIII secolo, secondo il quale la cura per una determinata malattia è data dalla sostanza che, in una persona sana, induce sintomi simili a quelli che si vogliono combattere in chi è malato. La medicina omeopatica ritiene che i sintomi – e la malattia stessa – siano il modo con cui l’organismo combatte la malattia – o cerca di guarire l’alterazione che ha prodotto la malattia stessa.
Medicina ayurvedica
Ayurveda è un termine sanscrito costituito da due termini, ayus=vita e veda=conoscenza, quindi conoscenza della vita o tenore di vita basato sulla conoscenza. Rappresenta un sistema di cura olistico che interviene in modo integrato a ogni livello – spirituale, psichico, fisico, compori tamentale e ambientale – con l’intento di mantenere un perfetto equilibrio nella complessità dell’individuo.
Medicina antroposofica
Nasce in Svizzera intorno al 1920 per opera del filosofo austriaco Rudolf Steiner e della dottoressa olandese Ita Wegman, e si diffonde dopo la fine della Prima guerra mondiale nel resto d'Europa e del mondo. Secondo la medicina antroposofica l'essere umano è costituito da quattro parti, una corporea (il corpo fisico) e tre di natura immateriale che sono il corpo eterico (le forze che danno forma alla vita), il corpo astrale (i sentimenti) e il corpo egotico (lo spirito). La malattia si manifesta quando l'armonia esistente fra tali componenti si rompe.
Agopuntura
La pratica è segnalata in Cina fin dal III millennio a.C.: è una terapia che consiste nell'applicazione di sottili aghi sulla superficie cutanea in corrispondenza di precisi punti, per stimolare il flusso energetico dove vi è un blocco, un ristagno, una carenza. Secondo l'agopuntura il corpo umano è un insieme di numerosi «sistemi funzionali» che sarebbero in molti casi associabili, approssimativamente, a organi fisici. Questi punti della pelle corrispondono a 12 canali invisibili – i meridiani – che conducono la forza vitale o energia.
Chiropratica
Dal greco kheir=mano e praktikos=azione, è una terapia che si basa sull'integrità del sistema nervoso, in quanto organo che controlla e coordina tutti gli altri sistemi del corpo umano. È stata fondata nel 1895 da Daniel David Palmer nello Stato americano dell’Iowa. Particolare attenzione è rivolta alla colonna vertebrale e al midollo osseo, le cui disfunzioni possono interferire con l'innata capacità intrinseca dell’organismo di guarirsi e mantenersi in salute.
Fitoterapia
Rappresenta probabilmente il primo esempio di pratica terapeutica umana, e prevede l'uso di piante medicinali e derivati a scopo preventivo e curativo. Non segue filosofie o metodologie diagnostiche o terapeutiche diverse da quelle della medicina scientifica.
Omotossicologia
Fondata dal medico omeopata tedesco Hans-Heinrich Reckeweg nel 1952, studia il comportamento di sostanze tossiche – le omotossine – che possono accumularsi nell'organismo danneggiandolo qualora non seguano una naturale via di eliminazione. Le omotossine possono essere endogene (interne), come prodotti intermedi dei diversi metabolismi e cataboliti finali, o esogene (esterne), che comprendono batteri, virus, tossine alimentari, farmaci sintetici, fattori d’inquinamento ambientale.
Osteopatia
Dal greco osteon=osso e pathos=sofferenza, fu introdotta nel campo medico nella seconda metà del secolo XIX per definire le disfunzioni organiche, funzionali o strutturali che coinvolgono l'apparato muscoloscheletrico. Padre dell'osteopatia fu un medico statunitense, il Dr. Andrew Taylor Still, a cui si deve l'ideazione del concetto di lesione osteopatica. È una terapia che tratta le varie patologie attraverso la manipolazione, senza utilizzare farmaci. Il trattamento osteopatico si avvale di un sistema di tecniche esclusivamente manuali quali massaggio miofasciale, manovre articolari dirette, stiramenti assiali, tocchi leggeri sulle ossa craniche e sull’osso sacro, manipolazioni di articolazioni, organi, tessuti.
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| FONTE : la stampa - ANDREA SERMONTI |
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| SETTEMBRE 2008 |
GENITORI SODDISFATTI DALLA MEDICINA NON CONVENZIONALE APPLICATA AI FIGLI |
Le medicine non convenzionali si diffondono sempre di più nel nostro Paese tanto che oltre il 95% dei genitori che hanno fatto ricorso a tali rimedi per i loro bambini e' rimasto soddisfatto. Lo documenta una indagine nazionale sull'utilizzo di medicine non convenzionali in ambito pediatrico, svolta in occasione del convegno "Nuove tendenze in diagnostica e terapia pediatrica" in programma a Bologna dal 25 al 27 settembre.
Lo studio - presentato oggi ai giornalisti e patrocinato dalla Societa' italiana di pediatria e dalla Societa' italiana di tossicologia - e' stato svolto su un campione di 600 genitori con figli dai zero ai 10 anni che avessero gia' utilizzato medicinali non convenzionali. Nello specifico, la quasi totalita' del campione ha mostrato di conoscere l'omeopatia e la fitoterapia, le due pratiche anche piu' utilizzate. La floriterapia (fiori di Bach) e' conosciuta dal 90% del campione ma utilizzata solo da poco piu' di un terzo. Anche l'agopuntura (conosciuta nell'87% dei casi) e' utilizzata solo dal 9%. Tra le patologie curate con medicine non convenzionali spiccano al primo posto quelle otorinolaringoiatriche (68,7% dei casi) seguite dalle malattie dello stomaco o dell'intestino (37,3%) e dai disturbi del sonno e del comportamento (30,9%). I rimedi non convenzionali sono utilizzati anche come prevenzione: questo accade in forte prevalenza al nord rispetto al sud (53,3% contro il 38,2%) e tra i genitori laureati rispetto a quelli con istruzione media inferiore. Secondo lo studio, la principale motivazione (90% del campione) per la quale si usano medicine non convenzionali consiste nel fatto di ritenerle rimedi piu' naturali. Piu' della meta' dei casi, inoltre, ritiene che non abbiano effetti collaterali e meno del 20% e' convinto, invece, che siano piu' efficaci dei farmaci convenzionali. E' stato il pediatra, nella maggior parte dei casi (60,9%) a prescrivere questi rimedi; seguono il farmacista e l'erborista. La ricerca sottolinea che "e' verosimile ritenere che nei prossimi anni vi sara' un'ulteriore espansione delle medicine non convenzionali in virtu' di una forte esigenza di naturalita' espressa, come sfogo, da chi vive nei contesti sociali a maggior sviluppo economico". Un impedimento all'utilizzo di questi medicinali e' stato individuato nell'aspetto economico tanto che, l'89% del campione vorrebbe un rimborso (come avviene per i farmaci tradizionali) dal Servizio sanitario nazionale. http://www.sanitanews.it/quotidiano/intarticolo.php?id=1587&sendid=425 |
| FONTE : http://www.omeopatianet.it/ |
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AL VIA IL PRIMO NETWORK DI INFORMAZIONE ACCADEMICA PER LE MEDICINE NON CONVENZIONALI. INDIVIDUATE LE MNC DI ESCLUSIVA COMPETENZA MEDICA |
Da Bologna si estende a Roma, Verona e Messina l’informazione accademica sulle Medicine Non Convenzionali già scelte ad oggi da oltre 8 milioni di italiani. Obiettivo è promuovere un linguaggio che sia propedeutico ad una visione integrata di cura nel quale le medicine “non convenzionali” possano diventare una risorsa “convenzionale”: formando professionisti che sappiano accompagnare il paziente di fronte ai diversi sistemi di cura, avviandoli alla progettazione della ricerca e preparandoli all’integrazione delle MNC nei Piani Sanitari Regionali.
Milano 10-09-2008: Inizia in contemporanea nei prestigiosi atenei di 4 città italiane - Bologna, Roma La Sapienza, Verona e Messina – il Corso di Alta Formazione dedicato alle MNC (Medicine Non Convenzionali) intitolato “Integrazione fra saperi Convenzionali e Non Convenzionali in Medicina. Analisi e comparazione delle conoscenze antropologiche e filosofiche, fisiche e cliniche dei diversi sistemi di cura”. E con esso nasce ufficialmente il primo network di informazione accademica, finalizzato all’integrazione dei saperi in medicina, dedicato interamente alle MNC : Medicina Tradizionale Cinese e Agopuntura, Medicina Omeopatica, Medicina Ayurvedica, Medicina Antroposofica, Chiropratica, Osteopatia, Fitoterapia, Omotossicologia, sono le 9 metodologie mediche e terapie che la FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e Chirurghi e degli Odontoiatri) nel 2002, emanando le linee guida per le ‘Medicine e pratiche non Convenzionali’, ha riconosciuto di esclusiva competenza medica. Il corso, una novità assoluta per Messina, Roma e Verona è realizzato dalla Università di Bologna, dove nasce nel 2006, in collaborazione con l’Istituto PINUS (Primo Istituto Nazionale Unificazione dei Saperi in Medicina), vale ai fini dei crediti universitari ed ECM e ha l’obiettivo di coinvolgere sempre più facoltà di Medicina e Chirurgia di atenei diversi. “Le Medicine Non Convenzionali - illustra Roberto D’Alessandro, Direttore del Corso di Alta Formazione, Professore di Scienze Neurologiche presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna - sono oggetto di interesse in tutto il mondo occidentale. Basti pensare che l’NIH (il dipartimento della salute americano) ha istituito una apposita sezione. Questo perché moltissimi sono i pazienti che per patologie croniche si rivolgono alle Medicine Non Convenzionali in alternativa o in associazione alle cure della medicina così detta convenzionale. Certamente le MNC in molti casi provengono da secoli, se non millenni, di tradizione. È altrettanto vero che le Medicine Convenzionali hanno fatto fare all’umanità enormi progressi nel campo della salute, si pensi solo agli antibiotici o alla chirurgia”. “È importante - prosegue D’Alessandro - che chi si occupa di salute, sia in modo diretto facendo il medico che indiretto occupandosi di organizzazione sanitaria, sappia integrare le due medicine tenendo conto della particolarità e delle preferenze di ogni singolo paziente, senza imporre in modo autoritario l’uno o l’altro modello. Lo scopo di questo corso è appunto questo: far conoscere le Medicine Non Convenzionali affrontandole sia da un punto di vista filosofico ed antropologico sia da un punto di vista del loro ruolo nelle cura delle malattie. Alla fine del corso gli allievi avranno imparato come integrare la pratica della miglior Medicina Convenzionale con quella della miglior Medicina Non Convenzionale sia nel singolo paziente, sia nei sistemi sanitari.”
Nel nostro Paese secondo, un’indagine Istat datata 2005, ci sono oltre 10.000 medici che somministrano o suggeriscono trattamenti di MNC e sono circa 8 milioni le persone (13,6% della popolazione) che hanno utilizzato metodi di MNC almeno una volta negli ultimi 3 anni, soprattutto omeopatia. E i numeri italiani, pur in forte crescita, anche grazie all’arrivo di tanti stranieri che portano con sé le loro abitudini terapeutiche, sono poca cosa rispetto a diversi Paesi del resto d’Europa. Il Regno Unito è il paese che vanta la tradizione maggiore in questo settore: più del 35% della popolazione ricorre abitualmente e con soddisfazione alle MNC. La Francia e la Germania sono le nazioni con il tasso più elevato di utilizzo: rispettivamente il 49 ed il 46% della popolazione. Seguono poi il Belgio con il 31%, i paesi del nord con circa il 25%. Oltreoceano ci sono già da diversi anni centri molto rappresentativi di una ‘tendenza’ che sarebbe più appropriato chiamare realtà: il Rosenthal Center for Complementary Medicine alla Columbia University, l’Integrative Medicine Service presso uno dei maggiori ospedali oncologici mondiali: il Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, a Washington il National Center for CAM, nuovo centro di riferimento della ricerca scientifica internazionale. A Boston è stata addirittura creata una intera Division for Research and Education in CAM presso l’Harvard Medical School Osher Istitute.
Anche la disciplina normativa è carente se non del tutto assente (vd scheda le conquiste legislative delle MNC) sul piano nazionale con alcune isole felici regionali che hanno deciso di legiferare per proprio conto. Questa assenza nel mondo medico di regolamentazioni precise sulla formazione rispetto alle MNC, e la difficoltà dei pazienti - che sempre più si rivolgono alle Medicine Complementari - ad indirizzarsi al giusto interlocutore, rendono evidenti la necessità e l’urgenza di una formazione rispetto alla Medicina Non Convenzionale per un’opportuna integrazione con la Medicina Convenzionale all’interno dell’iter universitario.
“È proprio a tutela di quei cittadini che desiderano avvicinarsi ad un approccio più olistico della medicina, che occorre promuovere un percorso informativo e formativo sulle MNC. Al momento purtroppo le persone, non sapendo dove e a chi indirizzarsi e trovandosi spesso di fronte a informazioni insufficienti se non addirittura fuorvianti, a pregiudizi o posizioni integraliste e confuse, in alcuni casi si affidano a pericolosi sedicenti esperti di MNC. È quanto mai importante, quindi, che il paziente sia informato adeguatamente e sia messo in condizione di poter scegliere, comprendere e contribuire all’indirizzo terapeutico consigliato dal proprio medico.
È con questo intento che nasce il Corso di Alta Formazione nell’ateneo bolognese oggi esteso a un network di informazione accademica che interessa 4 centri nevralgici del Paese” osserva Manuela Caletti Fantinelli, Coordinatrice Nazionale dei Corsi di Alta Formazione e Direttore Generale PINUS. “La prima parte del Corso – continua la Fantinelli - tratta, con metodologia scientifica i fondamenti filosofici, storici, antropologici, ed etici dei diversi sistemi di cura, per introdurre a un paradigma culturale diverso dal nostro. La seconda parte propone la conoscenza di base delle Medicine e pratiche Non Convenzionali (o Complementari) approfondendo anche materie quali Biologia Molecolare, PNEI, Fisica Quantistica etc.
“Il corso, che interessa da oggi diversi centri universitari di alto livello, permetterà per la prima volta un reciproco scambio di informazioni e di collaborazioni, attivando altri Corsi post-laurea, Master, Corsi elettivi etc. Ci auguriamo di realizzare un tavolo di lavoro che veda una attiva relazione anche tra gli Atenei interessati e le rispettive Regioni”.
La nascita e crescita di questo corso rappresenta un traguardo importante per PINUS (Primo Istituto Nazionale Unificazione dei Saperi in Medicina). “L’impegno della nostra Associazione - spiega Mario Ravaglia, membro Osservatorio Regione Emilia Romagna MNC e Direttore Scientifico PINUS - è infatti proprio rivolto alla comprensione delle basi filosofiche, sociali e scientifiche, che sono la radice del sapere e dell’arte medica: creando rapporti, collegamenti, studi e ricerche tra quanti credono che la Medicina Integrata non sia un’alternativa alla medicina ufficiale, ma una possibile strada da percorrere insieme verso un’unica Medicina, quella Umana. Questo deve avvenire attraverso un percorso di formazione all’interno del mondo universitario, proponendosi prima il raggiungimento di una formazione culturale, scientifica, informativa e di ricerca; per arrivare poi alla professionalizzazione specialistica dei Medici. E proprio da questa integrazione può nascere una risposta alla crisi di fiducia del paziente nella medicina ufficiale proponendo la riscoperta del valore terapeutico della relazione medico-paziente”. |
| FONTE : www.oscbologna.com |
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| GIUGNO 2008 |
| Medicine Complementari e Alternative: la situazione normativa in Italia e nel resto del mondo |
È ormai indubbio che l’assistenza sanitaria convenzionale, mediante approcci altamente scientifici, abbia raggiunto elevati livelli qualitativi (soprattutto per quanto concerne l’“estirpazione” della malattia), così come è indubbio che l’approccio non convenzionale riesca a dare maggior risalto alla cura della salute, alla prevenzione ed al rapporto terapeutico.
Per Complementary and Alternative Medicines si è soliti intendere “un ampio gruppo di sistemi di cura della salute, di diagnosi e di terapia, diversi da quelli normalmente inclusi nel sistema sanitario ufficiale (WHCC.A.M. 2002)”.
Benché molto eterogenee tra loro, esse hanno in comune la caratteristica di tendere all’individualizzazione del trattamento, di dare enfasi alla prevenzione ed allo stile di vita, di promuovere la responsabilità della propria cura, di riconoscere gli aspetti psicologici e spirituali della persona nella sua integrità. Aspetti che, pur non essendo teoricamente negati, sono spesso sottovalutati o addirittura ignorati dalla prassi medica corrente.
Il sistema non convenzionale si struttura essenzialmente su metodiche che tendono ad individualizzare ciascun trattamento, dando enfasi alla prevenzione ed allo stile di vita, promuovendo la responsabilità della propria cura oltrechè il riconoscimento degli aspetti psicologici e spirituali della persona, comunque intesa nella sua integrità.
Se è vero che l’interesse primario è quello di tutelare la “salute” (tutela dello stato di benessere) prima ancora che la “sanità” (ripristino dello stato di benessere), allora è anche vero che i due sistemi devono necessariamente integrarsi l’un l’altro (BMA 1993; Eskinazi 1999; Ernst 2000; Rees and White 2001; Bellavite et al. 2001; WHCC.A.M. 2002; Marwik 2002).
Le medicine complementari ed alternative, sinora tollerate all’interno dei sistemi di cura tradizionali, non hanno potuto esprimere appieno le loro potenzialità nella tutela della salute del cittadino, nè organizzarsi secondo sistemi di regolamentazione ufficialmente riconosciuti, che avrebbero consentito, accanto ad un controllo della qualità dei livelli terapeutici espressi, il loro coordinamento con la medicina convenzionale in un’utile opera di integrazione, non dissimilmente da quanto avviene in altri Paesi europei.
Secondo un’indagine CENSIL del 2005, sono più di nove milioni gli italiani che costantemente si rivolgono a pratiche di medicina non convenzionale. Una percentuale che, sebbene elevata, sembra quasi una briciola rispetto a quel 70% di italiani che, invece, richiede a gran voce che dette discipline rientrino a far parte ufficialmente del sistema sanitario (CENSIL 2005).
Forte di questi dati, in Italia si è dato inizio, ormai da qualche anno, a programmi di sperimentazione che, presso Aziende Sanitarie Locali ed Aziende Ospedaliere, si sono incentrati prevalentemente sull’utilizzo della fitoterapia, dell’omeopatia ovvero di tecniche riflessogene e di rilassamento, particolarmente utili nel trattamento del dolore, delle tensioni, delle ansietà e della depressione.
Il rischio che si corre, però, sia esso per una conoscenza non sempre approfondita di quelle discipline ovvero per una mancata condivisione dei principi su cui le stesse si fondano (dettata da una formazione accademica evidentemente meccanicistica), è quello di snaturalizzare le Medicine Alternative e Complementari, concependo come “patologia” ciò che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha invece più volte definito con la sigla C.E.S.E. (“Cumulation Effects of Subclinical Everything)” ovvero “cumulo di effetti determinato da ogni alterazione non patologica”.
Nonostante tutto i risultati raggiunti tanto in termini di costi quanto in termini di obiettivi, possono sicuramente dirsi ragguardevoli.
Perché, allora, al pari di quanto già non avvenga negli altri stati, non si provvede a riconoscere e formare Operatori C.A.M., specializzati nelle diverse discipline?
Le disposizioni normative dei Paesi che hanno ufficialmente riconosciuto le pratiche non convenzionali (a prescindere dal relativo inquadramento all’interno del sistema sanitario), hanno dapprima espressamente individuato quali fossero gli atti ad esclusivo appannaggio del medico-chirurgo (procedure chirurgiche, procedure ostetriche, cateteri ed endoscopie, punture ed iniezioni, anestesia generale, procedure che coinvolgono l'utilizzo di sostanze radioattive e radiazioni ionizzanti, cardioversione, defibrillazione, terapie elettroconvulsive, litotripsia e inseminazione artificiale, trattamento delle malattie veneree, tubercolosi e altre malattie infettive, prescrizione di farmaci che richiedono ricetta medica, constatazione decesso), quindi tutti quelli esperibili dagli operatori inquadrati nel sistema delle medicine non convenzionali.
È spiacevole dover registrare quanto l’Italia, anche nel campo delle Medicine Complementari ed Alternative, sia differente dagli altri Paesi Comunitari.
Nel Regno Unito, è il “diritto consuetudinario” a regolare l'esercizio delle C.A.M.; alle associazioni professionali è demandato il compito di regolamentarne l'esercizio (preparazione, codice deontologico, ecc.). Ai naturopati è consentito firmare i certificati di malattia o di inabilità al lavoro proficuo, che il Ministero della Sanità riconosce alla stessa stregua di quelli rilasciati dai medici.
In Germania gli Heilpraktiker sono ufficialmente riconosciuti dal 1939 sebbene introdotti costituzionalmente tra il 1869 ed il 1873 con la libertà di cura. Hanno uno status giuridico pari a quello dei medici.
In Danimarca dal 1970, i non medici possono praticare atti specifici che non siano già riservati ai medici allopatici, a meno che non li svolgano sotto la diretta supervisione di quest’ultimo.
In Francia sebbene a suo tempo non ancora legalmente riconosciute, già dal 1982, l'Università di Bobigny istituì il Dipartimento di Medicine Naturali, erogando diplomi in agopuntura, omeopatia, fitoterapia, osteopatia, auricoloterapia, naturopatia, oligoterapia e mesoterapia.
In Liechtenstein dal 1985, piena libertà di esercizio per gli operatori C.A.M., con limitazioni ai soli atti non specificamente medici.
In Olanda dal 1993, con la legge Individual Health Care Professionals Act, operatori non allopatici sono stati elevati allo status di paramedici ed autorizzati alla pratica della medicina.
In Finlandia le C.A.M. sono regolamentate dal 1994, praticabili in strutture pubbliche (dove acquistano una matrice sanitaria) ovvero privatamente.
In Ungheria, con due specifiche direttive tese a regolamentare le C.A.M., nel 1997 sono stati introdotti i “Natural doctors”, medici non allopatici.
In Belgio dal novembre 1999 è in vigore la legge che riconosce le organizzazioni professionali di coloro che esercitano una pratica non convenzionale o ritenuta tale nell'ambito della medicina.
La Norvegia ha sempre avuto una notevole apertura nei confronti delle pratiche e discipline salutistiche, sin dal 1619. Nell'anno 2003, è stata varata una legge sulle discipline complementari che sancisce il riconoscimento degli operatori non medici similmente al modello anglosassone.
In Portogallo dal 2003 è stata proclamata la libertà di scelta terapeutica del cittadino come diritto innegabile. Le C.A.M. sono state assunte dal sistema normativo come “quelle pratiche e discipline che partono da una base filosofica differente dalla medicina convenzionale per applicare propri specifici processi di diagnosi e cura”, riconoscendo agopuntura, chiropratica, naturopatia, fitoterapia, omeopatia, osteopatia.
In Spagna dal 2005, l’Istituto Universitario “Real Maria Cristina” eroga corsi di formazione universitaria per Operatori C.A.M. (Naturopatia, Medicina Tradizionale Cinese, Osteopatia e Chiropratica).
In Svizzera gli Operatori C.A.M, in qualità di terapeuti complementari, sono riconosciuti in tutti i Cantoni.
In U.S.A., Sud Africa, Canada, Nuova Zelanda e Australia, la legislazione riconosce gli Operatori Olistici, sebbene con mansioni diverse tra Stato e Stato.
Un elenco evidentemente lungo e noioso ma, quanto più risulterà lungo e noioso, tanto più sarà da considerare grave il ritardo accumulato negli anni dal nostro bel Paese.
L’Italia, infatti, come già detto, “semplicemente” tollera le Medicine Alternative e Complementari… e lo fa sempre e solo, considerandole “atto medico”!
Tanto è vero che a Terni, nel 2002, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), in presenza di un vuoto legislativo, si è sentita in dovere di riconoscere la medicina ayurvedica, la medicina antroposofica, la medicina omeopatica, l’omotossicologia, la medicina tradizionale cinese, l’agopuntura, la fitoterapia, l’osteopatia e la chiropratica come di esclusiva competenza del medico chirurgo e dell’odontoiatra.
Ma cosa hanno in comune queste discipline con la chirurgia e l’odontoiatria?
Perché ci si ostina a sostenere un sistema ordinistico che esclude a priori qualunque possibilità di allargamento degli orizzonti della medicina?
Ogni anno, presso le facoltà di medicina e chirurgia, il laureando è chiamato a prestare giuramento secondo una formula che, almeno inizialmente, doveva essere un inno alla prevenzione, un richiamo a quei processi che inducono l’organismo a debellare naturalmente la minaccia patogena.
Il giuramento ippocratico, nella sua formulazione originaria, faceva espliciti riferimenti ai rimedi offerti dalla natura, vietava la somministrazione di rimedi che potessero risultare velenosi, rifiutava la pratica di ogni intervento che avesse una natura chirurgica demandando, per questo, a specialisti opportunamente preparati…
L’Operatore delle Medicine Alternative e Complementari, è parte integrante di questo mondo, qualsivoglia sia la sua estrazione.
Le Medicine Alternative e Complementari fanno chiaro riferimento al Corpus Ippocraticum ed al modo di vivere la salute espresso dalla sua antica “ars medicina”:
- riconoscono nell'ambiente, nelle condizioni meteorologiche, nelle sostanze di cui si compongono acqua ed alimenti, le possibili cause di malattia;
- si avvalgono dell'osservazione e dello studio delle manifestazioni di terreno, per compiere valutazioni, prevedere il decorso di uno squilibrio ovvero puntare alla sua correzione;
- si rifanno alle capacità che un adeguato regime alimentare, una moderata attività fisica ed un corretto stile di vita, possano avere sullo stato di salute delle persone.
Lodevole l’iniziativa legislativa condotta da purtroppo ancora poche Regioni, tra l’altro tutte del nord d’Italia: ma non basta!
Servono provvedimenti spendibili da tutti gli Operatori C.A.M., su tutto il territorio nazionale!
Se da un lato non posso che muovere le mie congratulazioni ai Chiropratici, che con maestria hanno saputo sostenere e far valere i propri interessi, ottenendo, con la finanziaria 2008, il tanto agognato riconoscimento tra le “professioni sanitarie”; dall’altro mi chiedo: “perchè si è deciso di portare la Chiropratica agli onori degli altari, relegando Osteopatia, Tui Na, Schatsu, Ayurveda, Omeopatia, Naturopatia, ecc. ai confini della realtà?”
Eppure, ad esempio, tra le C.A.M., la Naturopatia sarebbe quella maggiormente deputata a raccogliere l’eredità dell’ippocratica arte.
Codificata nel “Nature’s path” (“sentiero della natura”) già a partire dal XIX sec. (U.S.A.), consiste in un insieme di pratiche finalizzate al mantenimento della salute e del benessere globale dell’individuo. La sua filosofia trova piena soddisfazione nei principi dettati qualche anno fa dall’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità): “la salute non è soltanto l’assenza di malattia, ma è uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale”.
Nel rispetto di quanto sancito dall’ordinanza inappellabile n°149 del 1988 della Corte Costituzionale Italiana secondo cui “non è medicina” eseguire valutazioni ortostatiche generali e locali, fornire suggerimenti riguardanti stile di vita, alimentazione, uso di prodotti naturali e intervenire su articolazioni con manipolazioni mirate (…in questo contesto anche il dubbio relativo “l’esercizio illegale dell’arte medica”, dal punto di vista giuridico, sarebbe da ritenersi “del tutto irrilevante”), il Naturopata può definirsi un educatore alla salute, a cui sarebbe dato di “…intervenire sulla persona in stato di salute ovvero affetto da C.E.S.E. (quel cumulo di effetti determinati da alterazioni non patologiche) nell'ambito dell'educazione, prevenzione e assistenza al benessere, con metodiche manuali, bioenergetiche e nutrizionali.
È quindi per definizione che il Naturopata lascia doverosamente alla medicina ufficiale ciò che la legge inquadra come prerogativa dei Laureati in Medicina e Chirurgia, ovvero in Odontoiatria e Medicina Veterinaria.
È paradossale dover osservare come, in Italia, ci si interroghi sulla scientificità dei risultati ottenuti con la pratica dell’omeopatia (comunque praticata da professionisti della salute) piuttosto che, ad esempio, sulla capacità effettiva di tatuatori ed estetisti di gestire, anche al di fuori di situazioni di emergenza, il potenziale chirurgico messo a loro disposizione dalla normativa vigente.
Nell’ultima edizione dell’Herrison si legge: “la pratica della medicina combina scienza ed arte. Il ruolo della scienza in medicina è chiaro. La tecnologia scientifica ed il ragionamento deduttivo sono il fondamento della soluzione di molti problemi clinici. Eppure, l’abilità nelle applicazioni più avanzate di laboratorio e di farmacologia non fa, di per sé, un buon medico. La combinazione di conoscenza, intuizione e capacità di giudizio definisce l’arte della medicina, che è tanto necessaria quanto lo è una solida base scientifica”.
L’auspicio non è solo quello di ottenere un riconoscimento istituzionale delle C.A.M. praticabili da operatori opportunamente preparati, a prescindere dalla loro appartenenza alla categoria medica (in linea con le direttive comunitarie), quanto, piuttosto quello:
- di avviare una ristrutturazione del sistema salute;
- di avviare procedimenti formativi tali da creare veri professionisti, capaci di offrire il miglior servizio possibile al cittadino, nel pieno rispetto dei suoi diritti fondamentali;
- di rendere “pari dignità” agli operatori italiani rispetto ai propri colleghi europei.
La libertà della scelta terapeutica (pur mantenendo elevati gli standard di sicurezza ed informazione), è un diritto del cittadino; la difesa di questo diritto da una sempre più diffusa promozione della “ciarlataneria”, è un dovere delle Istituzioni.
Nota : Non Conventional Medicines (NCM), Complementary and Alternative Medicine (CAM) |
| FONTE : http://www.ilconsapevole.it |
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| MARZO 2008 |
| L’INCOGNITA SUL FUTURO DELLA NATUROPATIA |
Nonostante le precisazioni dell’OMS, in Italia gli operatori non medici non costituiscono una realtà riconosciuta. Ma anche le varie discipline naturali dovrebbero rinunciare alla pretesa di unicità
Gli operatori della salute non medici devono essere considerati una risorsa sostenibile e di valore per tutti i paesi del mondo e l’utilizzo di questi operatori nel sistema primario della cura, in stretta collaborazione con gli operatori della medicina convenzionale, contribuisce ad ottenere sistemi di salute più pratici, efficaci, e culturalmente accettabili. Beneficiare del meglio della medicina non convenzionale e di quella convenzionale e di una collaborazione efficiente e fattiva tra i due campi, è un diritto irrinunciabile del cittadino e della comunità”.
Questa è la precisazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che viene ignorata dalle autorità del nostro paese. Nella maggior parte dei paesi della comunità mondiale sono stati adottati i consigli dell’OMS; in molti stati della comunità europea gli operatori non medici o sono una realtà riconosciuta o sono ben visti; in alcuni casi sono tollerati, ma mai ostacolati. Essi contribuiscono con la loro professione ad aiutare la popolazione e ad alleggerire i bilanci dello stato nel capitolo della spesa sanitaria. Nella relazione Lannoye-Collins al Parlamento Europeo - alle pagine 13, 14, 15, paragrafo 5 - viene espressamente citato il fatto che in Europa si è preso atto della esistenza dei “praticioners” non medici, e si ribadisce che tutti gli stati membri dovrebbero consentire al piu’ presto un’armonizzazione di tali operatori, ribadendo inoltre che tali metodiche non possono essere definite esclusivamente sotto la tutela del corpo medico e dei suoi organismi rappresentativi nazionali ed europei, nella misura in cui le “nuove” discipline presentano un approccio autonomo e specifico.
Nel novembre 2007, il Governo italiano con il Decreto Legge n. 206 da attuazione alla direttiva europea 2005/36/CE, riguardante la riforma delle professioni, e all’articolo 26 della stessa, si legge “...vengono sentiti, se si tratta di professioni regolamentate, gli ordini, i collegi o gli albi, ove esistenti, e, in mancanza, le associazioni rappresentative sul territorio nazionale, se si tratta di professioni non regolamentate in Italia, le associazioni rappresentative sul territorio...”.
Nel nostro paese a partire dagli anni settanta si sono via via materializzate numerose associazioni di Naturopati o di Operatori delle Discipline Naturali: vi è stata, per così dire, una proliferazione, un po’ come è avvenuto per la “politica”, forse proprio perché, a causa delle molte elezioni, la politica è entrata nelle associazioni attraverso le solite “promesse elettorali” e, come nella politica, anche nell’esercizio della Medicina Naturale ora... regna il caos... Al di là dei prossimi risultati alle elezioni politiche, resta il fatto che i responsabili dei vari gruppi delle Discipline Naturali dovrebbero trovare il coraggio di rinunciare alle pretese di essere gli unici detentori della visione olistica dell’uomo. Sappiamo che il mondo delle discipline naturali è un mondo complesso perché complesso, ma la complessità non può essere una scusa sufficiente ad impedirci di realizzare il progetto della creazione di una figura professionale così come è intesa e raccomandata dall’OMS. Sappiamo anche che ogni evento procede seguendo le semplici leggi universali, è la nostra mente complicata che non riesce a coglierne l’essenza. Prendiamo ad esempio il meccanismo di funzionamento della medicina ufficiale, accademica, e confrontiamolo con la medicina naturale (o alternativa, ecc…). Un medico, dopo essersi formato all’università sceglie la specializzazione che più gli è consona e, proprio perché la sceglie, sarà per lui fonte di soddisfazione, ne farà un’arte e non si sentirà contrapposto ad altri suoi colleghi che hanno scelto altre specializzazioni accettando di fatto la suddivisione dei compiti. Ciò non avviene nel mondo della medicina naturale, dove in tutte le discipline l’uomo viene considerato nel suo complesso e tutte hanno, per così dire, la stessa base filosofica: in ogni “specializzazione” vi è la visione olistica dell’uomo. E’ questa, a mio avviso, una grande forza che, se imparassimo ad usarla, potremmo sicuramente imporci a livello istituzionale e diffonderci a livello sociale. Riporto un tratto delle considerazioni di Roberto Benvenuti scritte nel suo importante articolo apparso sul precedente numero della nostra rivista dal titolo “Uniamo le nostre forze per uscire dall’ombra” dopo la descrizione di come funziona la suddivisione nel mondo della medicina ufficiale: “...
Tale naturale parcellizzazione, suddivisione, è vissuta senza grandi traumi dal mondo accademico dei medici perché, proprio per loro “forma mentis”, non soffrono suddividendo. Sappiamo che il mondo del naturale, invece, contesta vivamente questa parcellizzazione dell’essere umano operata, con una certa mania quasi chirurgica, e possiamo dirlo tranquillamente, dalla scienza medica, perché noi “abbiamo una visione olistica” dell’uomo (chi più chi meno!). E, questa “visione olistica” che ci contraddistingue è proprio la chiave dell’arcano, perché se da un lato ci permette di mantenere integro l’approccio all’uomo e l’uomo stesso, dall’altro, essendo ognuno di noi “un tutto” resta poco spazio per gli altri e la nostra visione del mondo, quella cioè di ognuno di noi, diviene spesso la sola visione possibile. Infatti nelle scuole di Naturopatia, di Omeopatia, di Shatsu, di Kinesiologia, eccetera eccetera (scusate ma l’elenco è veramente infinito), si studia sempre l’uomo (a volte utilizzando dei termini diversi da anatomia, fisiologia, patologia), ma “cercando” di tenerlo “tutto insieme”, senza suddividerlo a pezzetti, tecnica quest’ultima che pur potendo sembrare comoda nella pratica clinica, dal nostro punto di vista “fa un po’ perdere la visione dell’insieme”...”.
Eppure ognuna di tali discipline è, e deve essere, al tempo stesso, parcellizzazione del tutto e tutto l’intero. E allora com’è potuto succedere che detentori della visione olistica siano finiti in un labirinto apparentemente senza uscita?
Infatti l’uscita esiste, solo non è a noi “olistici” visibile, in quanto trattasi di concetto troppo semplice e perciò di difficile comprensione ad esseri umani così complessi al punto da non comprendere che neppure le discipline da noi praticate esistono, ma che esistono solo degli esseri che le stanno praticando.
E’ altrettanto chiaro che l’unica incognita del nostro avvenire siamo noi e solo noi. |
| FONTE : Pierluigi www.essen.it |
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| OTTOBRE 2007 |
| CONVEGNO NAZIONALE SULLA LIBERTA' DI SCELTA TERAPEUTICA |
Oltre 650 persone sono arrivate all’Auditorum Modigliani di Padova, domenica 7 ottobre, per il convegno dal titolo “Libertà di scelta terapeutica” organizzato dall’associazione culturale “Il Nuovo Mondo”. Un appuntamento ad ingresso libero che ha visto la partecipazione di numerosi e importanti ospiti: il dottor Paolo Girotto, dottor Roberto Gava, dottor Giuseppe Di Bella, dottor Paolo Rossaro, il pedagogo Giovanni Peccarisio e don Paolo Spoladore.
In circa quattro ore sono stati toccati temi fondamentali - ovviamente centrati sulla libertà di scelta - come i pericoli delle vaccinazioni di massa, le evidenze medico-scientifiche del Metodo Di Bella, l’approccio e la visione globale dell’essere umano, l’importanza del terreno biologico nella predisposizione a qualsiasi malattia, l’importanza della psiche e della parte spirituale di ogni essere vivente. Non si è puntato il dito sull’impossibilità di scegliere una strada terapeutica piuttosto che un’altra, sarebbe stato, oltreché inutile anche limitante: si è cercato invece di fornire gli strumenti conoscitivi e informativi, attraverso i quali ognuno di noi è in grado, non solo di poter scegliere la strada migliore - anche se non riconosciuta ufficialmente - ma di prendere in mano la propria vita, diventando finalmente responsabili della propria malattia e quindi della propria salute. Solo conoscendo fino in fondo la malattia e la sua vera origine, è possibile veramente fare qualcosa, tutto il resto serve a poco.
L’osservazione di un fenomeno (vedi sintomo) semplicemente per quello che è esteriormente, guardandolo e basta, non serve alla vera guarigione; se invece ci si ‘allontana’, allargando l’orizzonte osservabile, cioè, se si osserva aldilà del sintomo, allora si può (forse) comprendere che c’è dell’altro oltre alle cellule impazzite, oltre ad un fegato ingrossato, ad una emicrania, ecc. C’è un essere che va ben oltre al semplice corpo fisico…
Qui sta il segreto della vera libertà di scelta terapeutica: non ci può essere scelta se non si comprende appieno cos’è la malattia e soprattutto cosa implica dentro di noi la guarigione. Se al posto del veleno chiamato chemioterapia, uso delle erbe naturali, o l’ascorbato di sodio o il bicarbonato di sodio puro, certamente intossico meno l’organismo, ma faccio scattare la vera guarigione? Giungo fino alla matrice originaria del problema, o mi limito sempre e solo alla parte apparente, al sintomo, alla manifestazione materiale, seppur in modo naturale?
Che ci piaccia o non ci piaccia, siamo sempre all’interno del paradigma allopatico, cioè sintomatico, mentre la guarigione vera è sempre e solo autoguarigione che implica la comprensione globale dell’essere: corpo, anima e spirito.
Se ci limitiamo a considerare solo il corpo fisico, con i sintomi, con le manifestazioni corporee, avremo solamente considerato uno dei tre aspetti, tralasciando però gli altri due.
La stessa cosa se consideriamo solo l’aspetto animico o solo quello spirituale.
Un grazie di cuore ai relatori: Paolo Girotto, Roberto Gava, Giuseppe Di Bella, Giovanni Peccarisio, Paolo Spoladore e Paolo Rossaro, a tutti gli sponsor che credendo nell’iniziativa, hanno reso possibile l’evento.
Infine, un grazie di cuore a tutti coloro che erano presenti domenica, ma anche a tutte le persone che ci hanno sostenuto nella raccolta firme, e che anche se non presenti fisicamente lo erano certamente dal punto di vista spirituale.
L’associazione Il Nuovo Mondo ricorda che tutte le firme raccolte (al momento svariate migliaia) saranno inviate per conoscenza all’assessorato Veneto della Salute e al Ministero di Roma.
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Fonte: disinformazione.it
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| MARZO 2007 |
| NATUROPATIA _ LEGISLAZIONE UE |
In sintesi la figura del Naturopata nei diversi stati europei,
negli Usa e in Sud Africa
a cura di Umberto Villanti (naturopata)
Inghilterra
Nel Regno Unito non esistono leggi che regolano l'esercizio della naturopatia , per cui la maggior parte dei naturopati opera in base al “diritto consuetudinario”, che consente a ciascuno di esercitare tutte le attività non contemplate nel Codice. Tuttavia il pubblico è tutelato perché sono state istituite associazioni professionali che hanno stabilito regole per l'esercizio della naturopatia e il codice deontologico , e che grazie alle loro scuole contribuiscono in ampia misura a creare e a mantenere alti livelli di preparazione. I due organismi professionali più autorevoli inglesi , fondati da oltre 60 anni or sono, la British Naturopathic and Osteopathic Association (BNOA) e la Incorporated Society of Registered Naturopaths (ISRN ), derivano entrambe dalla Nature Cure Association. I membri della BNOA sono diplomati del British College of Naturopathy and Osteopathy, possono usare la sigla ND (naturopathic diploma) e DO (diploma di osteopatia). Possono anche aggiungere MBNOA (membro della BNOA). I membri della ISRN non possono fregiarsi di altri titoli salvo quelli relativi al diploma conseguito presso un'università. Possono però definirsi “naturopata accreditato” e far seguire al loro nome “diplomato presso la scuola di terapie naturali di Edimburgo”. Ai membri della BNOA non è consentito diffondere altri annunci pubblicitari tranne un avviso standard che provvede a pubblicizzare l'associazione stessa quando il loro studio cambia indirizzo. La ISRN consente ai suoi membri di pubblicizzare annunci pubblicitari , sotto forma di semplice “scheda professionale”, sulle riviste mediche ufficiali, però nessuna delle due associazioni consente ai suoi membri di precisare in tali annunci o sulla propria carta intestata i metodi e le tecniche adottate. Il Codice Professionale per l'esercizio pratico della naturopatia è conforme a quello dei medici sia per quanto attiene al segreto professionale sia per quanto riguarda il comportamento nei confronti dei colleghi , il trattamento dei minori e altre considerazioni di carattere etico. Dato il tempo che è necessario dedicare ad ogni singolo cliente, i naturopati esercitano quasi tutti privatamente e i loro onorari possono variare a seconda della zona e in generale dalla zona in cui è ubicato lo studio, anche se di solito corrisponde alle tariffe previste dalle associazioni. Attualmente le più importanti società assicuratrici private non rimborsano le spese sostenute per le terapie naturali. La BNOA ha protestato, e sta portando avanti delle azioni atte ad ottenere il rimborso delle assicurazioni. Ai naturopati è consentito firmare i certificati di malattia o di inabilità al lavoro proficuo, che il Ministero della Sanità riconosce alla stessa stregua di quelli rilasciati dai medici.
Olanda
Nel 1993, con la legge Individual Health Care Professionals Act, operatori non allopatici sono stati autorizzati alla pratica della medicina in Olanda. La nuova legge è effettiva dal 1/12/1997 ed equipara lo status legale dei praticanti MnC a quello dei paramedici: possono praticare la medicina ad esclusione di specifici atti medici che sono riservati ai medici allopatici, a meno che tali atti non vengano praticati sotto la supervisione di un medico allopatico. Violazioni di questo monopolio limitato sono perseguibili. Gli atti riservati ai medici allopatici sono: procedure chirurgiche, procedure ostetriche, cateteri ed endoscopie, punture ed iniezioni, anestesia generale, procedure che coinvolgono l'utilizzo di sostanze radioattive e radiazioni ionizzanti, cardioversione, defibrillazione, terapie elettroconvulsive, litotripsia e inseminazione artificiale. Anche senza formazione medica o paramedica, le persone possono iscriversi in una delle tre accademie di naturopatia che offrono corsi a tempo pieno di tre o quattro anni. In Olanda un'attiva associazione di naturopati, vista con simpatia dal governo, ha istituito una Commissione per la Medicina Alternativa con il compito di studiarne il riconoscimento giuridico.
Belgio
L'esercizio della medicina veniva riservato ai medici allopatici dalla legge del 1967. Dopo la delibera della Commissione Europea è stata adottata una nuova legge (29/4/1999 attiva dal novembre 1999) [Loi relative aux pratiques non conventionelles dans les domaines de l'art medical, de l'art pharmaceutique, de la kinesitherapie, de l'art infermier et des professions paramedicales + decreto reale attuativo 4/7/2001 relativo al riconoscimento delle organizzazioni professionali di coloro che esercitano una pratica non convenzionale o ritenuta tale nell'ambito della medicina]. Secondo l'articolo 8 la pratica di una MnC registrata è permessa dietro rilascio di licenza da parte dei Ministeri per gli Affari Sociali, Salute Pubblica e Ambiente. Secondo l'articolo 9 gli operatori MnC debbono avere cartelle cliniche di ogni paziente. Gli operatori che non sono anche medici allopatici debbono ottenere una diagnosi formulata da un medico allopatico prima di iniziare il trattamento. Se il paziente decide di non consultare un medico allopatico prima di rivolgersi ad un operatore MNC deve dichiararlo per iscritto. Gli operatori delle MnC debbono premunirsi di non deprivare i pazienti del trattamento allopatico e quindi i praticanti non medici debbono tenere informato il medico curante della salute del paziente. Con il permesso del paziente gli operatori delle MnC possono consultare anche altri operatori non medici. Infrazioni a questa legge - in particolare praticare MnC senza licenza o trattare pazienti senza aver ottenuto una diagnosi da un medico allopatico oppure senza la volontà per iscritto del paziente di voler evitare tale diagnosi - comportano il rischio di una multa (art. 11) o della sospensione o ritiro della licenza (art. 8). L'agopuntura può essere praticata anche da fisioterapisti, infermiere e ostetriche dopo un training di 750 ore (250 di teoria base MTC, 250 di patologia MTC, 250 di pratica clinica) concluso da una tesi. [Sono ritenute pratiche mediche non convenzionali: l'omeopatia, la chiropratica, l'osteopatia e l'agopuntura e altre pratiche che abbiano ottenuto riconoscimento ufficiale dal Re mediante istituzione di un'apposita 'camera'. Le organizzazioni professionali dei praticanti di tali terapie per ottenere e mantenere il relativo riconoscimento debbono soddisfare le condizioni delineate nel decreto del 4.7.2001: 1) Essere riconosciute come unioni professionali conformemente alla legge del 31.3.1898 sulle unioni professionali. 2) Indirizzarsi a coloro che esercitano questa attività in almeno due delle tre regioni in cui si divide lo Stato Belga. 3) Disporre di un regolamento interno che regola diritti e doveri dei membri. 4) Stabilire norme concernenti i compensi economici relativi all'esercizio della pratica. 5) Stabilire norme relative all'iscrizione di nuovi membri, soprattutto per quanto riguarda la formazione di base e specifica, gli stages pratici effettuati, i diplomi o i certificati posseduti, l'istituto che li ha rilasciati, la formazione permanente e la valutazione delle qualità. 6) Avere la copertura delle responsabilità civili e professionali di tutti i suoi membri presso una compagnia di assicurazione legalmente autorizzata e riconosciuta in Belgio. 7) Impegnarsi a partecipare alla ricerca scientifica. 8) Rendere pubbliche le terapie mediche utilizzate, i progressi scientifici e i risultati raggiunti nella cura dei pazienti. 9) Impegnarsi ad inviare annualmente al Ministero della Sanità la lista dei membri dell'organizzazione con relativi diplomi, certificati e gli indirizzi dove essi esercitano la professione. Il riconoscimento dell'Organizzazione professionale vale sei anni e può essere rinnovato.
Norvegia
La Norvegia , ha sempre avuto una notevole apertura nei confronti delle pratiche e discipline salutistiche , sin da 1619. Nell'anno 2003 , è stata varata una legge sulle discipline complementari , che sancisce il riconoscimento degli operatori non medici similmente al modello anglosassone associativo. In Norvegia gli operatori non medici naturopati sono definiti anche Heilpraktiker. La legge è la numero 64 del 27 giugno 2003, relativa al trattamento alternativo delle malattie. La finalità della legge è quella di garantire la sicurezza del cittadino e del paziente , attraverso la regolamentazione della pratica della medicina alternativa e complementare (CAM). La legge non specifica quali siano le diverse tipologie di CAM, ma prevede la possibilità di costituire appositi registri professionali, con l'iscrizione dei partecipanti su base volontaria, presso il Ministero della Salute. Solo i praticanti registrati avranno però diritto di fare il riferimento, nei propri titoli professionali, alla propria specialità della specifica autorizzazione. La legge norvegese pone in ogni caso un limite generale, che consiste nel riservare il trattamento e la cura delle malattie gravi per la salute del paziente, o pericolose per la salute pubblica, soltanto al personale facente parte del sistema sanitario pubblico. Agli altri praticanti (CAM), in tali circostanze, è consentito intervenire solo al fine di alleviare i sintomi della malattia o gli effetti collaterali degli altri trattamenti ricevuti con il solo scopo specifico di rinforzare il sistema immunitario del paziente e le sue capacità di autoguarigione.
Danimarca
I medici allopatici non hanno restrizioni rispetto alle tecniche mediche che possono usare. Il titolo di 'medico' è riservato ai medici allopatici. La legge del 1970 (Practice of Medicine Act) permette agli operatori non medici di praticare la medicina senza licenza e a prescindere dalla formazione, però essi non sono riconosciuti ufficialmente come operatori sanitari, i loro titoli non sono protetti e non sono integrati nel sistema sanitario nazionale. I non medici non possono praticare atti specifici che sono riservati ai medici allopatici (articoli 23-26 del comma 426 del practice of medicine act del 1976) a meno che non li svolgano sotto la diretta supervisione di un medico allopatico. Gli atti riservati ai medici sono: trattamento delle malattie veneree, tubercolosi e altre malattie infettive; chirurgia, somministrazione di anestetici generali o locali, assistenza ostetrica, prescrizione di farmaci che richiedono ricetta medica, raggi x o radioterapia o terapie con macchinari elettrici. Sotto supervisione (ancillary staff) le MnC sono praticabili senza restrizioni. Più recentemente, la Danimarca sigla una nuova legge del 19 maggio 2004, sul sistema di registrazione amministrativa di coloro che praticano le CAM. L'impianto della legge danese è simile a quella norvegese del 2003, dato che propone fondamentalmente di tutelare la salute di coloro che vogliono usufruire delle CAM, stabilendo le modalità per la registrazione delle organizzazioni interessate presso il Ministero della Salute. La registrazione è infatti volontaria, ma consente ai professionisti dell'associazione di potere usare il titolo di “curatore alternativo registrato”.La legge danese impone inoltre il possesso di una serie di requisiti specifici alle organizzazioni che intendono registrarsi, quali:
1)essere costituite da un “numero considerevole di membri”;
2) avere disposizioni statutarie che assicurino un funzionamento interno democratico;
3)avere adottato dei codici di autoregolamentazione che stabiliscono delle “buone pratiche cliniche”.
Germania
In Germania questa professione è molto forte, gli Heilpraktiker sono ufficialmente riconosciuti dal 1939 (Legge sull'esercizio professionale dell'arte medica senza nomina - legge sugli "Heilpraktiker"- del 17 febbraio 1939 (RGBl (G.U. del Reich) I, pag. 251) ed hanno uno status giuridico al pari dei medici. La Deutsche Heilpraktikerschaft è la più importante associazione professionale e conta migliaia di iscritti. In Germania venne introdotta costituzionalmente, tra il 1869 e il 1873, la libertà di cura (un’ iniziativa di medici accademici che vollero eliminare intrusioni statali nel loro mestiere). In seguito si formarono associazioni che entro il 1928 si unificarono in un'organizzazione integrale, il Grossverband Deutscher Heilpraktiker. Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1945, le associazioni dei Heilpraktiker si organizzarono, a livello sindacale, come associazioni di liberi professionisti e si diede il via a scuole, strutture e infrastrutture professionali private. La maggior parte di loro pratica la naturopatia e la medicina complementare. In Germania oggi non esiste monopolio legale della pratica della medicina. Quindi, operatori non allopatici (naturopati – heilpraktiker) con licenza possono praticare la medicina e tutti i medici possono usare MnC. Esistono tuttavia restrizioni su atti medici specifici. Solo i medici allopatici e i dentisti sono autorizzati alle cure dentistiche. Solo i medici allopatici possono curare malattie veneree, patologie epidemiche e contagiose, somministrare rimedi specifici, somministrare o prescrivere anestetici e narcotici, praticare ostetricia e ginecologia, fare raggi X e autopsie e rilasciare certificati di morte. Infrazioni possono comportare sanzioni penali. Gli Heilpraktiker (naturopati) con licenza possono praticare la medicina ad esclusione dei suddetti atti. Per ottenere una licenza bisogna avere almeno 25 anni, essere cittadini tedeschi o europei, aver ultimato la scuola dell'obbligo, avere una buona reputazione così da garantire una normale prassi professionale, avere un certificato medico che affermi che non esistono indicazioni di disabilità fisica o mentale né dipendenza da droghe e passare un esame davanti ad una commissione della salute che provi che il candidato ha qualificazioni sufficienti e sufficiente abilità per poter praticare come Heilpraktiker e che i trattamenti offerti dal candidato non danneggino la salute pubblica. L'esame verifica le conoscenze base di anatomia, fisiologia, igiene, patologia. Sterilizzazione, disinfezione, diagnosi [!] e regolamentazione sanitaria, in particolare la legge concernente le epidemie. Le cure prestate dall'Heilpraktiker sono rimborsabili alla stessa stregua di quelle fornite da medici, dentisti, come risulta dal comma 3 del “Regolamento attuativo del comma 33 della legge sulla previdenza sociale degli impiegati pubblici” (Verordnung zur Diirchfuhrung des Beamtenversorgungsets) .
Ungheria
Anche se i medici allopatici sono coloro che abitualmente prestano la maggior parte delle cure, medici ed operatori non allopatici possono prestare specifici trattamenti MnC. Nel febbraio 1997 sono passate due leggi di carattere globale sulle MnC: Il decreto governativo 40/1997 (IV 5) Korm. R. sulla medicina naturale e il Decreto del Ministero del Welfare 11/97 (V 28) su alcuni aspetti della pratica della medicina naturale. Questi due decreti in maniera chiara e ufficiale integrano medici allopatici e medici non allopatici che praticano MnC nel sistema sanitario nazionale. I decreti sono attivi dal 1/7/1997. Il decreto stigmatizza precise linee guida attinenti l'iter studiorum della formazione MnC come della sua pratica. Ognuna delle discipline MnC ha il suo training specifico ed esame di stato. Gli operatori non allopatici possono legalmente praticare MnC dopo aver passato l'esame. Gli articoli da 1 a 7 del decreto regolano le condizioni per la pratica della MnC. Gli annessi 1-4 i requisiti specifici per ogni forma di MnC. L'articolo 1 definisce tre categorie di persone autorizzate alla pratica: medici allopatici, operatori con alte qualificazioni mediche non accademiche e altri operatori non allopatici. I "natural doctors" sono praticanti autorizzati che hanno passato gli esami richiesti e possono usare MnC. L'articolo 1 contiene anche restrizioni sull'uso delle MnC: Solo i medici allopatici possono praticare omeopatia, medicina cinese e tibetana (inclusa l'agopuntura) [!] cure dentarie, terapie con ossigenazione, neuralterapia, antroposofia e risonanza biomagnetica. Sia i medici allopatici che i praticanti medici con alte qualifiche non accademiche possono praticare terapie manuali. I praticanti che non hanno un’alta qualifica nell'ambito salute possono praticare agopuntura, massaggio terapeutico, consigli sullo stile di vita, riflessoterapia, bioenergetica, fitoterapia ed auricoloterapia [!]. L'articolo 2 chiarisce le circostanze in cui i "medici naturali" possono praticare. I paragrafi 1 e 2 stabiliscono che i medici allopatici sono incaricati della diagnosi, della pianificazione terapeutica e del follow-up. Gli altri praticanti che ne abbiano la qualificazione possono partecipare alla cura della persona o su richiesta del paziente o del medico curante. I "Natural doctors" che non sono medici allopatici possono praticare, o sotto supervisione del medico allopatico o, più autonomamente, dopo che il medico allopatico ha formulato una diagnosi. Il medico allopatico consultato non può opporsi alla scelta del paziente di rivolgersi ad un medico naturale. L'annesso 1 contiene una lista completa delle terapie non convenzionali permesse e dei soggetti autorizzati a praticarle. L'annesso 2 stigmatizza le informazioni che i medici naturali debbono registrare, come la storia del paziente e la descrizione del trattamento. L'annesso 4 fornisce i requisiti teorici e pratici per gli esami di agopuntura, tecniche di massaggio, consigli sullo stile di vita, riflessologia, fitoterapia , bioenergia e auricoloterapia. Per ogni terapia l'annesso elenca la definizione della tecnica, i requisiti teorico-pratici, le regole etiche e gli argomenti specifici d'esame.
Francia
Le persone, non medici allopatici che abitualmente o continuativamente diagnosticano o trattano patologie, reali o supposte, o che intraprendono procedure considerate atti medici, praticano la medicina illegalmente. Nonostante la perseguibilità, praticanti non allopatici e naturopati continuano a praticare e il numero di medici allopatici che usano MnC è in continuo aumento. I medici allopatici forniscono in prima persona trattamenti non convenzionali o assistono persone che praticano - illegalmente - MnC. In entrambi i casi rischiano di essere perseguiti per sanzioni civili e penali. Negli ultimi tempi pare che i tribunali stiano diventando più tolleranti verso la pratica delle MnC. L'università di Bobigny ha istituito il dipartimento di Medicine Naturali nel 1982. Da allora ha erogato diplomi in agopuntura, omeopatia, fitoterapia, osteopatia, auricoloterapia, naturopatia, oligoterapia e mesoterapia. E' permesso l'insegnamento di pratiche MnC ai non medici.
Spagna
In Spagna la pratica della medicina è esclusiva dei medici allopatici. Paramedici diplomati possono praticare atti medici sotto supervisione di un medico allopatico. Le tre categorie di medici allopatici sono: tecnici odontoiatrici, psicologi e laureati in scienze infermieristiche, che comprendono anche i fisioterapisti. Alcuni paramedici praticano illegalmente le MnC. Le autorità statali sono relativamente tolleranti con i medici che privatamente esercitano le MnC e con i praticanti non allopatici che usano le MnC. Il 23/1/1984, in risposta ad un caso concernente agopuntura e riflessologia, la Suprema Corte spagnola ha dichiarato che non è necessario avere una laurea in medicina per praticare medicina. Comunque solo professionisti medici accreditati possono fare una diagnosi, un’analisi clinica o medica o decidere di applicare una specifica terapia. Il 19/6/1989 una sentenza della Corte Suprema dichiarò non colpevole di abuso della professione medica un praticante di agopuntura-moxibustione, non medico, sostenendo che: il praticante aveva diversi titoli stranieri ed era membro della Società di Ricerca Latinoamericana su Agopuntura e Moxibustione e, poiché la MnC non è insegnata nelle facoltà di medicina spagnole e non c'è certificazione che autorizzi o legalizzi la pratica medica non convenzionale, essa legalmente non esiste. Di conseguenza non corrisponde ad alcuna professione definita per legge quindi non può essere connotata di abuso di professione. Nel gennaio 1993 la Corte Suprema ha rilasciato un agopuntore non medico. La motivazione è stata la stessa: la MnC non è inclusa nella lista delle specialità mediche e quindi la pratica di MnC non connota intrusione nel campo della medicina. Allo stesso modo l'associazione spagnola dei fisioterapisti ha denunciato alcuni chiropratici per abuso della professione medica (intrusion into the field of medicine) ma nel marzo 1997 la Corte Suprema ha deliberato che chiropratici e altri operatori che usano MnC non commettono abuso (are not committing intrusion). I naturopati attualmente sono una categoria forte e compatta, riconosciuta dal Ministero del Lavoro, e recentemente oggetto di dibattito in sede legislativa per la futura regolamentazione. La Catalogna è attualmente la regione più avanzata come proposte positive, e il segretario della salute Marina Geli ha assicurato, che entro il 2006 ci sarà una forma di riconoscimento per questi professionisti. Parallelamente, la FENACO e la COFENAT (associazioni di terapisti complementari fra cui i naturopati), la UPTA (sindacato dei lavoratori) e il centro universitario Real Maria Cristina ( www.holograma.com ) hanno siglato un accordo per elevare la formazione del naturopata istituendo dei corsi universitari (180 CFU + 120 CFU, ossia il 3+2) per questi operatori.
Portogallo
Il Portogallo ha approvato la recente legge (Decreto Legge 13/93 del 15 gennaio 2003), di inquadramento di base delle medicine complementari. La legge Portoghese , come già avvenuto nella normativa olandese, proclama la libertà di scelta terapeutica del cittadino come diritto innegabile, e da tale principio da derivare la necessità sia di un riconoscimento delle medicine complementari sia di una loro regolamentazione, in modo da assicurare competenza e responsabilità nelle prestazioni professionali offerte dagli operatori. La legge rinvia all'inquadramento delle medicine complementari da parte dell'OMS e le definisce come “quelle pratiche e discipline che partono da una base filosofica differente dalla medicina convenzionale applicando processi specifici di “diagnosi” e “cura” proprie”. Nel testo è presente però una lista “chiusa” di sei discipline non convenzionali riconosciute (diversamente dalla legge belga, che lascia la possibilità di riconoscimento di altre discipline oltre a quelle menzionate) e che sono: agopuntura, chiropratica, naturopatia, fitoterapia, omeopatia, osteopatia. L'indicazione degli standard per la formazione e la certificazione dei professionisti, spetta ad una neoistituita commissione tecnica consultiva interministeriale costituita da rappresentanti dei ministeri della salute e dell'istruzione universitaria e scientifica, e da rappresentanti delle discipline non convenzionali. L'esercizio delle medicine complementari è concesso solo ai soggetti in possesso dei requisiti stabiliti (medici e non medici) per ciascuna pratica complementare. Oggi, chi vuole praticare l'esercizio della naturopatia in Portogallo dovrà frequentare una scuola riconosciuta (anche privata) per quattro anni a tempo pieno, e studiare le materie scientifiche di base oltre a quelle di indirizzo scelto (naturopata , omeopata , osteopata ecc.).
Federazione Russa
La sezione 34 dei principi fondamentali della legislazione sanitaria della Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche richiede che i medici usino solo farmaci e metodi diagnostici, profilattici e terapeutici che siano autorizzati dal ministero della salute. Né l'omeopatia né i farmaci omeopatici sono autorizzati. Per contrasto, il diritto di praticare l'arte del guarire della medicina popolare è protetto dalla sezione 57 della legislazione della Federazione Russa. Rimane da capire come tale norma sarà interpretata, ma in generale il suo linguaggio aperto suggerisce che sia probabile che i praticanti delle MnC abbiano larghe possibilità di esercizio.
Svizzera
I naturopati, terapeuti complementari, sono riconosciuti in diversi cantoni: -Canton Appenzello Esterno -Canton Berna (legge sanitaria entrata in vigore già dal 1 gennaio 2002) -Canton Ticino (dopo lunghe trattative delle associazioni NVS e ATNT la legge cantonale ticinese per il terapista complementare e guaritore è entrata in vigore il 1° marzo 2004. L’intero testo di legge è stato pubblicato nelle NVS- Mitteilungen 2/2004 e può anche essere consultato direttamente via Internet: http://www.ti.ch/CAN/temi/rl/) -Canton Ginevra (nel canton Ginevra esiste già l’obbligo di registrazione per coloro che esercitano nel campo della medicina naturale, naturopati compresi) .
Malta
I medici non allopatici non hanno riconoscimento legale a Malta e, al momento presente, non c'è sistema di registrazione valida per tali operatori. Come stipulato nel cap. 31 delle leggi di Malta, i praticanti non allopatici non sono autorizzati a praticare procedure riservate per i professionisti sanitari allopatici quali fisioterapisti, medici e farmacisti. Comunque non sono interdetti dalla pratica della medicina. Le forme di MnC, che possono ottenere licenza dal Ministero della Sanità, sono agopuntura, moxibustione e Medicina Tradizionale Cinese. Le condizioni per la licenza sono fissate dal Ministero della Sanità. L'agopuntura non è una professione registrata a Malta. Le licenze per la pratica dell'agopuntura vengono rilasciate dietro prova di adeguata preparazione ed esperienza. La licenza va rinnovata annualmente con richiesta scritta. Gli agopuntori impiegati presso il centro Mediterraneo di Medicina Cinese sono normalmente sia dottori allopatici che agopunturisti [non allopatici].
Finlandia
Solo i medici allopatici e, per decreto 564/1994, i chiropratici registrati, i pranoterapeuti e gli osteopati sono riconosciuti come operatori sanitari e possono praticare la medicina e nello specifico fare diagnosi e richiedere parcelle. Comunque, secondo la legge 559, altri operatori della salute possono trattare pazienti se non lo fanno all'interno dei servizi pubblici e se non pretendono di essere operatori sanitari professionali. Solo le categorie abilitate sono soggette a supervisione nella pratica della MnC, gli altri operatori non sono supervisionati né sono regolamentate le loro licenze.
Liechtenstein
Secondo l'articolo 24 paragrafo A Lit.1 della Health Law 18 Dic. 1985 gli operatori MnC e i naturopati possono erogare cure purché si astengano dal praticare quegli atti che sono riservati ai medici allopatici. Anche se non ci sono state sentenze su questo punto, nessuno degli atti medici elencato dall'art. 24 paragrafo A Lit. I è riservato ai medici allopatici (in particolare quelli in relazione con la medicina naturale). Di conseguenza, gli operatori naturopati per praticare legalmente hanno semplicemente bisogno di una licenza di commercio, anche se non è loro permesso operare all'interno del sistema sanitario statale. Un nuovo dipartimento medico ha il compito di fornire licenze e controllare le condizioni della pratica.
Oltre l'Europa
U.S.A.
La legislazione circa questa professione è diversa da stato a stato. In Arizona, nello stato di Washington, nel Nevada, nell'Oregon, e recentemente nello stato della California, esistono appositi organismi governativi, che prima di concedere la licenza di esercizio della professione, sottopongono ad esami i diplomati (abilitazione - holistic-certified praticioner) che hanno frequentato un corso quadriennale.
Sud Africa
Anche in Sudafrica il controllo avviene mediante un esame di stato. Attualmente il South African Associated Health Services Board riconosce e controlla circa 600 naturopati. In Nuova Zelanda, come in Canada e in Australia , la legislazione è molto simile agli U.S.A. |
| FONTE : http://www.istitutomedicinanaturale.it |
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| SETTEMBRE 2006 |
| LA POPOLAZIONE IN ITALIA CHE UTILIZZA LE MNC |
La popolazione che in Italia utilizza le MNC Medicine Non Convenzionali secondo alcune rilevazioni:
>> ISTAT (1996-99): 9 milioni = 15,6% della popolazione;
>> DOXA (2003): 23% della popolazione;
>> ISPO (2003) il 65% della popolazione ha dimestichezza col termine MNC e le conosce;
>> FORMAT (2003) il 31,7% vi ha fatto ricorso almeno una volta; il 23,4% le utilizza regolarmente;
>> CENSIS poco meno del 50% le considera utili, più del 70% vorrebbe che fossero rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale, il 65% circa vorrebbe un maggior controllo da parte delle autorità sanitarie;
>> Menniti-Ippolito et al. (Annali Ist. Sup. Sanità 2004) su un campione di 52.332 famiglie per un totale di 140.011 individui, l’utilizzo di MNC da parte della popolazione italiana in un triennio è stato di almeno il 15,6% (Omeopatia 8,2%, Trattamenti manuali 7,0%, Fitoterapia 4,8%, Agopuntura 2,9%, altre MNC 1,3%);
>> EURISPES (Rapporto Italia 2006) circa 11 milioni gli italiani ricorrono alla Medicine Non Convenzionali. Nel centro Italia: 1 persona su 6 ha utilizzato almeno una MNC negli ultimi anni.
I numeri italiani, pur in forte crescita anche grazie all’arrivo di tanti stranieri che portano con sé le proprie abitudini terapeutiche, sono poca cosa rispetto a diversi Paesi del resto d’Europa. Il Regno Unito è la nazione che vanta la tradizione storica maggiore in questo settore: più del 35% della popolazione ricorre abitualmente e con soddisfazione alle MNC. A livello di volumi poi, la Francia e la Germania sono le nazioni con il tasso più elevato di utilizzo: rispettivamente il 49 e il 46% della popolazione. Seguono il Belgio con il 31%, i Paesi del Nord con circa il 25%.
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| SETTEMBRE 2005 |
Medicine alternative: è boom, ma c'è ancora troppa confusione
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Gli italiani sempre più amanti di integratori alimentari, medicine alternative, prodotti biologici. Ma quanto ne sanno veramente? Spessissimo si informano su prodotti e terapie di cui hanno sentito parlare, un po’ per effettivo interesse, un po’ per moda. Una cosa è certa, in queste tecniche e prodotti gli italiani dimostrano sempre più fiducia e soddisfazione, come confermano sei esperti su dieci. Di fatto però, per 7 esperti su 10, il livello di conoscenza in molti è ancora basso: spesso si basano su quello che vedono in Tv e sui consigli di amici e parenti. Dati confermati da un test su medicine alternative, integratori, prodotti naturali e bio: se molti dimostrano di avere le idee chiare, non mancano errori e strafalcioni. Per il 31% degli intervistati l’omeopatia (utilizzata abitualmente da oltre l’8% della popolazione) è un metodo di cura che utilizza la telepatia, mentre i fiori di Bach, la base della floriterapia, altro non sono che fiori usati per le tisane dal famoso musicista, Johann Sebastian Bach (37%). L’Aloe Vera? Un prodotto ammorbidente, utilizzato in detersivi e creme di bellezza (42%).
E' quanto emerge dallo studio promosso dall’Osservatorio Federsalus (Federazione Italiana che riunisce le aziende produttrici di prodotti salutistici) e realizzato attraverso 90 interviste ad esperti (medici, nutrizionisti e farmacisti) e 250 test su italiani (60% donne e 40% uomini, in base a chi si avvicina in media a medicine alternative, ai prodotti bio e all’utilizzo degli integratori). Lo studio è stato condotto per verificare il grado di conoscenza di prodotti, tecniche e terapie ormai entrate nell’uso comune e di cui i media parlano con grande frequenza.
“Ci troviamo di fronte ad uno scenario estremamente rilevante – sottolinea Renato Minasi, Presidente di Federsalus - 10 milioni e 600 mila acquistano prodotti e servizi dedicati al wellness. È boom per integratori alimentari, che hanno raggiunto un valore del fatturato globale di circa 860 milioni di Euro (con oltre 80 milioni di confezioni vendute), con un incremento che nel solo mese di giugno ha fatto registrare un +17% sul giugno 2004 (dati Ac Nielsen). Cresce il consumo di prodotti biologici e il ricorso a medicine alternative, con un altissimo grado di soddisfazione e fiducia sull’efficacia. Chiaramente si tratta di un fenomeno relativamente nuovo, che richiede tempo per essere assimilato, normale quindi che ci siano ancora errori da parte del pubblico. D’altra parte il mercato Italiano, parlando di integratori, che pure stanno vivendo un periodo di crescita esponenziale, assorbe il 9% dei 16 miliardi di Euro del mercato europeo, contro il 20 – 22 di Francia, Inghilterra e Germania”.
Italiani assetati di informazioni e sempre più fiduciosi negli effetti, ma per 7 esperti su 10 serve ancora più informazione. Gli italiani quando si rivolgono a medici e farmacisti, sempre più spesso domandano informazioni su prodotti, terapie alternative e integratori. A dirlo è il 47% degli esperti, a cui si aggiunge il 21% che dice che più di una volta è capitato. Solo il 4% ha detto che non gli è mai capitato che qualche cliente o paziente apparisse veramente interessato o comunque molto raramente (6%). Ma quali sono, secondo gli esperti, i motivi per cui sempre più italiani si rivolgono alla medicina alternativa e utilizzano prodotti naturali o integratori? In molti casi, dice il 58%, si tratta di un effettivo interesse e convinzione della loro utilità. Ma non è la sola ragione: per il 46% si tratta in molti casi di curiosità, ma anche la sempre maggior ricerca del benessere che fa sì che ci si rivolga a tutto ciò che il mercato offre (37%), a cui si aggiunge una sorta di sfiducia nei confronti della medicina tradizionale (34%). Quando però si parla di nuove tecniche, come è accaduto per lo shiatsu, spesso ad influire contribuisce la moda del momento (29%).
In generale che tipo di atteggiamento hanno gli Italiani nei confronti di medicine alternative, integratori, prodotti naturali, ecc.? Al primo posto sicuramente un atteggiamento entusiastico e di grande fiducia (63%), di speranza, che finalmente possano essere risolti piccioli e grandi problemi che magari li affliggono da anni (55%) e di grande fiducia (49%). Nessuno scetticismo o sospetto? Sì, dice il 38%, ma riguarda una parte molto esigua di persone, così come sono in pochi ad averne “paura” (come sostiene il 32%).
Secondo il 47% degli esperti però serve ancora più informazione. Il 23% lo conferma dicendo che ancora c’è chi ne sa poco, e che c’è chi si affida al sentito dire. Solo il 12% è convinto che ci sia fin troppa informazione.
Comunque gli italiani non sono esenti da errori: primi fra tutti quelli sulla terminologia e i nomi dei prodotti (71%), così come le diverse tipologie di prodotti/trattamenti e il loro utilizzo (64%). Non solo, c’è confusione sugli effetti di determinate pratiche (58%) e le situazioni in cui si rende necessaria il loro utilizzo (45%).
Le ragioni alla base di questi errori? Sicuramente “le fonti” da cui prendono le informazioni. E nello specifico chi cade più spesso in errore normalmente ha attinto informazioni da quello che vedono e di cui sentono parlare in Tv (35%) e dai consigli che arrivano da amici e colleghi di lavoro (21%) e dai parenti (17%). Non manca chi travisa ciò che vede nella pubblicità e internet (11%), così come nelle riviste specializzate (5%).
I fiori di Bach? Tisane del famoso musicista. L’omeopatia? Tecnica di cura “telepatica”, mentre la pappa reale è un afrodisiaco, creato in origine per il Re Sole. Ma questa convinzione degli esperti che gli italiani ne sappiano ben poco di medicine alternative, prodotti naturali, integratori e così via, è fondata o si tratta forse di un’esagerazione? Dalle risposte date da 250 italiani ad un semplice test che prevedeva tre possibilità di risposta (con una sola risposta esatta), sembra confermare le paure e i dubbi espressi dagli esperti.
Dubbi ci sono persino sul significato di “medicine alternative”: se il 47% ha risposto correttamente “le teorie e le pratiche mediche che si allontanano in misura più o meno grande dalla medicina ufficiale”, c’è chi ha detto che sono solo “le pratiche mediche orientali” (21%) o tutte “le pratiche mediche che non vengono riconosciute in Italia” (32%), ignorando che molte di queste sono praticate in strutture pubbliche.
E l’omeopatia, che è la medicina alternativa più utilizzata (oltre l’8% della popolazione)? Per il 31% è un metodo di cura che utilizza la telepatia. È il 52% che ha risposto correttamente dicendo che è una tecnica che si basa sul principio che la malattia può essere curata con ciò che la provoca. Non va tanto meglio per i fiori di Bach: se ben il 44% sa che sono i fiori individuati da Edward Bach per la floriterapia, per il 37% sono invece fiori usati per le tisane dal famoso musicista, Johann Sebastian Bach. E l’Aloe Vera? Forse grazie alla pubblicità che ne evidenzia i vantaggi in prodotti diversissimi tra loro, il 42% pensa sia un prodotto ammorbidente, utilizzato in detersivi e creme di bellezza, anche se il 35% sa che è una pianta dalle cui foglie si estrae un succo condensato o un gel utilizzato per numerose terapie di medicina alternativa. La Pappa reale, il 33% sa benissimo che è il “nutrimento dell’ape regina, che ha effetti stimolanti per l’organismo, aumenta le difese immunitarie e rigenera”, ma per il 32% è “un piatto afrodisiaco creato per il Re Sole”.
Alcuni dubbi persino sui “cibi bio”: l’11% ancora ritiene essere quelli creati dalla bioingegneria, modificati in laboratorio”. E per quanto riguarda gli integratori alimentari? Sei su dieci (59%) sanno che sono “prodotti per ottimizzare gli apporti nutrizionali e migliorare le funzioni fisiologiche dell’organismo”, ma il 24% è convinto che siano “prodotti alimentari fatti con farine integrali”. Cosa sono e a cosa servono gli integratori di sali minerali? Il 66% sa che servono per integrare quelli presenti nell’organismo in particolari condizioni (attività fisica, forte sudorazione, ecc.), ma il 15% è convinto che “siano sali speciali e aromatizzati utilizzati dai grandi chef” o vengono confusi con “i sali poveri di sodio utilizzati da chi ha problemi di pressione alta” (19%). |
| FONTE : KATAWEBSALUTE |
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PROPOSTE DI LEGGE ARRIVATE IN PARLAMENTO |
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| Quali sono le proposte arrivate in parlamento dal 2006 ad oggi ? |
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- Disegno di Legge n. 2152, presentato il 3 maggio 2010 (Bianco)
- Disegno di Legge n. 1207, presentato il 13 novembre 2008 (Gramazio)
- Disciplina delle medicine e delle pratiche non convenzionali 11 novembre 2008 (Stefano Allasia)
- Disegno di Legge n. 1134, presentato il 21 ottobre 2008 dal Collegio Regionale Emilia Romagna Disciplina delle medicine non convenzionali
- Disciplina n.920 delle medicine e delle pratiche non convenzionali presentato il 9 ottobre 2008 (Francesco Marinello)
- Disciplina delle medicine non convenzionali presentato il 7 ottobre 2008 (Piergiorgio Massida)
- Disciplina delle medicine e delle pratiche non convenzionali presentato il 29 maggio del 2008 (Stefano Allasia)
- Disegno di Legge n. 713, presentato il 29 maggio 2008 (Bosone) Disciplina delle medicine non convenzionali
- Disegno di Legge n. 481, comunicato il 12 maggio 2008 dal senatore Massida Disciplina delle medicine non convenzionali
- Disciplina n.145 delle terapie non convenzionali e istituzione dei registri degli operatori delle medicine non convenzionali presentato il 29 aprile 2008 (Cesare Cursi)
- Disegno di Legge n. 1569, presentato il 15 maggio 2007 dal senatore Cursi Disciplina delle terapie non convenzionali e istituzione dei registri degli operatori delle medicine non convenzionali
- Disegno di Legge n. 1245, presentato il 12 gennaio 2007 dal senatore Ripamonti Disposizioni per la regolamentazione delle medicine complementari
- Proposta di Legge n. 1990, presentata il 28 novembre 2006 dal Deputato Zanotti Disposizoni per la regolamentazione delle medicine non convenzionali
- Disegno di Legge n. 1126, presentato il 26 ottobre 2006 dal senatore Tomassini Disciplina delle terapie non convenzionali e istituzione dei registri degli operatori delle medicine non convenzionali
- Proposta di Legge n. 1590, presentata il 3 Agosto 2006 dei Deputati Grillini, De Simone, Nicchi
- Proposta di Legge n. 1426, presentata il 19 luglio 2006 del Consiglio Regionale Emilia Romagna
- Proposta di Legge n. 1590, presentata il 3 Agosto 2006 dei Deputati Grillini, De Simone, Nicchi
- Disegno di Legge n. 874, comunicato il 23 maggio 2006 dal Deputato Lucchese Disciplina delle medicine e delle pratiche non convenzionali
- Disegno di Legge n. 447, comunicato il 19 maggio 2006 dal senatore Massida Disciplina delle medicine non convenzionali
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QUALI DIFFERENZE CON IL NOSTRO PROGETTO ? |
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Dal 2006 ad oggi sono arrivate in parlamento tutte le Proposte sopra elencate senza giungere ancora ad un quadro Normativo Nazionale !
Questa Progetto desidera essere una soluzione nuova e totalmente diversa rispetto a quanto già fatto :
1) E' di tutti, poichè il testo è il frutto di coloro che desiderano partecipare ! Inoltre non appartiene a nessun schieramento politico. Non vi sono interessi personali.
2) Non esclude a priori una disciplina rispetto ad un altra, ma desidera definire le discipline bio-naturali da riconoscere attraverso un lavoro fondamentale, da assegnare ad una Commissione Pilota (puntualizzo che nessuna proposta di legge lo propone), a cui parteciperanno coloro che promuovono la conoscenza e l'apprendimento delle medicine non convenzionali in italia ogni giorno. Saremo tutti insieme a decidere !
3) Vota una rappresentanza equilibrata tra i membri che dovranno costituire la Commissione Permanente e ne definisce in modo trasparente le loro origini. Troppe Proposte che sono già giunte in parlamento non definiscono come e da chi verranno eletti i rappresentanti di questa Commissione !
4) Si parla sia di Naturopata che di Operatore delle Discipline Bio-Naturali cercando di individuare i rispettivi percorsi formativi nell'intento di valorizzare entrambi. Sono indicate le modalità di accreditamento delle figure professionali formatesi prima della presente proposta di legge. Si istituiscono i registri nazionali dei Naturopati, degli Operatori delle Discipline bio-naturali e delle associazioni di categoria per dare finalmente serietà alle MNC !
Con umiltà siamo consapevoli che la strada da fare è ancora tanta ... siamo ancora agli inizi e desideriamo veramente la collaborazione di tutti anche se alle critiche distruttive preferiamo quelle costruttive !
NON TROVIAMO CORRETTO APPOGGIARE I TESTI CHE SONO GIA' GIUNTI IN PARLAMENTO COME CI HANNO CHIESTO DIVERSI PARLAMENTARI. DESIDERIAMO LA LEGGE MIGLIORE E NON QUELLA PIU' RAPIDA ! LA CONSAPEVOLEZZA PRIMA DI TUTTO !
Un abbraccio di luce a tutti. Emanuel Celano |
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